Dura presa di posizione di Franca Milazzo, presidente dell’associazione “IPAZIA” di Reggio Calabria, contro le dichiarazioni di Giovanni Donzelli, coordinatore di Fratelli d’Italia, sul tema delle quote rosa e della rappresentanza femminile in Parlamento. Al centro della polemica ci sono le parole pronunciate da Donzelli alla Camera dei Deputati, in occasione dell’approvazione della nuova legge elettorale, secondo quanto riferito dalla stessa Milazzo. Il presidente dell’associazione reggina contesta sia il contenuto delle affermazioni dell’esponente di Fratelli d’Italia sia la scelta del governo “di ricorrere al voto di fiducia, interpretata come un tentativo di impedire il dissenso delle donne all’interno della stessa maggioranza”.
Le parole di Donzelli sulle quote rosa e la reazione di Franca Milazzo
A provocare la reazione della presidente di Ipazia è stato un passaggio dell’intervento parlamentare di Donzelli, che ha contrapposto la difesa delle quote rosa alla necessità di garantire una maggiore occupazione femminile.“Care colleghe che state difendendo le quote, difendere le donne non significa difendere la possibilità per voi di tornare in Parlamento nominate da un uomo con le quote rosa ma significa garantire la massima quota di occupazione femminile”, sono le parole di Donzelli riportate da Milazzo. Dichiarazioni che la presidente dell’associazione reggina definisce “vergognose”, ritenendole in contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza e pari opportunità. Secondo Milazzo, infatti, queste affermazioni “tendono a distruggere in pochi secondi quanto sancito dall’art.3, cc.1 e 2, e dall’art.51 della Costituzione Italiana”.
“Il governo Meloni ha avuto paura delle donne della sua stessa maggioranza”
La critica di Franca Milazzo si estende anche al metodo seguito nell’iter parlamentare. La presidente di Ipazia sostiene che la decisione di porre la questione di fiducia sia stata motivata dalla volontà di evitare possibili prese di posizione contrarie da parte delle parlamentari della maggioranza. “Caro” Donzelli la verità è che il voto di fiducia imposto ha principalmente questa motivazione: il governo Meloni ha avuto paura, non si è fidato delle donne della sua stessa maggioranza, quelle che sanno cosa vuol dire lottare per esserci, e zittire così il loro dissenso”, evidenzia.
“Non siamo nominate da un uomo, abbiamo studiato, lavorato e lottato”
Uno dei passaggi più netti dell’intervento riguarda l’espressione utilizzata da Donzelli sulle donne che tornerebbero in Parlamento grazie alle quote rosa e alla scelta di un uomo. Per Milazzo, questa rappresentazione sminuisce “il percorso personale e professionale delle donne impegnate nella vita pubblica, ignorando le battaglie affrontate per conquistare maggiori opportunità di partecipazione politica. Noi non siamo nominate da un uomo. Abbiamo studiato, lavorato, lottato e non accettiamo che il coordinatore di FdI ci spieghi cosa vuol dire difendere le donne”.
Quote rosa e rappresentanza femminile: “senza rappresentanza non c’è parità”
Per Franca Milazzo, la questione delle quote rosa va ben oltre la composizione del Parlamento e riguarda la possibilità delle donne di partecipare concretamente ai processi decisionali. Il presidente dell’associazione reggina considera gli strumenti di riequilibrio della rappresentanza necessari “per contrastare le disuguaglianze che, storicamente, hanno limitato l’accesso femminile alle cariche politiche”.
“Senza rappresentanza non c’è parità. Le quote rosa non sono un privilegio, sono l’unico argine contro decenni di porte chiuse, di cognomi maschili che si passavano il seggio come una rendita”. Milazzo evidenzia inoltre il collegamento tra la presenza delle donne nelle istituzioni e la possibilità di affrontare efficacemente questioni come il lavoro, le retribuzioni e le politiche sociali. “Chi difende le quote difende il diritto delle donne a esserci, decidere, contare. Senza rappresentanza si indebolisce l’occupazione femminile, non c’è parità salariale, non c’è welfare”, rimarca.
Lavoro femminile, precarietà e difficoltà economiche: la denuncia di Ipazia
Nella parte conclusiva del suo intervento, Franca Milazzo contesta anche la contrapposizione tra le donne impegnate in Parlamento e quelle che lavorano in altri settori, sostenendo che “le diverse condizioni femminili non debbano essere messe in competizione tra loro”.“Contrapporre le parlamentari alle operaie è una furbata per dividerLE”, afferma il presidente di Ipazia. La riflessione si sposta quindi sulle difficoltà quotidiane affrontate da molte donne, dalla conciliazione tra lavoro e famiglia agli ostacoli economici nell’accesso alle cure: “la precarietà è una sola: è la donna che si dimette perché non ha un asilo, è quella che rinuncia a curarsi perché non ha i soldi – il 34% secondo EURISPES 2026”.


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