Area integrata dello Stretto, Battaglia a StrettoWeb: “già nel 2019 la firma con De Luca e Falcomatà. Soddisfatto che oggi riparta l’iter” | VIDEO

Alla vigilia della firma del protocollo tra i sindaci Francesco Cannizzaro e Federico Basile, l'ex consigliere regionale ricostruisce in esclusiva a StrettoWeb le origini dell'Area integrata dello Stretto, dal progetto legislativo del 2015 all'accordo sottoscritto a Palermo nel 2019

Alla vigilia dell’appuntamento istituzionale di domani, quando i sindaci di Reggio Calabria e Messina, Francesco Cannizzaro e Federico Basile, saranno protagonisti della firma di un nuovo protocollo per l’Area integrata dello Stretto, torna al centro dell’attenzione il lavoro avviato oltre dieci anni fa per costruire un sistema di collaborazione stabile tra Calabria e Sicilia. A ripercorrere le tappe di quel percorso è Mimmo Battaglia, ex consigliere regionale della Calabria e già presidente della Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nell’Area dello Stretto, che in un’intervista esclusiva a StrettoWeb esprime soddisfazione per la ripresa del progetto e richiama l’importanza di valorizzare gli atti e le iniziative realizzati negli anni precedenti.

Battaglia ricorda come l’idea di un’integrazione istituzionale tra le due sponde avesse trovato una prima formalizzazione nel 2015, attraverso una previsione legislativa che istituiva la Conferenza permanente. Da quel momento prese avvio un lavoro di confronto tra rappresentanti regionali, amministrazioni e professionisti, con l’obiettivo di individuare una strategia di sviluppo comune per un territorio caratterizzato da legami geografici, culturali ed economici. “Ma sicuramente soddisfazione perché ora al di là della, diciamo, primogenitura dell’idea di costruire proprio un progetto di legge perché datato 2015 nella finanziaria 2015 in cui si istituiva questa conferenza permanente per l’area integrata dello Stretto che poi diede vita proprio a uno sviluppo delle tematiche legate a questo lembo di territorio che per noi è una risorsa, un mare che unisce, non un mare che divide”, afferma Battaglia.

Il documento del 2019 firmato a Palermo con Musumeci, Falcomatà e Cateno De Luca

Uno dei passaggi più significativi ricordati da Battaglia riguarda il 1° marzo 2019, quando a Palermo, a Palazzo d’Orléans, venne sottoscritto un documento elaborato attraverso il lavoro della Conferenza interregionale. L’ex consigliere regionale ricostruisce il percorso che portò alla definizione dell’intesa, ricordando il contributo dei professionisti coinvolti e dei rappresentanti istituzionali delle province di Messina e Reggio Calabria, insieme alle due Città metropolitane.

Alla sottoscrizione parteciparono, secondo quanto riferito da Battaglia ai nostri microfoni, l’allora presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, i sindaci delle due città metropolitane dell’epoca, Giuseppe Falcomatà e Cateno De Luca, oltre allo stesso Battaglia nella qualità di presidente della Conferenza. Il documento rappresentava il risultato di un’attività di coordinamento che aveva coinvolto istituzioni delle due Regioni e competenze tecniche, nella prospettiva di dare una struttura più definita alla collaborazione tra i territori. L’esperienza del 2019 costituisce così uno dei precedenti istituzionali richiamati da Battaglia alla vigilia della nuova intesa, che sarà sottoscritta dai sindaci Cannizzaro e Basile.

L’aeroporto dello Stretto al centro del progetto: “era il punto fermo già allora”

Tra i temi affrontati nel percorso avviato dieci anni fa, Battaglia attribuisce particolare rilievo all’aeroporto dello Stretto, considerato fin dall’inizio una delle infrastrutture centrali per l’integrazione tra Reggio Calabria e Messina. L’ex consigliere regionale sottolinea come il progetto avesse una visione ampia, che comprendeva la definizione del territorio interessato e l’individuazione di obiettivi comuni. “Ma c’era un po’ tutto perché la visione era ampia”, ricorda Battaglia, spiegando che si era proceduto anche alla delimitazione del bacino territoriale attraverso atti delle rispettive amministrazioni regionali. “Intanto si è andati a perimetrare il bacino sia dal lato messinese che dal lato reggino con proprio due delibere di giunta sia la giunta regionale della Sicilia che quella della Calabria deliberarono inserendo i paesi che erano, diciamo, costituivano il bacino dell’area dello Stretto”, sottolinea. All’interno di questa impostazione, l’aeroporto rappresentava un riferimento essenziale, proprio per la sua funzione potenzialmente condivisa tra le due città. “Il punto fermo era l’aeroporto dello Stretto, denominato così proprio perché era l’aeroporto delle due città”, sottolinea Battaglia.