Messina ha dato l’ultimo saluto a Peppino Mazzullo, il celebre artista noto soprattutto per essere stato per oltre quarant’anni la voce di Topo Gigio, uno dei personaggi più amati e riconoscibili della televisione italiana. Nel pomeriggio si sono celebrati i funerali nella chiesa di San Giovanni a Santo Stefano Briga, il luogo con cui Mazzullo aveva mantenuto per tutta la vita un legame profondo e dove era tornato a vivere dopo una lunga carriera artistica lontano dalla Sicilia. Alle esequie erano presenti l’assessore Liana Cannata, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, il presidente del Consiglio comunale Massimo Minutoli, il comandante della stazione dei carabinieri di Santo Stefano Medio Marco Todaro e una rappresentanza della Polizia municipale. L’ultimo saluto si è così svolto proprio nel territorio nel quale la storia artistica di Mazzullo era cominciata, chiudendo simbolicamente un percorso umano e professionale lungo un secolo.
Peppino Mazzullo morto a 100 anni nella sua Santo Stefano Briga
La morte di Peppino Mazzullo, avvenuta all’età di 100 anni, segna la scomparsa di una voce che ha accompagnato generazioni di italiani. Nato nel 1926, Mazzullo aveva iniziato la propria carriera artistica giovanissimo proprio a Santo Stefano Briga, nella periferia sud di Messina. Il suo primo palcoscenico fu il piccolo teatro del borgo, dove cominciò a farsi conoscere attraverso monologhi e interpretazioni che gli permisero di mostrare immediatamente una spiccata capacità espressiva. Quella passione, nata quasi per gioco, si trasformò presto in una vera vocazione, destinata a portarlo dal piccolo teatro della periferia messinese ai più importanti ambienti teatrali e televisivi italiani.
Dagli inizi a Messina alle accademie di Roma e Milano
Poco più che ventenne, Mazzullo ottenne una borsa di studio che gli consentì di frequentare l’Accademia d’Arte Cinematografica di Roma. Successivamente proseguì la propria formazione all’Accademia d’Arte Drammatica di Milano, consolidando una preparazione artistica destinata ad accompagnarlo per tutta la vita. Il teatro divenne il primo grande terreno sul quale costruire la propria carriera. Mazzullo lavorò insieme a Guglielmo Della Seta, entrando poi nella compagnia di prosa della Rai e successivamente nella compagnia di Enzo Ferrieri. Fu l’inizio di una lunga esperienza professionale che gli consentì di confrontarsi con ambienti e interpreti di primo piano e di affinare sempre di più una delle caratteristiche che avrebbero segnato tutta la sua carriera: la capacità di utilizzare la voce come vero e proprio strumento di interpretazione.
Peppino Mazzullo allo Zecchino d’Oro con il personaggio di Richetto
Tra le esperienze più ricordate della sua carriera figurano anche le partecipazioni agli spettacoli dello Zecchino d’Oro negli anni Sessanta. In quelle occasioni Mazzullo interpretava Richetto, lo scolaro indisciplinato che divenne uno dei personaggi legati a quella stagione televisiva. Era un periodo nel quale la televisione italiana stava entrando sempre più profondamente nelle case delle famiglie e i personaggi del piccolo schermo riuscivano rapidamente a entrare nell’immaginario collettivo. Mazzullo seppe inserirsi perfettamente in quel mondo grazie alla propria versatilità e a una capacità innata di costruire personaggi attraverso timbro, ritmo e intonazione della voce.
Peppino Mazzullo e Topo Gigio, un legame durato oltre quarant’anni
Il nome di Peppino Mazzullo resta però indissolubilmente legato a Topo Gigio. Per oltre quarant’anni fu lui a prestare la voce al celebre topolino ideato da Maria Perego, contribuendo in maniera decisiva alla fortuna di uno dei personaggi più popolari della televisione italiana. Topo Gigio conquistò bambini e famiglie grazie alla sua voce inconfondibile, ai modi ingenui e affettuosi e a una personalità immediatamente riconoscibile. Dietro quella voce c’era proprio Mazzullo. La capacità dell’artista messinese di modificare timbro, ritmo e intonazione nasceva da lontano. Aveva infatti iniziato a imitare le voci già durante gli anni di scuola, trasformando progressivamente quella predisposizione naturale in una vera professione. Con Topo Gigio trovò il personaggio destinato a renderlo noto al grande pubblico e a legare per sempre il suo nome alla storia della televisione italiana.
Una voce entrata nella memoria di intere generazioni
Il contributo di Mazzullo alla popolarità di Topo Gigio fu fondamentale. La voce costituiva infatti uno degli elementi essenziali del personaggio, capace di trasmettere dolcezza, ironia e immediatezza. Per migliaia di bambini, e poi per intere generazioni diventate adulte, quella voce è rimasta associata a un periodo preciso della propria infanzia. È anche per questo che la morte di Peppino Mazzullo assume un significato che va oltre la scomparsa di un attore e doppiatore: con lui se ne va uno dei protagonisti di una stagione storica della televisione italiana, quando pochi personaggi riuscivano a entrare nelle case e nella memoria del pubblico in maniera così profonda.
Il ritorno a Santo Stefano Briga e il Piccolissimo Teatro di Messina
Dopo una lunga carriera lontano dalla Sicilia, Mazzullo tornò a vivere stabilmente nella sua Santo Stefano di Briga. Nel 2004 decise di fondare il “Piccolissimo Teatro di Messina”, dando vita anche alla “Scuola di teatro comico e drammatico”. Fu un modo per restituire al territorio una parte dell’esperienza accumulata nel corso di decenni di attività artistica e per trasmettere alle nuove generazioni il proprio patrimonio professionale. Il ritorno a Messina non rappresentò quindi soltanto una scelta personale, ma anche l’inizio di una nuova fase della sua vita, dedicata all’insegnamento, alla formazione e alla condivisione di tutto ciò che aveva appreso sui palcoscenici e negli studi televisivi.
I riconoscimenti per la voce di Peppino Mazzullo
Nel corso degli anni arrivarono anche importanti riconoscimenti. Nel 2008 Mazzullo vinse il Leggio d’Oro voce cartoon, premio che celebrava il valore della sua interpretazione nel mondo del doppiaggio e dell’animazione. Nel 2011 gli venne poi conferito il “Premio alla voce dei ricordi”, durante l’ottava edizione della manifestazione. Due riconoscimenti che sintetizzavano perfettamente il ruolo che la sua voce aveva avuto nella cultura popolare italiana. Mazzullo non era stato soltanto un doppiatore, ma una presenza capace di legarsi alla memoria collettiva e di diventare parte dell’identità stessa del personaggio che aveva interpretato per oltre quarant’anni.
Gli ultimi anni lontano dalle scene
Negli ultimi anni Peppino Mazzullo si era progressivamente ritirato dalle scene. Quel mondo di luci, televisione e spettacolo che aveva attraversato per decenni era ormai profondamente cambiato. A cento anni, guardando indietro alla propria vita, aveva raccontato anche il senso di distanza da una realtà che non sentiva più pienamente sua. La sua storia artistica, però, era ormai entrata stabilmente nella memoria della televisione italiana e nella cultura popolare del Paese.


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