Non si placa lo scontro politico a Palmi tra il sindaco Giovanni Calabria e i consiglieri comunali di minoranza. Dopo le polemiche seguite alla seduta del Consiglio comunale del 27 ottobre e la successiva replica del primo cittadino, l’opposizione torna all’attacco, sostenendo che le risposte fornite non abbiano chiarito alcuni interrogativi sulla costituzione dello staff del sindaco e sui presunti accordi politici precedenti alla sua candidatura. A intervenire con una nota congiunta sono i consiglieri Francesco Cardone, Giuseppe Magazzù, Solidea Schipilliti, Denise Iacovo, Roberto Filippone e Gianluca Spampinato, che contestano la ricostruzione del primo cittadino e chiedono chiarimenti più precisi su quanto sarebbe accaduto nei mesi precedenti alla formalizzazione delle nomine e durante il periodo in cui Calabria era ancora comandante della Stazione dei Carabinieri di Palmi. Le contestazioni riguardano circostanze sulle quali la minoranza chiede ulteriori verifiche e che il sindaco, nelle precedenti dichiarazioni, ha già respinto rivendicando la correttezza del proprio operato.
“Quanto accaduto a Palmi nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, tenutasi il 27.10.2026, ha davvero del grottesco. I Consiglieri di minoranza hanno presentato diverse interpellanze ed interrogazioni, così sollecitando il Sindaco a fornire chiarimenti su questioni ritenute di particolare rilievo, considerando, anche, il silenzio della massima Autorità locale sugli stessi argomenti”, affermano i sei esponenti dell’opposizione, che ritengono insufficienti le spiegazioni arrivate durante il dibattito consiliare e attraverso il successivo comunicato del sindaco. Il nodo centrale, secondo i firmatari, non sarebbe il diritto del primo cittadino di scegliere persone di propria fiducia, ma l’eventuale svolgimento di attività riconducibili allo staff prima che gli incarichi fossero formalmente conferiti. Una distinzione sulla quale la minoranza insiste, chiedendo risposte specifiche alle interrogazioni presentate.
La polemica sullo staff del sindaco: “Frequentavano il Comune prima della nomina?”
La prima questione sollevata riguarda le nomine dello staff fiduciario del sindaco, formalizzate con decreto del 13 ottobre 2026 e decorrenza dal 16 ottobre. Secondo i consiglieri di minoranza, diverse segnalazioni ricevute dai cittadini indicherebbero che le tre persone successivamente designate frequentassero abitualmente Palazzo San Nicola già prima dell’adozione del provvedimento. L’opposizione sostiene che alcune di queste persone avrebbero incontrato cittadini, partecipato a riunioni ed esaminato atti, circostanze sulle quali chiede di conoscere il titolo in base al quale avrebbero eventualmente operato. Viene inoltre sollevata una questione di opportunità politica relativa al legame di parentela tra il sindaco e una delle persone nominate, indicata dai consiglieri come sua cognata. Si tratta di contestazioni che la minoranza distingue espressamente da eventuali rilievi personali nei confronti dei diretti interessati. Calabria, nella precedente replica, aveva invece affermato che prima della nomina non erano state svolte attività operative, istruttorie o decisionali per conto del Comune, precisando che non risultavano credenziali assegnate o direttive impartite agli uffici.
“Una prima questione ha interessato la nomina dello Staff del Sindaco, non in merito a rilievi personali dei nominati, quanto alla circostanza che gli stessi avrebbero svolto tale funzione anche in epoca antecedente l’adozione del Decreto di nomina intervenuto il 13.10.2026, con decorrenza 16.10.2026. Gli interrogandi, infatti, premesso di avere ricevuto numerosissime segnalazioni di Cittadini che precisavano di aver visto i tre designati, o addirittura di aver avuto incontri con costoro, presso Palazzo San Nicola nel periodo antecedente la nomina, hanno chiesto al Sindaco se ciò corrispondesse a vero ed a quale titolo gli stessi abbiano quotidianamente frequentato la sede del Municipio, partecipato a riunioni, incontrato persone, esaminato atti. Peraltro, una delle tre persone designate è anche cognata del Sindaco, e su questo era stata sollevata una mera questione di “opportunità politica””, si legge nella nota.
Secondo l’opposizione, le risposte del primo cittadino sarebbero state inizialmente elusive e successivamente non corrispondenti a quanto riferito da alcuni cittadini. In particolare, i consiglieri contestano l’affermazione secondo cui le persone designate avrebbero frequentato soltanto saltuariamente la sede municipale. Francesco Cardone avrebbe invece sostenuto durante il Consiglio che la loro presenza fosse quotidiana e che gli interessati utilizzassero anche stanze destinate agli assessori. “In data odierna, ancora, è apparso su una testata online un articolo contenente un comunicato stampa del Sindaco che, ancora una volta, su tale questione, elude la domanda rivoltagli; il problema non è di “chi affianca il Sindaco”, ma di chi incontra Cittadini “per conto del Sindaco”, di chi “riceve” non insieme al Sindaco, ma in sua vece”, precisano i consiglieri. La minoranza torna quindi a chiedere se i tre designati si siano mai qualificati come componenti dello staff prima del 13 ottobre 2026, sostenendo che una risposta esplicita sarebbe necessaria per valutare eventuali ulteriori iniziative.
Le dimissioni dei due avvocati e la questione dell’incompatibilità
Un altro elemento richiamato nella nota riguarda la posizione di due avvocati nominati nello staff, tra i quali la cognata del sindaco. L’opposizione riferisce che, nel corso del dibattito, era stata sollevata da altri una possibile incompatibilità tra l’incarico a tempo determinato presso il Comune e l’esercizio della libera professione forense. Una questione che, secondo la ricostruzione dei consiglieri, riguardava il rapporto tra i due professionisti e il rispettivo Ordine di appartenenza. La vicenda avrebbe poi trovato una conclusione con le dimissioni di entrambi gli avvocati dallo staff del sindaco. Per la minoranza, tuttavia, questa circostanza non risolve l’interrogativo principale, relativo alle eventuali attività svolte all’interno del Municipio prima dell’adozione degli atti di nomina. Il confronto resta quindi concentrato non soltanto sulle modalità di costituzione dello staff, ma anche sulla distinzione tra la presenza personale di soggetti vicini al primo cittadino e l’eventuale esercizio di funzioni connesse all’Amministrazione comunale.
Gli incontri politici prima della candidatura: nuove contestazioni a Calabria
La seconda questione al centro dello scontro riguarda il periodo precedente alla candidatura di Giovanni Calabria a sindaco di Palmi, quando ricopriva ancora il ruolo di comandante della locale Stazione dei Carabinieri. I consiglieri di minoranza chiedono chiarimenti su alcuni presunti incontri risalenti al dicembre 2025 con un altro aspirante sindaco, che aveva annunciato la propria candidatura il 12 novembre dello stesso anno. Secondo la ricostruzione dell’opposizione, durante tali interlocuzioni sarebbe stato raggiunto un accordo politico-elettorale quando Calabria non si trovava ancora in aspettativa elettorale né in pensione. I consiglieri sostengono che un’eventuale attività politica svolta in quelle condizioni avrebbe potuto porre problemi rispetto alle disposizioni applicabili al personale militare. Si tratta, anche in questo caso, di un’ipotesi avanzata dalla minoranza e non di una violazione accertata. Il sindaco aveva già precisato che gli incontri precedenti alla candidatura erano stati di carattere privato e riservato, finalizzati a valutare un possibile impegno politico, e aveva dichiarato di aver rispettato gli obblighi previsti nei confronti della propria Amministrazione di appartenenza.
“Con altra interrogazione, i Consiglieri di minoranza avevano chiesto al Sindaco – che, utile ricordarlo, prima della candidatura, rivestiva la funzione di Comandante della Stazione dei Carabinieri di Palmi – se corrispondesse al vero che già nel mese di dicembre 2025, quando ancora la candidatura non era ufficiale e lo stesso non si trovava in aspettativa “elettorale” né in pensione, incontrò più volte altro candidato (che, il 12.11.2025, aveva annunciato la sua candidatura a Sindaco) con il quale, nello stesso periodo, formalizzò un accordo politico/elettorale; si ricorda, ancora, che le normative vigenti nell’ambito “militare” vietavano tali attività se non previo posizionamento in pensione ovvero aspettativa “elettorale””, sostengono i firmatari della nota. La minoranza contesta inoltre la mancata smentita esplicita dell’esistenza di accordi politici, interpretando il comportamento del sindaco come una risposta insufficiente. Un’interpretazione che non equivale, tuttavia, alla dimostrazione delle circostanze denunciate.
I consiglieri tornano quindi sulle successive dichiarazioni di Calabria, nelle quali il primo cittadino aveva spiegato di aver incontrato diverse persone per valutare un’eventuale candidatura, prima di assumere una decisione definitiva. Per l’opposizione, tale ricostruzione non chiarirebbe completamente la natura delle interlocuzioni. “Ma perché non smentisce chi afferma il contrario e precisa anche di essere in possesso di prove ? E’ così difficile prendere posizione ? A che titolo un “privato cittadino” incontra un candidato a Sindaco e con lo stesso stringe accordi per le elezioni, addirittura parlando anche di liste ? Ma si può essere così “leggeri” o, peggio, si può pensare che i Cittadini Palmesi siano così “distratti” ? Insomma, LA TOPPA E’ PEGGIO DEL BUCO !!!!”, attaccano i consiglieri. La minoranza chiede quindi una risposta più precisa sulla natura degli incontri e sulla loro eventuale rilevanza politica, mentre il sindaco continua a sostenere di aver agito nel rispetto delle procedure previste.
Le tensioni in Consiglio comunale e lo scontro tra maggioranza e opposizione
La nota affronta anche il clima registrato durante la seduta consiliare del 27 ottobre, che i sei consiglieri descrivono come particolarmente teso. Tra gli episodi richiamati figura l’intervento del consigliere di maggioranza Scarfone, che, secondo quanto riferito dall’opposizione, si sarebbe rivolto direttamente a Gianluca Spampinato accusandolo di favoritismi elettorali durante il suo mandato. I firmatari contestano inoltre l’atteggiamento tenuto dal sindaco durante il dibattito, sostenendo che sarebbe intervenuto soltanto in risposta alle interrogazioni rivoltegli, senza prendere posizione sugli altri argomenti trattati. Viene citata, in particolare, la mozione di solidarietà agli autotrasportatori calabresi illustrata dalla consigliera Solidea Schipilliti e successivamente approvata all’unanimità. Secondo la minoranza, il comportamento del primo cittadino avrebbe contribuito a lasciare senza risposta diverse questioni politiche, alimentando ulteriormente il confronto tra gli schieramenti presenti in Consiglio.
In questo contesto, i consiglieri ribadiscono che il nodo centrale della vicenda riguarda la trasparenza nei rapporti tra il sindaco, le istituzioni e i cittadini di Palmi. L’opposizione sostiene che rimangano aperti gli interrogativi sulle attività eventualmente svolte dai componenti dello staff prima della nomina e sulla natura degli incontri politici precedenti alla candidatura. Viene inoltre richiamato il precedente ruolo di Calabria nell’Arma dei Carabinieri, che secondo i firmatari avrebbe richiesto particolare attenzione anche nella gestione delle interlocuzioni politiche. I consiglieri ritengono che le spiegazioni fornite finora non siano sufficienti e annunciano l’intenzione di mantenere alta l’attenzione sulle questioni sollevate. Il sindaco, dal canto suo, nella precedente replica aveva respinto le insinuazioni sulla propria rettitudine personale, rivendicando il diritto dell’opposizione a esercitare il controllo politico ma chiedendo che il confronto restasse fondato su fatti e atti verificabili.
“Insomma, rimangono ancora irrisolte le questioni connesse alla (legittima ?) attività svolta dai soggetti designati quali componenti lo Staff nel periodo antecedente l’adozione del decreto, nonché gli accordi politici che si vogliono essere stati raggiunti dal candidato Calabria quando ancora svolgeva le funzioni di Comandante della Stazione dei Carabinieri di Palmi. Il tema, dunque, riguarda la trasparenza del Sindaco nei rapporti con la Città; può consentirsi alla massima Autorità cittadina di esplicitare circostanze non vere dinanzi alla Assise comunale ? Può ammettersi che un Sindaco – questo ciò che viene riferito -, che era tra le più alte cariche locali espressione di legalità e sicurezza, violi le norme dell’ordinamento militare pur di acquisire consensi quando non poteva ? Non può sottacersi, infatti, la circostanza che Giovanni Calabria fosse appartenente all’Arma dei Carabinieri e, a prescindere dalla “legittimità” o meno degli incontri, avrebbe dovuto tenere una condotta “più attenta”, proprio per non mettere in imbarazzo, cosa comunque avvenuta, l’intera Arma. Su tali questioni la Città si interroga e la minoranza consiliare tiene alta l’attenzione, non potendo accettarsi che una realtà come Palmi debba subire tali cadute di stile”, conclude la nota firmata dai sei consiglieri.
La nuova presa di posizione dell’opposizione alimenta dunque il confronto politico a Palmi, a pochi giorni dalla seduta del Consiglio comunale e dalla replica del sindaco. Al centro rimangono due questioni sulle quali emergono ricostruzioni contrapposte: le attività svolte dalle persone successivamente nominate nello staff e i contatti politici precedenti alla candidatura di Calabria. La minoranza chiede ulteriori chiarimenti e contesta la completezza delle risposte ricevute, mentre il primo cittadino ha già sostenuto di aver agito correttamente e nel rispetto degli obblighi previsti. Le accuse avanzate dai consiglieri restano, allo stato delle informazioni riportate, contestazioni politiche che richiederebbero riscontri documentali per poter essere considerate fatti accertati.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?