È morto dopo tre settimane di ricovero il professor Antonio Reggio, il 91enne rimasto gravemente ferito nella notte tra il 18 e il 19 agosto all’interno della sua abitazione a Vibo Valentia. L’anziano era stato soccorso in condizioni critiche dopo essere stato colpito da diverse coltellate e trasportato in codice rosso all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia. Successivamente, vista la gravità del quadro clinico, era stato trasferito in terapia intensiva a Catanzaro, dove è rimasto a lungo ricoverato con prognosi riservata. La sua morte apre ora un nuovo capitolo anche sul fronte giudiziario: l’accusa nei confronti della donna fermata per l’aggressione, inizialmente contestata come tentato omicidio, potrebbe trasformarsi in omicidio.
L’aggressione nella casa del professore a Vibo Valentia
La vicenda aveva destato grande attenzione per le modalità con cui si sarebbe consumata l’aggressione all’interno dell’abitazione del professor Reggio. Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia, a ferire l’anziano sarebbe stata la badante che in quel periodo si occupava della sua assistenza. La donna era stata fermata e successivamente arrestata con l’accusa di tentato omicidio dopo i primi accertamenti investigativi. Ora, con il decesso del 91enne, la qualificazione giuridica del fatto potrebbe cambiare. Gli inquirenti avevano ricostruito una scena particolarmente complessa, con elementi che avevano portato all’ipotesi di un’aggressione maturata all’interno dell’abitazione e con modalità ritenute estremamente gravi.
La ricostruzione degli investigatori: il presunto “intervento” con un coltello
Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna avrebbe prima sedato l’anziano e poi sarebbe intervenuta con un coltello da cucina, provocandogli profonde ferite all’addome. Gli investigatori avevano parlato di una sorta di “operazione” compiuta in casa, una ricostruzione che aveva reso il caso particolarmente inquietante. La badante avrebbe spiegato agli investigatori di aver agito nella convinzione che il professor Reggio avesse “un animale nella pancia” e che fosse quindi necessario intervenire per rimuoverlo. La donna, secondo quanto ricostruito, in quei giorni stava sostituendo temporaneamente una connazionale che normalmente si occupava dell’assistenza dell’anziano.
Il sequestro di coltelli, guanti e soluzioni saline nell’abitazione
Nel corso della perquisizione nell’abitazione del professor Reggio, gli agenti della Squadra Mobile avevano sequestrato diversi oggetti ritenuti utili alle indagini. Tra il materiale acquisito dagli investigatori figuravano coltelli, guanti in lattice e flaconi di soluzioni saline, elementi che sarebbero stati ritenuti riconducibili alla preparazione dell’intervento ipotizzato dagli inquirenti. Gli accertamenti hanno quindi ricostruito progressivamente il quadro della vicenda, fino alla contestazione della grave ipotesi di reato nei confronti della badante.


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