Stanno sbagliando, di nuovo. Come negli scorsi tre anni. Ancora non hanno imparato la lezione. Erano lì, fermi al palo, ad aspettare la prima sconfitta della Reggina per andare addosso, difendere il loro “Dio” Ballarino e attaccare qualsiasi cosa che riguardasse la nuova proprietà targata Claudio Lotito. Motivi? Non si sa. Era ciò che loro stessi, questi nostalgici, dicevano a StrettoWeb in questi tre anni: “aspettavate la prima sconfitta, eccolì là”. Peccato che l’anno scorso, e preferiamo non andare indietro perché non è il caso, dopo 6 giornate la Reggina ne aveva perse due (pareggiandone altre due). Udite udite, a Favara e in casa contro la Gelbison Cilento, squadra di Vallo della Lucania, Comune campano di 7 mila abitanti, praticamente la metà di Gallico. Quella Reggina, quella sopra descritta, in tre anni in prima posizione non c’è mai stata neanche per un secondo. Sempre a rincorrere, sempre a raccogliere figuracce.
Quella di quest’anno, invece, pensate un po’, riesce a mantenere la prima posizione nonostante una sconfitta. Incredibile! Eh no, non c’è nulla di incredibile. Se nelle prime cinque si straccia ogni record, vincendo in casa e fuori, segnando gol a raffica e non subendone neanche uno, è tutto normale. Anche prevedibile. La Reggina vincerà il campionato, lo diciamo da luglio e lo ribadiamo oggi, subito dopo la prima sconfitta stagionale, così come ribadivamo che quella di Ballarino non avrebbe mai ottenuto nulla, e lo facevamo anche dopo vittorie in rimonta che si spacciavano per grandi colpi, eccitando quella parte di tifoseria che amava farsi prendere un giro da un maestro di Catania che – per quanto li rispettava, pensate un po’ – non si è più fatto vivo a Reggio Calabria, neanche per chiudere una vicenda che lo avrebbe potuto far uscire meglio di come sia realmente andata.
Ma questa è un’altra storia. La realtà è che questi nostalgici non aspettavano altro che una sconfitta, pensando di poter mettere a paragone le tre annate precedenti con quella attuale. La squadra di Marco Marchionni è davvero una corazzata, composta da giocatori di alto livello, e di categoria superiore, in ogni reparto. Non è un caso che abbia realizzato 15 reti in sei partite, subendo la prima rete solo oggi, dopo cinque giornate, quasi sei, considerando che la rete di Jallow è arrivata nel finale. Ha perso contro il Trapani, che non è di certo il PSG ma neanche la metà di Gallico, quella metà di Gallico che un anno fa di questi tempi ne rifilò tre al Granillo. Ha perso contro una squadra che, al netto dei problemi societari, ambientali e di classifica, ha in rosa gente di valore. Una squadra retrocessa che proprio tre anni si faceva beffa della Fenice Amaranto. E più di qualcuno, questa estate, la considerava addirittura l’antagonista amaranto. Sì, gli stessi che magari sminuivano il 5-0 al Licata. Pensate un po’…
E’ vero, non è stata la gara più brillante, per la Reggina, in alcune fasi in sofferenza come a Modica, sempre per le stesse condizioni, campo piccolo e sintetico. Ma era una partita che si poteva vincere e si poteva perdere. Anziché provare a tenere stretto il pari, si è pensato di sbilanciarsi alla ricerca della vittoria, rischiando, e questo non ha pagato. Nulla di così umiliante, una sconfitta all’85’ contro il Trapani alla sesta dopo cinque vittorie di fila, non di certo le figuracce che portavano gli amaranto a vedere festeggiare al Granillo la Vigor Lamezia, l’Athletic Palermo, il Real Casalnuovo, il Sant’Agata di Militello. E l’elenco è molto più lungo.
Non aspettavate altro. Sì, ma forse non aspettavamo altro neanche noi, così da poterci divertire e spiegarvi, ancora, perché state dalla parte sbagliata della storia. Com’era? Sì, ci vediamo a maggio. Anzi, forse anche ad aprile…


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