I campi da gioco, a differenza delle chiacchiere da bar e dei proclami ad uso social, non mentono mai. La dura realtà ha bussato ancora una volta alla porta e a metà ottobre possiamo fare un primo bilancio di come stanno andando le cose nell’universo Reggina. Riavvolgendo il nastro a tre mesi fa, la città era ammaliata da Matt Rizzetta e per settimane c’era chi lo osannava, addirittura preferendolo a Claudio Lotito. Ebbene, per capire come stanno le cose basta guardare i fatti. I numeri. A parlare è ancora una volta il campo, che consegna alla storia le proprie verità.
Ieri il Campobasso ha subito l’ennesimo tonfo fragoroso con la sconfitta per 3-1 sul campo del Ravenna, l’ennesimo passaggio a vuoto di un inizio di campionato decisamente pesante. Altro che promozione in serie B: la classifica di Serie C dei molisano parla chiaro. Il posizionamento a metà graduatoria della compagine di Rizzetta è un’illusione ottica destinata a svanire in fretta, dato che molte delle squadre retrostanti devono ancora recuperare una o due partite. Non appena quel quadro verrà ricomposto, la squadra guidata dall’italo-americano rischia di scivolare direttamente in piena zona play-out, con il concreto spauracchio di una clamorosa retrocessione in Serie D. La piazza di Campobasso è ormai in aperta e dura contestazione contro la proprietà, con un Rizzetta che appare sempre più intenzionato a disimpegnarsi e a trattare la cessione del club, dopo averne giurato amore eterno. Proprio come aveva fatto per la Reggina…
L’incredibile abbaglio estivo: quando Reggio adorava uno sconosciuto
Serviva l’autunno per restituire il senso delle proporzioni a chi, soltanto pochi mesi fa, rischiava di trascinare la Reggina nell’ennesima avventura fallimentare. Ripensare a quanto accaduto durante la caldissima estate di Reggio Calabria fa sorridere e tremare al tempo stesso. In riva allo Stretto si è assistito a uno spettacolo surreale: una parte del pubblico si era letteralmente innamorata di questo fantomatico imprenditore italo-americano giunto in città senza alcuna credenziale credibile. Veri e propri allocchi che lo osannavano senza un apparente motivo, esaltandolo e tributandogli il titolo di “Presidente” prima ancora che avesse versato un solo euro o dimostrato reali capacità finanziarie. Si fantasticava su patrimoni illimitati, accogliendo a braccia aperte uno sconosciuto privo di un passato vincente nel mondo dello sport e scambiando il fumo per arrosto.
L’asse Praticò-Rizzetta, il fantasma di Tacopina e la farsa del Napoli
A rendere ancora più grottesco quel quadro estivo vi era la regia nostrana: Rizzetta era sbarcato a Reggio Calabria portato da Praticò, con l’unico chiaro intento di salvare qualche poltrona della vecchia gestione societaria. Non è una coincidenza che, tramontata la pista calabrese, Praticò sia andato a fare il direttore generale proprio al Campobasso sotto la corte di Rizzetta, e i risultati disastrosi di oggi sono la diretta conseguenza di quel connubio. Del resto, le amicizie del patron italo-americano dicevano già tutto: stretto sodale di Joe Tacopina, personaggio celebre alle cronache sportive per aver provocato disastri e fallimenti in serie in giro per l’Italia. Come se non bastasse, Rizzetta si era persino spinto a dichiarare durante l’estate di voler acquistare il Napoli, finendo puntualmente sbeffeggiato e deriso persino da Aurelio De Laurentiis per uscite al limite del comico.
Claudio Lotito e la prova dei fatti: dai record in Serie A alla vetta amaranto
La stortura più clamorosa di quel delirio estivo risiedeva però nel confronto che alcuni tifosi pretendevano di fare tra Rizzetta e Claudio Lotito. Una follia pura: si preferiva un personaggio ambiguo e senza storia a un dirigente presente nel calcio di serie A da oltre venticinque anni, garanzia assoluta di stabilità e competenza aziendale. Oggi, a metà ottobre, la storia ha emesso il suo verdetto inappellabile. Claudio Lotito guarda tutti dall’alto in Serie A con la sua Lazio, prima in classifica a 16 punti dopo sei giornate e con i record storici infranti. Parallelamente, la Reggina si trova in ottime mani ed è anch’essa prima nel suo girone di Serie D con 16 punti conquistati nelle prime sette partite. Da una parte la solidità dei fatti, dall’altra l’inconsistenza delle parole.
Il tempo è galantuomo: la Reggina scampa l’ennesimo pericolo
Dopo i disastri recenti legati alle gestioni di Saladini e Ballarino, la Reggina ha rischiato seriamente di finire nelle mani dell’ennesima figura che avrebbe fatto nauseare e disamorare una tifoseria già provata da troppe delusioni. Per fortuna, l’ennesimo pericolo societario è stato sventato. Il tempo si conferma galantuomo e ridicolizza gli abbagli di chi si era fatto incantare dalle sirene estive. Chi sosteneva la necessità di affidarsi a figure di spessore come Lotito oggi celebra i risultati del campo, mentre chi inseguiva il fantasma di Rizzetta non deve fare altro che guardare le rovine di Campobasso per capire quale baratro la città abbia evitato.
