L’annuncio della Regione Calabria di mettere a disposizione 15 milioni di euro contro il caro carburanti viene accolto positivamente da Coldiretti Calabria, che però rilancia immediatamente chiedendo di affiancare al provvedimento regionale altre misure specificamente rivolte al comparto agricolo. Al centro delle richieste ci sono soprattutto il gasolio agricolo e il caro fertilizzanti, due voci che stanno incidendo direttamente sui costi di produzione delle aziende e sulla programmazione delle prossime semine. Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha annunciato che il provvedimento da 15 milioni sarà portato lunedì 5 ottobre in Consiglio regionale. L’intervento è stato presentato dal governatore come una misura per contrastare gli effetti dell’aumento dei carburanti su lavoratori e imprese; al momento dell’annuncio non sono però stati ancora illustrati pubblicamente tutti i criteri operativi, la distribuzione delle risorse e la platea definitiva dei beneficiari. È proprio in questa fase che Coldiretti Calabria, attraverso il presidente regionale Franco Aceto, torna sulle proposte già trasmesse nei giorni scorsi a Occhiuto e all’assessore regionale all’Agricoltura, chiedendo che l’intervento sul caro carburanti sia accompagnato da una strategia più ampia a tutela delle imprese agricole.
Coldiretti Calabria sui 15 milioni annunciati da Occhiuto
La posizione dell’organizzazione agricola parte da una valutazione positiva dell’intervento regionale, ma contiene anche una precisa richiesta di integrazione. “Prendiamo atto dell’annuncio del presidente Occhiuto di destinare quindici milioni di euro per tamponare l’emergenza caro carburanti. Provvedimento che sarà approvato lunedì in Consiglio Regionale. Certamente questo si può aggiungere altro– dichiara il presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto– che nei giorni scorsi aveva inviato al presidente Occhiuto e all’assessore Gallo una articolata lettera con la quale si chiedevano in particolare due provvedimenti urgenti”. Il messaggio di Aceto è quindi chiaro: i 15 milioni annunciati dalla Regione rappresentano un primo intervento, ma Coldiretti chiede che il sostegno venga rafforzato con strumenti espressamente calibrati sulle esigenze dell’agricoltura. Il settore è infatti particolarmente esposto all’aumento dei carburanti perché il gasolio viene utilizzato quotidianamente per trattori, macchine agricole, lavorazioni nei campi, trasporti e numerose altre attività produttive.
Gasolio agricolo, la prima richiesta: intervento basato sui consumi UMA
La prima misura proposta da Coldiretti Calabria riguarda direttamente il gasolio agricolo. L’organizzazione chiede alla Regione di utilizzare proprie risorse per realizzare un intervento straordinario finalizzato a compensare almeno in parte l’aumento dei costi energetici sostenuti dalle aziende. La proposta indicata nel comunicato è precisa: assumere come parametro i consumi di carburante risultanti dal sistema UMA, cioè il sistema attraverso il quale vengono gestite le assegnazioni agevolate di carburante destinate agli usi agricoli.
La richiesta viene formulata così: “il primo: per il gasolio agricolo,con destinazione di risorse proprie regionali un intervento straordinario finalizzato al contenimento dei maggiori costi energetici sostenuti dalle imprese agricole, utilizzando quale parametro oggettivo i consumi di carburante risultanti dal sistema UMA e applicando la massima compensazione consentita nell’ambito del METSAF e della disciplina europea sugli aiuti di Stato”. La logica proposta da Coldiretti è quindi quella di collegare gli eventuali aiuti a un dato oggettivo e già disponibile, evitando una distribuzione indistinta delle risorse e indirizzandole verso chi ha sostenuto concretamente i maggiori costi per il carburante.
Perché il caro gasolio pesa così tanto sulle aziende agricole
Il tema del gasolio è diventato particolarmente delicato per il settore primario. Coldiretti nazionale ha segnalato nei giorni scorsi che l’aumento dei prezzi dei carburanti ha avuto un forte impatto sui costi di produzione delle imprese agricole, sostenendo le iniziative per ridurre il prezzo del gasolio destinato al comparto. Per un’azienda agricola, infatti, il costo del carburante incide in molte fasi della produzione. Non riguarda soltanto l’utilizzo dei trattori, ma anche le lavorazioni del terreno, la raccolta, il funzionamento di alcune attrezzature, il trasporto dei prodotti e numerose attività collegate. Un aumento prolungato del prezzo del gasolio può quindi comprimere ulteriormente i margini delle imprese e trasferirsi, almeno in parte, sui costi complessivi delle produzioni. È in questo contesto che Coldiretti Calabria propone un meccanismo legato ai consumi effettivamente registrati attraverso l’UMA.
Fertilizzanti, la seconda richiesta di Coldiretti Calabria
Il secondo fronte indicato da Franco Aceto riguarda il caro fertilizzanti. Coldiretti chiede alla Regione di intervenire attraverso gli strumenti della programmazione agricola regionale e, in particolare, attraverso il CSR Calabria 2023-2027. La proposta è quella di verificare l’esistenza di economie o risorse FEASR riprogrammabili e, se necessario, modificare il Complemento regionale per indirizzare fondi verso le produzioni calabresi che non beneficiano del sostegno nazionale.
Il comunicato spiega: “il secondo: per i fertilizzanti, con l’attivazione nell’ambito del CSR Calabria 2023-2027 dell’intervento previsto dall’articolo 6 del DM MASAF n. 471903/2026, verificando la disponibilità di economie e risorse FEASR riprogrammabili e procedendo, ove necessario, alla rimodulazione del Complemento regionale, da destinare prioritariamente alle produzioni calabresi escluse dal sostegno nazionale. Questo per permettere anche i prossimi lavori di semina e non perdere quote produttive”. Il punto sottolineato dall’organizzazione è soprattutto temporale: le imprese devono affrontare le prossime semine e l’aumento dei costi rischia di incidere sulle scelte produttive e sulle superfici coltivate.
Caro fertilizzanti, il peso sui costi di produzione
La questione non riguarda soltanto la Calabria. A livello nazionale sono già state attivate risorse contro l’aumento del costo dei fertilizzanti, con interventi rivolti a numerose colture e imprese agricole. Coldiretti ha riferito dell’attivazione di oltre 136 milioni di euro tra fondi europei e risorse nazionali per compensare parte dell’incremento dei costi sostenuti dalle aziende. La richiesta calabrese punta però a intervenire anche sulle produzioni che non dovessero trovare copertura negli strumenti nazionali. Da qui la proposta di utilizzare il CSR Calabria 2023-2027 come ulteriore leva di sostegno, nel rispetto delle regole europee e della disponibilità effettiva delle risorse. La preoccupazione espressa è che un aumento troppo elevato dei costi possa portare alcune aziende a ridurre gli investimenti, rinviare le semine o ridimensionare le produzioni.
Aceto: “Coldiretti è quotidianamente impegnata nei tavoli istituzionali”
Il presidente di Coldiretti Calabria inserisce le due richieste in un quadro più ampio di iniziative portate avanti dall’organizzazione. “Questo, insieme ad altre proposte, che devono trovare collocazione in un quadro europeo e nazionale testimonia che Coldiretti è quotidianamente impegnata nei tavoli istituzionali per ottenere risultati concreti per le imprese agricole. Coldiretti – aggiunge Aceto – rappresenta gli agricoltori, porta le loro istanze nelle sedi competenti e lavora ogni giorno per dare risposte concrete.” La linea indicata è quella di affiancare gli interventi regionali alle misure nazionali ed europee, con l’obiettivo di costruire strumenti compatibili con le norme sugli aiuti di Stato e con la programmazione comunitaria.
“Continueremo a stare nelle aziende agricole e nei territori”
Aceto insiste quindi sul ruolo dell’organizzazione e sul rapporto diretto con il mondo produttivo. “Noi – rimarca il leader di Coldiretti Calabria – continueremo a stare nelle aziende agricole, nei territori e nei luoghi in cui si assumono decisioni che riguardano il reddito degli agricoltori e la salute dei cittadini, convinti che il lavoro quotidiano produce risultati”. Il tema del reddito agricolo torna quindi al centro del comunicato. L’aumento contemporaneo di carburanti, fertilizzanti e altri fattori produttivi può infatti produrre un effetto cumulativo sui bilanci delle aziende, soprattutto per quelle di minori dimensioni e per le attività maggiormente dipendenti dall’utilizzo di mezzi meccanici.
Importazioni, speculazioni e origine dei prodotti: le altre battaglie rivendicate da Coldiretti
La nota allarga poi il campo agli altri temi sui quali l’organizzazione sostiene di essere impegnata. “Coldiretti è stata sempre in prima fila a denunciare con forza le importazioni incontrollate, le speculazioni sui mercati internazionali e la necessità di garantire trasparenza sull’origine delle produzioni.” Il riferimento riguarda una delle principali linee d’azione dell’associazione: la tutela della provenienza dei prodotti e la richiesta di maggiore trasparenza lungo le filiere. Negli ultimi mesi Coldiretti Calabria è intervenuta più volte anche sui controlli delle importazioni e sulla tutela delle produzioni regionali e nazionali.
Prezzi, costi, concorrenza sleale e cambiamenti climatici
Il comunicato riassume quindi il quadro delle principali criticità che, secondo Coldiretti, interessano attualmente l’agricoltura. “Abbiamo chiesto da tempo valorizzazione del prodotto italiano e misure di tutela del reddito degli agricoltori e denunciato la crisi dei prezzi, aumento dei costi, concorrenza sleale, cambiamenti climatici e burocrazia, fauna selvatica”. Il caro carburanti e il caro fertilizzanti vengono dunque inseriti in un contesto molto più articolato. Le imprese agricole devono confrontarsi contemporaneamente con l’aumento di diversi costi di produzione, con la volatilità dei mercati, con gli effetti degli eventi climatici estremi e con le difficoltà strutturali legate alla burocrazia e alla gestione del territorio.
Coldiretti Calabria: “in agricoltura siamo abituati a distinguere il grano dalla paglia”
La conclusione affidata ad Aceto assume un tono più politico e rivendicativo.“In agricoltura – conclude Aceto –siamo abituati a distinguere il grano dalla paglia. Allo stesso modo gli agricoltori sapranno distinguere chi lavora tutto l’anno per farsi carico dei problemi del settore”. Una frase con la quale il presidente regionale rivendica la continuità dell’azione di Coldiretti e il lavoro svolto nei confronti delle istituzioni. Il riferimento non riguarda soltanto l’attuale emergenza carburanti, ma l’intero insieme di dossier sui quali l’organizzazione sostiene di essere attiva.


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