Palmi, il sindaco Calabria risponde alle accuse dell’opposizione: “non accetto insinuazioni sulla mia rettitudine”

Dopo le polemiche seguite al Consiglio comunale del 27 ottobre, il primo cittadino chiarisce le questioni relative allo staff, all'utilizzo dei mezzi comunali e ai presunti accordi politici prima della candidatura: "La città ha bisogno di un'amministrazione concentrata sui problemi dei cittadini"

Il sindaco di Palmi, Giovanni Calabria, respinge le contestazioni dell’opposizione e interviene sulle polemiche politiche esplose dopo l’ultima seduta del Consiglio comunale, tenutasi il 27 ottobre. Al centro del confronto ci sono la costituzione dell’Ufficio di Staff del sindaco, la presenza di persone di sua fiducia nei locali comunali, l’utilizzo dei veicoli dell’Ente e le ricostruzioni relative a presunti accordi politici nel periodo in cui il primo cittadino era ancora in servizio nell’Arma. Calabria rivendica la correttezza del proprio operato, sostiene di aver già fornito in aula i chiarimenti richiesti e invita le forze politiche a mantenere il confronto sul piano istituzionale, distinguendo le valutazioni dell’opposizione dai fatti accertati. Il sindaco riconosce il diritto della minoranza a esercitare le proprie funzioni di controllo, ma contesta i toni e i contenuti di alcune dichiarazioni diffuse dopo la seduta consiliare, ritenendo necessario richiamare tutti a un atteggiamento improntato al rispetto delle istituzioni e dei cittadini.

“Ho risposto alle interrogazioni presentate e fornito i chiarimenti richiesti. L’opposizione ha tutto il diritto di giudicare le risposte insufficienti e continuare ad esercitare il proprio ruolo di controllo. Non può però trasformare valutazioni politiche in fatti accertati. La trasparenza si tutela con le verifiche e con gli atti, non con insinuazioni personali”, afferma Calabria, chiarendo la propria posizione rispetto alle contestazioni sollevate in Consiglio. Il primo cittadino insiste sulla necessità di un confronto politico basato sugli atti amministrativi e sulle verifiche, respingendo le interpretazioni che, a suo giudizio, mettono in discussione la correttezza personale oltre che quella amministrativa.

La questione dell’Ufficio di Staff e la presenza di persone di fiducia in Comune

Uno dei principali punti al centro delle polemiche riguarda la costituzione dell’Ufficio di Staff del sindaco, organismo di nomina fiduciaria per il quale Calabria richiama le disposizioni dell’articolo 90 del Testo unico degli enti locali e dell’articolo 25 del Regolamento comunale. Secondo quanto precisato dal primo cittadino, la procedura è stata avviata nel rispetto del quadro normativo e la relativa deliberazione di Giunta è stata adottata il 28 luglio, dopo il reperimento delle necessarie risorse di bilancio. L’Amministrazione precedente aveva infatti previsto lo stanziamento per il funzionamento dello staff soltanto per il primo semestre dell’anno in corso, circostanza che, secondo la ricostruzione del sindaco, ha determinato un allungamento dei tempi per l’effettiva decorrenza delle nomine. Calabria respinge inoltre le contestazioni relative all’eventuale svolgimento di attività da parte delle persone successivamente incaricate, sostenendo che prima della nomina non abbiano esercitato funzioni operative, istruttorie o decisionali per conto dell’Ente.

“In precedenza, le persone successivamente nominate non hanno svolto attività operative, istruttorie o decisionali per il Comune, ne potrebbero farlo da nominati in quanto ciò non ricadrebbe tra le loro prerogative. Non risultano credenziali assegnate o direttive impartite agli uffici. Sono stati inoltre svolti gli approfondimenti di legge, senza che emergessero cause ostative”, precisa il sindaco, che interviene anche sulla presenza di persone di propria fiducia all’interno degli uffici comunali. “In questo quadro, anche comportamenti ordinari, come l’essere affiancato da persone di mia fiducia all’interno dei locali comunali, sono stati trasformati in un caso politico. La presenza di persone al mio fianco non equivale allo svolgimento di funzioni o interferenze nell’attività degli uffici. Su questi aspetti ho risposto in Consiglio. Rivendico la correttezza del mio operato con serenità, perché le procedure e le circostanze sono state affrontate nelle sedi istituzionali”. Calabria ribadisce quindi la distinzione tra la presenza di collaboratori o persone di fiducia e l’effettivo esercizio di competenze amministrative, contestando l’interpretazione politica attribuita a tali circostanze.

L’utilizzo dei veicoli comunali: il chiarimento del sindaco

Un altro argomento affrontato dal primo cittadino riguarda l’utilizzo dei mezzi comunali, questione sulla quale erano stati chiesti chiarimenti durante la seduta del Consiglio. Calabria conferma di aver riferito in aula un episodio occasionale verificatosi nei primi giorni successivi al suo insediamento, collegato a una necessità istituzionale urgente. Secondo la ricostruzione fornita dal sindaco, si è trattato di una circostanza specifica, già dichiarata pubblicamente nella sede consiliare, che non può essere interpretata come prova di un utilizzo stabile o di un affidamento continuativo dei veicoli dell’Ente. Il primo cittadino respinge quindi le ricostruzioni che attribuirebbero all’episodio un carattere sistematico, ribadendo che la vicenda è stata chiarita attraverso le risposte fornite alle interrogazioni dell’opposizione. Anche su questo punto, Calabria richiama la necessità di distinguere i fatti dichiarati e verificabili dalle valutazioni politiche formulate successivamente.

Le contestazioni sui presunti accordi politici prima della candidatura

Il sindaco interviene anche sulla questione delle interlocuzioni politiche avvenute prima della sua candidatura, quando era ancora in servizio nell’Arma. Calabria respinge le insinuazioni relative a presunti accordi politici, sostenendo che i contatti avuti in quella fase fossero di natura esclusivamente privata e finalizzati a valutare un eventuale impegno nella competizione elettorale. Il primo cittadino sottolinea di non aver ancora assunto una decisione definitiva sulla candidatura e di aver avuto interlocuzioni anche con rappresentanti di ambienti politici differenti rispetto a quelli con i quali ha successivamente scelto di schierarsi. Nella sua ricostruzione, questi incontri non possono essere assimilati allo svolgimento di attività di campagna elettorale, proprio perché precedenti alla decisione di candidarsi. Calabria afferma inoltre di aver rispettato gli obblighi previsti nei confronti della propria Amministrazione di appartenenza e di aver seguito le procedure richieste in relazione alla sua posizione di servizio.

“Prima di candidarmi alla carica di Sindaco, ogni interlocuzione è stata di carattere privato e riservato in un contesto nel quale intendevo acquisire opportuni elementi di valutazione circa l’eventuale mio impegno. Tali comportamenti non possono assimilarsi a “campagna elettorale” per il semplice fatto che non avevo ancora sciolto alcuna riserva. Del resto era un periodo in cui avevo necessità di dirimere ogni dubbio personale rispetto a proposte riservate che ricevevo in quei giorni anche da altri ambienti politici contrapposti a quelli che poi ho sposato.

Sin da allora avevo adempiuto agli obblighi previsti nei confronti della mia Amministrazione di appartenenza e seguito le procedure richieste. Ho incontrato diverse persone nel corso di interlocuzioni private, che tali sono rimaste. La mia risposta in Consiglio ha chiarito i profili di mia competenza e la distinzione tra le procedure riguardanti il mio servizio e le ricostruzioni politiche diffuse in questi giorni”.

Calabria richiama l’opposizione: “La città ha bisogno di un’amministrazione concentrata sui problemi”

Nella parte conclusiva del suo intervento, Giovanni Calabria torna sul clima politico che si è creato dopo l’ultima seduta consiliare e ribadisce di considerare legittimo il controllo esercitato dalla minoranza, purché non si traduca, a suo giudizio, in contestazioni personali prive di adeguato riscontro. Il sindaco respinge le ricostruzioni che mettono in discussione la sua condotta e rivendica il diritto di essere valutato dai cittadini sulla base dell’attività amministrativa e dei risultati conseguiti. “Non accetto che il legittimo esercizio della critica politica diventi un giudizio sulla mia rettitudine personale, fondato su affermazioni fuorvianti. La mia storia e il mio operato sono sottoposti, come è giusto, al giudizio dei cittadini. A loro devo serietà, responsabilità e risultati”, dichiara il primo cittadino, che richiama l’attenzione sulle priorità dell’Amministrazione comunale a cinque mesi dall’insediamento.

“Ritengo, prosegue il sindaco di Palmi, di aver agito correttamente e di aver risposto con trasparenza. A cinque mesi dall’insediamento, la nostra priorità resta lavorare per Palmi. Sono disponibile a fornire ogni ulteriore risposta nelle sedi competenti. Pretendo però un metodo improntato a correttezza e rispetto. La città ha bisogno di un’amministrazione concentrata sui problemi dei cittadini e di un’opposizione libera di controllare: non di una campagna permanente di delegittimazione ad personam”.