Presunzione di innocenza e nessun processo mediatico nei confronti del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, coinvolto nell’inchiesta sulla Sibaritide. È la posizione espressa dal vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi, che interviene sulla vicenda giudiziaria richiamando la necessità di distinguere le valutazioni politiche dagli accertamenti della magistratura. Un principio che, secondo il parlamentare, deve essere rispettato anche nei confronti degli avversari politici, indipendentemente dalle differenze di posizione e dai giudizi sull’attività amministrativa. “Da uomo delle istituzioni non posso che richiamare tutti alla presunzione di innocenza nell’inchiesta sulla Sibaritide. Non possiamo in alcun modo confondere i giudizi politici che per noi rimangono negativi con conclusioni affrettate. Io non sono mai stato tenero con il sindaco Stasi ma il mio rimarrà sempre e solo un giudizio politico”, afferma Antoniozzi, ribadendo che la contrapposizione politica non deve tradursi in una condanna anticipata sul piano giudiziario.
Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia condivide inoltre l’appello del collega Rapani contro i processi mediatici e rivendica il rispetto del principio garantista da parte del proprio partito, anche nei confronti degli esponenti delle forze politiche avversarie. Non manca, tuttavia, una critica ad alcuni partiti del centrosinistra, ai quali Antoniozzi contesta un ritardo culturale su questo tema. “Ha ragione il collega Rapani quando esorta a non fare processi mediatici che sono uno stillicidio. FdI ha sempre rispettato questo principio di civiltà innanzitutto con i suoi avversari. Da questo punto di vista alcuni partiti del centrosinistra sono in notevole ritardo culturale. Chiunque sia indagato merita di essere sempre considerato innocente”, conclude il parlamentare. Una presa di posizione che, pur confermando il giudizio politico negativo nei confronti del sindaco Stasi, richiama al rispetto delle garanzie fondamentali previste dall’ordinamento e alla necessità di evitare conclusioni affrettate prima dell’accertamento delle eventuali responsabilità.


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