Cateno De Luca a Montecitorio, bordate a tutti: “noi i veri civici, basta cazzari e finzioni” | VIDEO

Il leader di Sud chiama Nord presenta a Montecitorio il progetto politico nazionale insieme a Sindaci d'Italia: "meno generali, più sindaci"

Cateno De Luca rilancia il progetto nazionale di Sud chiama Nord, rivendica l’identità civica del movimento e prende le distanze sia da Roberto Vannacci sia dalle proposte politiche del centrosinistra. Durante un punto stampa davanti a Montecitorio, il leader siciliano ha illustrato le prospettive della nuova iniziativa che punta a riunire Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia in un’unica lista nazionale, spiegando le ragioni della scelta di dialogare con il centrodestra. Un intervento nel quale De Luca ha affrontato anche gli scontri avvenuti a Milano, criticando il sindaco Giuseppe Sala e chiedendo al governo di Giorgia Meloni misure più severe nei confronti dei responsabili dei danneggiamenti. Al centro delle sue dichiarazioni, tuttavia, resta la volontà di costruire un soggetto politico che faccia del pragmatismo, dell’esperienza amministrativa e del radicamento territoriale i propri elementi distintivi.

De Luca contro Vannacci: “non siamo un’operazione anti-generale”

Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se la nuova iniziativa politica fosse stata concepita in contrapposizione a Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, De Luca ha respinto questa interpretazione. “Definire la nostra un’operazione anti-Vannacci significa sminuire il nostro progetto. Con tutto il rispetto, noi ci misuriamo con altre cose più importanti: al partito dei cazzari vogliamo contrapporre il partito del pragmatismo, della quotidianità, dei sindaci e dei territori”, ha dichiarato. Il leader di Sud chiama Nord ha quindi ribadito di non voler impostare il progetto nazionale su una contrapposizione personale con il generale, ma sulla valorizzazione delle esperienze maturate dagli amministratori locali. “Vogliamo rispondere alle battute del generale Vannacci con qualcosa di diverso: la concretezza e il pragmatismo dei sindaci”, ha aggiunto. Una posizione accompagnata anche da un messaggio simbolico. De Luca si è infatti presentato all’incontro con la stampa indossando una maglietta con la scritta “- generali, + sindaci”, sintetizzando così la differenza politica che intende evidenziare rispetto a Vannacci. “Non utilizziamo parametri che per quanto ci riguarda potrebbero essere veramente offensivi”, ha concluso sul tema.

Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia, il progetto di una lista nazionale

La nuova iniziativa politica punta a mettere insieme Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia all’interno di un’unica lista nazionale, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo degli amministratori e delle realtà territoriali. De Luca rivendica un modello politico costruito attorno all’esperienza di chi amministra quotidianamente le comunità locali, contrapponendolo a quello che considera un approccio fondato prevalentemente sulla comunicazione e sulle dichiarazioni pubbliche. Il riferimento ai sindaci assume dunque un significato centrale nella costruzione dell’identità del progetto. Per il leader siciliano, la nuova formazione dovrebbe distinguersi attraverso la capacità di affrontare problemi concreti, partendo dalle esigenze dei territori e dall’attività amministrativa. L’iniziativa nasce dall’esperienza di Sud chiama Nord, movimento cresciuto politicamente in Sicilia e nel Mezzogiorno, e punta ora a svilupparsi su scala nazionale. De Luca ha sottolineato che questo percorso non deve essere interpretato esclusivamente attraverso il confronto con altre formazioni politiche, ma valutato sulla base delle proprie caratteristiche e degli obiettivi che intende perseguire.

Gli scontri di Milano, De Luca critica Sala e chiede interventi al governo

Durante il punto stampa a Montecitorio, Cateno De Luca è intervenuto anche sui recenti scontri avvenuti a Milano, prendendo posizione contro le violenze e i danneggiamenti registrati durante le manifestazioni. Il leader di Sud chiama Nord ha rivolto una critica diretta al sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala. “Sono contrariato dal buonismo del collega Sala. Non c’è nessuna giustificazione per quello che è accaduto a Milano2, ha affermato. De Luca ha utilizzato toni particolarmente duri nei confronti dei responsabili dei danneggiamenti, arrivando a dichiarare: “per me andrebbero messi ai lavori forzati”. Si tratta di una posizione politica espressa dal leader di Sud chiama Nord, che ha quindi sollecitato l’intervento del governo per introdurre misure straordinarie finalizzate a garantire un ristoro rapido a chi ha subito danni. La sua proposta riguarda soprattutto il rapporto tra l’individuazione dei responsabili e il risarcimento delle attività commerciali e delle amministrazioni coinvolte.

“Chi fa il danno paga”: la proposta sui risarcimenti immediati

De Luca ha chiesto al governo Meloni di valutare nuove disposizioni che consentano di ottenere un risarcimento immediato nei casi di danneggiamento durante le manifestazioni. “Chi viene colto in flagranza, per essere liberato, deve pagare. E i soldi devono essere dati immediatamente al Comune e agli esercenti”, ha dichiarato. Secondo il leader di Sud chiama Nord, non sarebbe accettabile che le persone e le attività economiche danneggiate debbano attendere la conclusione di un procedimento giudiziario per ottenere il ristoro delle perdite subite. “Non è pensabile che chi subisce i danni debba aspettare la conclusione di un processo, mentre chi li ha provocati rimane libero e impunito”, ha aggiunto.

Da qui la richiesta di un intervento normativo che, nelle intenzioni di De Luca, dovrebbe consentire una prima forma di compensazione economica prima della conclusione del processo. “Chi fa il danno paga. Dopodiché, alla conclusione del processo, darà anche il saldo”, ha spiegato. La proposta non corrisponde a una norma già approvata. Un eventuale intervento legislativo dovrebbe inoltre confrontarsi con le garanzie costituzionali, con la presunzione di innocenza e con le regole che disciplinano l’accertamento delle responsabilità e il risarcimento dei danni.

De Luca svela i contatti con il centrosinistra: “ci offrivano un amore clandestino”

Un altro passaggio politicamente significativo delle dichiarazioni di Cateno De Luca riguarda i rapporti con il centrosinistra e le interlocuzioni avute prima della scelta di collaborare con il centrodestra. Il leader di Sud chiama Nord ha riconosciuto l’esistenza di contatti con l’area progressista, spiegando però di aver preferito un percorso politico differente. “All’amore clandestino che ci ha offerto il centrosinistra abbiamo preferito fare le cose alla luce del sole”, ha affermato.

Una dichiarazione con la quale De Luca rivendica la scelta di rendere esplicita la propria collocazione nel progetto nazionale, senza accettare formule di collaborazione che, a suo giudizio, avrebbero limitato l’autonomia del movimento. Il leader siciliano ha quindi ricostruito la proposta ricevuta dal centrosinistra, riferendosi in particolare all’ipotesi di un’operazione civica legata ad Alessandro Onorato.

L’affondo contro il campo largo e Alessandro Onorato: “un finto civismo”

Le critiche più dirette al centrosinistra riguardano il progetto civico che De Luca associa ad Alessandro Onorato. Il leader di Sud chiama Nord ha respinto la possibilità di confluire in quell’iniziativa, rivendicando l’autonomia e la storia politica del proprio movimento. “Il campo largo, o camposanto, ha fatto una scelta ben precisa: quella di un finto civismo, con un’operazione in provetta fatta nei salotti romani che si chiama Alessandro Onorato”, ha dichiarato.

Una valutazione fortemente critica, attraverso la quale De Luca contesta il modello organizzativo e politico della proposta avanzata nell’area progressista. Il leader siciliano ha quindi ribadito la differenza che ritiene esistente tra la propria esperienza e quella delle altre iniziative civiche. “Noi siamo i veri civici, non possiamo diventare il surrogato di altri. Abbiamo una nostra identità, una storia e soprattutto risultati”, ha sottolineato. La posizione espressa da De Luca chiarisce le ragioni con cui il movimento giustifica la scelta di non aderire al progetto del centrosinistra: mantenere una propria identità politica e organizzativa, senza confluire in un’iniziativa guidata da altri soggetti.

Dal 27 al 29 ottobre l’assemblea nazionale a Roma: prevista la partecipazione di Meloni

Il prossimo appuntamento del percorso politico di Sud chiama Nord sarà l’assemblea nazionale in programma a Roma dal 27 al 29 ottobre. De Luca ha annunciato l’iniziativa come un momento importante per lo sviluppo del progetto nazionale, con la partecipazione prevista della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’appuntamento rappresenterà un’occasione per presentare la nuova fase organizzativa del movimento e approfondire le prospettive della collaborazione con il centrodestra.

La presenza di Meloni, indicata come prevista, costituisce un elemento politicamente significativo dell’iniziativa, pur non equivalendo di per sé all’annuncio di ulteriori accordi o decisioni già formalizzate. Il movimento punta a sviluppare una dimensione nazionale attraverso il coinvolgimento di amministratori e realtà civiche, mantenendo come riferimento l’esperienza maturata in Sicilia e nel Mezzogiorno.

La strategia di Cateno De Luca tra autonomia politica e alleanza con il centrodestra

Le dichiarazioni rilasciate davanti a Montecitorio delineano la linea che Cateno De Luca intende seguire nella nuova fase politica. Da una parte, il leader di Sud chiama Nord rivendica una differenza rispetto a Roberto Vannacci e a Futuro Nazionale, sostenendo che il proprio progetto debba essere identificato con il pragmatismo degli amministratori piuttosto che con la contrapposizione personale. Dall’altra, prende le distanze dal centrosinistra, accusandolo di aver proposto un’operazione civica nella quale Sud chiama Nord non avrebbe potuto conservare il ruolo e l’identità rivendicati dal suo leader.

La decisione di dialogare con il centrodestra viene quindi presentata come una scelta politica esplicita, preferita alle interlocuzioni avute con il campo largo. Il riferimento ai sindaci e ai territori rimane il principale elemento attraverso cui De Luca descrive il progetto nazionale, mentre la convention di Roma rappresenterà il prossimo passaggio per definirne l’organizzazione e le prospettive. Resta da verificare come questa impostazione si tradurrà concretamente nella costruzione della lista nazionale insieme a Sindaci d’Italia e quali saranno i rapporti con le altre forze politiche. Il messaggio di De Luca, intanto, è chiaro: Sud chiama Nord non vuole essere identificato come un movimento nato contro Vannacci, né come una componente del progetto civico del centrosinistra, ma come una formazione autonoma che intende portare l’esperienza degli amministratori locali nella politica nazionale.