Messina, scontro sui 710 mila euro ai dipendenti comunali: Pergolizzi risponde a Gioveni

Il consigliere di Sud chiama Nord replica al capogruppo di Fratelli d’Italia: “Nessun ammanco, sono risorse vincolate agli incentivi per funzioni tecniche”. E solleva dubbi politici sull'accordo tra i due partiti

È scontro politico a Messina sulla questione dei 710mila euro destinati ai dipendenti comunali. Il consigliere comunale di Sud chiama Nord, Nello Pergolizzi, interviene duramente contro il collega Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia, contestando le sue dichiarazioni relative a un presunto ammanco di risorse per il personale e alla mancata approvazione di una mozione per ridurre il numero dei componenti dei consigli di amministrazione delle società partecipate. Al centro della polemica ci sono la natura delle somme, le possibilità di utilizzo per il personale comunale e le conseguenze della decisione della maggioranza di respingere la proposta.

Pergolizzi: “nessun ammanco, sono somme vincolate”

“Leggo con estremo stupore il post pubblicato dal collega Gioveni, che denuncia un presunto “ammanco” di 710.000 euro destinati al personale comunale e accusa la maggioranza di aver respinto una mozione che, attraverso la riduzione dei componenti dei consigli di amministrazione delle partecipate, avrebbe consentito di recuperare buona parte delle somme”, afferma Pergolizzi. Il consigliere di Sud chiama Nord ritiene che le accuse avanzate da Gioveni richiedano una maggiore attenzione nella verifica delle informazioni, soprattutto per evitare di alimentare preoccupazioni tra i lavoratori. Secondo quanto riferisce Pergolizzi, sulla base di verifiche effettuate presso fonti che definisce ufficiali e attendibili, i 710mila euro sarebbero destinati agli incentivi per funzioni tecniche, ossia alla remunerazione dei dipendenti che hanno svolto specifiche attività nell’ambito degli appalti. Si tratterebbe, dunque, di risorse con una destinazione vincolata, da riconoscere ai lavoratori interessati secondo le condizioni previste dalla disciplina applicabile.

“Queste somme non possono quindi essere considerate liberamente disponibili per finanziare la produttività e le altre indennità della generalità del personale, né il fatto di averle impropriamente conteggiate per tali finalità può modificarne la destinazione”, precisa Pergolizzi, secondo cui parlare di ammanco rischia di fornire una rappresentazione fuorviante della vicenda.

La polemica sui Cda delle partecipate e sulle risorse per i lavoratori

Un altro punto della replica riguarda la proposta di Gioveni di recuperare risorse attraverso la riduzione dei componenti dei consigli di amministrazione delle società partecipate. Pergolizzi contesta il collegamento diretto tra il possibile risparmio di spesa e l’incremento delle somme destinate alle retribuzioni accessorie dei dipendenti comunali. “Un risparmio di spesa non si traduce automaticamente in risorse distribuibili ai dipendenti, così come un’economia realizzata da una società partecipata non diventa, per questo solo fatto, una disponibilità del bilancio comunale”, sottolinea. Per il consigliere, Gioveni dovrebbe indicare con precisione le norme che consentirebbero di utilizzare quei risparmi, i margini finanziari effettivamente disponibili e gli atti amministrativi necessari. “Sommare alcune cifre e individuare una spesa da tagliare non dimostra che quelle risorse possano arrivare nelle buste paga dei lavoratori”, osserva Pergolizzi, aggiungendo che il rigetto di una mozione non equivale necessariamente a negare risorse ai dipendenti, senza prima dimostrare che tali somme siano effettivamente utilizzabili per le finalità indicate.

L’affondo politico: “Gioveni non ha digerito l’accordo tra FdI e Sud chiama Nord?”

La replica di Pergolizzi si sposta poi sul terreno politico, con un riferimento all’accordo tra Fratelli d’Italia e Sud chiama Nord. “Sul piano politico, viene anche da chiedersi se tanta veemenza non risenta dell’accordo tra Fratelli d’Italia e Sud chiama Nord, che Gioveni sembra aver subito più che condiviso e che forse non ha ancora del tutto digerito”, dichiara il consigliere. Pergolizzi precisa che si tratta di un interrogativo politico, ma sostiene che eventuali malumori legati alle scelte del proprio partito non dovrebbero incidere su una questione delicata come quella delle retribuzioni dei dipendenti comunali. Il consigliere accusa quindi Gioveni di utilizzare le aspettative dei lavoratori per alimentare lo scontro politico, senza aver dimostrato, a suo giudizio, la concreta fattibilità delle soluzioni proposte. “Quando si grida allo scandalo senza chiarire la natura delle somme e senza dimostrare la fattibilità delle alternative proposte, si fa bassa e becera propaganda su un terreno che richiederebbe serietà e responsabilità”, afferma.

Pergolizzi: “i dipendenti comunali meritano rispetto e informazioni corrette”

In conclusione, Pergolizzi ribadisce la propria disponibilità a sostenere ogni iniziativa concretamente realizzabile per tutelare il personale del Comune di Messina e garantire il riconoscimento delle somme legittimamente spettanti. “Da parte mia sostengo ogni strada concretamente percorribile per tutelare il personale e riconoscere quanto legittimamente spettante, nella convinzione che i dipendenti meritino informazioni corrette, rispetto e impegni realizzabili e che la serietà di chi li rappresenta si misuri anche nella capacità di verificare ciò che afferma prima di gridare “vergogna””, conclude il consigliere di Sud chiama Nord. La vicenda alimenta così un nuovo confronto politico a Palazzo Zanca, con posizioni contrapposte sulla gestione delle risorse destinate al personale comunale e sulle possibilità di recuperare ulteriori fondi attraverso interventi sulle società partecipate.