Anche il Partito Democratico di Messina interviene per commentare il disperato appello del Presidente dell’ACR Justin Davis, che in una nota ha lanciato una sorta di ultimatum al Comune e in generale alla città: se non si risolve la questione degli impianti, lui saluta e va via. “L’appello del presidente dell’Acr Messina Justin Davis non è soltanto una questione calcistica. È la fotografia di una città che, dopo otto anni di continuità amministrativa, continua a fare i conti con una disponibilità insufficiente e discontinua dei propri impianti sportivi. Un grido d’allarme che non può cadere nel vuoto: se la prima società calcistica cittadina lamenta difficoltà operative così gravi, l’Amministrazione deve rispondere con i fatti e non farsi trovare impreparata” si legge nella nota del PD.
“Non si può certo dire che siano mancati programmi e risorse. Nel 2024 l’Amministrazione presentava come un vero e proprio ‘piano Marshall’ un programma da circa 15 milioni di euro per gli impianti sportivi; nel frattempo sono arrivati anche importanti finanziamenti del Pnrr per il Celeste e il PalaMerlino. Proprio per questo la domanda è semplice: dove sono i risultati nella vita quotidiana delle società sportive e degli atleti? Lo stadio Celeste continua a essere al centro di problemi di utilizzo e di convivenza tra società. Il basket e il volley devono fare i conti con spazi ridotti. La piscina comunale Graziella Campagna ha iniziato ottobre con i cancelli ancora chiusi, nonostante le rassicurazioni sulla riapertura. E ci sono gli impianti affidati negli anni alla Messina Social City, da Villa Dante alla piscina Cappuccini, per i quali le associazioni sportive non hanno un interlocutore diretto nell’Amministrazione e faticano a programmare la propria attività” ha aggiunto il PD nella nota, spostando l’attenzione anche su altri impianti cittadini.
“Il problema non sono le società che chiedono di utilizzare gli impianti. Il problema è che dopo otto anni, milioni di euro investiti e una stagione irripetibile di finanziamenti straordinari, a Messina si continua troppo spesso a contendersi gli spazi invece di poter contare su una rete di strutture pienamente funzionante. Uno stadio, una palestra o una piscina sono davvero restituiti alla città soltanto quando possono essere utilizzati ogni giorno, con continuità, manutenzione e una gestione adeguata. Serve una politica sportiva che avvicini allo sport di base, allarghi la partecipazione fra le diverse fasce della popolazione e sostenga le realtà che fanno attività sportiva fra mille difficoltà”.
“Non bastano conferenze stampa, inaugurazioni e grandi eventi. Per questo chiediamo all’Amministrazione di rendere pubblico lo stato di avanzamento del programma da 15 milioni, impianto per impianto, e di indicare una data certa per la riapertura della piscina Graziella Campagna. Se dopo otto anni siamo ancora costretti a rincorrere emergenze, chiusure e sovrapposizioni, il problema non può più essere attribuito al passato o alla mancanza di risorse. È il momento di misurare la programmazione sui risultati” si chiude la nota.




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