Nessuna corsa alle elezioni anticipate dopo l’approvazione della nuova legge elettorale. Il governo guidato da Giorgia Meloni dovrebbe proseguire fino alla naturale conclusione della legislatura. È questa la posizione espressa dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenuto nella trasmissione Dritto e Rovescio, condotta da Paolo Del Debbio su Rete4. Le dichiarazioni arrivano in una giornata politicamente significativa caratterizzata dall’approvazione definitiva della riforma elettorale da parte della Camera dei deputati e dal confronto tra maggioranza e opposizioni sulle nuove regole con le quali gli italiani saranno chiamati a eleggere il prossimo Parlamento.
Alla domanda di Paolo Del Debbio sulle tempistiche del prossimo appuntamento elettorale, Lollobrigida ha risposto: “credo che sia normale che il governo arrivi a fine legislatura”. La posizione espressa del ministro va quindi nella direzione della continuità dell’azione di governo, senza collegare automaticamente l’approvazione della nuova legge elettorale a un’immediata convocazione delle urne.
Legge elettorale approvata, Lollobrigida attacca le opposizioni: “accuse ridicole”
Nel corso dell’intervento televisivo, Francesco Lollobrigida ha affrontato anche le polemiche che hanno accompagnato l’approvazione della riforma elettorale. Il ministro ha respinto le contestazioni provenienti dalle opposizioni, che hanno criticato diversi aspetti dello Stabilicum, dal premio di maggioranza alle modalità seguite per arrivare al voto definitivo. Lollobrigida ha liquidato le critiche con parole nette:“le accuse dell’opposizione sono ridicole, altro che legge truffa”.
Lollobrigida difende lo Stabilicum: “ora è stato data la parola agli elettori”
La principale argomentazione utilizzata dal ministro riguarda la possibilità dei cittadini di incidere maggiormente sulla scelta dei propri rappresentanti. Secondo Lollobrigida, uno dei problemi del precedente funzionamento del sistema politico italiano sarebbe stata la formazione di governi sostenuti da maggioranze parlamentari differenti rispetto alle coalizioni presentatesi alle elezioni. Il ministro collega questa critica al nuovo sistema elettorale, sottolineando soprattutto l’introduzione del voto di preferenza. Nel corso della trasmissione ha dichiarato: “il problema che negli anni passati sono andati al governo chi non è stato votato alle elezioni. Ora è stato data la parola agli elettori che potranno decidere anche le preferenze. Ci sono alcuni dati che sono oggettivi. Anche non ottenendo premi di maggioranza che possano aumentare il differenziale c’è la possibilità di esprimere un voto di preferenza”.


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