Luca Bellotti, già sottosegretario ed ex parlamentare, lascia Futuro Nazionale. Con una lettera aperta indirizzata al Generale Roberto Vannacci, Bellotti comunica la decisione di restituire la tessera e concludere la propria adesione al movimento, spiegando le ragioni politiche e personali che lo hanno portato a questa scelta. Una presa di posizione che arriva dopo l’adesione iniziale al progetto di Vannacci, alla quale Bellotti aveva partecipato con convinzione, mettendo a disposizione la propria esperienza e contribuendo, nella sua provincia, all’ingresso di oltre 500 persone. L’ex parlamentare racconta però di essersi progressivamente allontanato dalla linea intrapresa dal movimento, ritenendo alcune posizioni incompatibili con la propria idea di destra.
Bellotti non è l’unico. E’ stata soprattutto la presentazione della seconda parte del programma a provocare un sussulto nella politica, per le posizioni illiberali. In tanti a livello nazionale si sono svincolati, soprattutto in Calabria. Ben noto il caso Lamezia, dove il Sindaco ha anche rimosso un Assessore di Futuro Nazionale dalla Giunta. Da sottolineare anche il caso Reggio Calabria, che con le elezioni suppletive rappresenterà a tutti gli effetti un laboratorio politico: candidato un centrista come Giannetta, sì, ma a fare da contraltare è stato l’abbandono di numerosi tesserati, come denunciato in città da Francesco D’Aleo.
L’addio dopo le critiche alla linea del movimento
Nella lettera indirizzata a Vannacci, Bellotti ricostruisce il percorso che lo aveva portato ad aderire a Futuro Nazionale: “Quando ho aderito, l’ho fatto con convinzione, mettendo a disposizione la mia esperienza e contribuendo, nella mia provincia, all’adesione di oltre 500 persone. Credevo di poter contribuire alla costruzione di una destra rigorosa sui temi dell’immigrazione, della sicurezza, della legalità e del merito, ma anche capace di mettere al centro umanità e rispetto verso le persone di qualunque credo o colore. Purtroppo avevo visto male.”
Bellotti spiega di non riconoscersi più nelle scelte politiche e comunicative del movimento, considerate troppo spesso orientate alla provocazione. “Non mi riconosco più in una linea politica e in atteggiamenti che considero troppo spesso caratterizzati dalla provocazione e dalla spregiudicatezza. La destra nella quale credo non ha bisogno di esasperare i toni per dimostrare la propria forza, né di rinunciare all’umanità per affermare i propri valori.”
Tra gli elementi che hanno contribuito alla decisione, l’ex parlamentare cita anche la mancata possibilità di un confronto diretto con il leader del movimento. “Ho chiesto più volte un confronto diretto con te, per discutere nel merito, senza mai riuscire ad ottenerlo. Questo ha contribuito alla mia decisione, ma il motivo principale è politico: non mi sento più rappresentato dalla direzione intrapresa da Futuro Nazionale.”
Il nodo dell’immigrazione e il rapporto con il mondo islamico
Nel cuore della critica di Bellotti ci sono alcune posizioni assunte dal partito sui temi dell’identità, dell’integrazione e del rapporto con altre comunità religiose. L’ex parlamentare cita in particolare il dibattito sul cimitero islamico di Rovigo, contestando quello che definisce un approccio generalizzato nei confronti del mondo musulmano. “Ci sono delle prese di posizione del Partito che nel Terzo Millennio non hanno veramente senso vedi ad esempio il rifiuto tout court del mondo islamico in quanto tale come dimostra anche la vicenda del cimitero islamico a Rovigo.”
Bellotti ribadisce quindi la propria posizione su questi temi, sottolineando la necessità di coniugare sicurezza e rispetto dei diritti individuali. “Io sono per il rispetto di tutte le etnie e di tutte le religioni e sono convinto che ci possano essere margini per una integrazione intelligente che non cancelli le nostre radici ma arricchisca la nostra cultura. Il discrimine per me non è il colore ella pelle o il credo professato ma è tra chi si comporta bene e chi si comporta male”. Secondo l’ex parlamentare, una società sempre più multiculturale richiede risposte politiche capaci di evitare contrapposizioni radicali. “Le società saranno sempre più multietniche per cui la politica sulla integrazione deve essere intelligente. Massimo rigore sul rispetto della legge, massimo rigore per garantire la sicurezza, ma nessun tipo di discriminazione.”
“Resto un uomo di destra”: la rivendicazione della propria identità politica
Nel finale della lettera Bellotti chiarisce che la sua scelta non rappresenta un abbandono dell’area politica di riferimento, ma una presa di distanza da un progetto nel quale non si riconosce più. L’ex parlamentare sottolinea di voler mantenere ferme le proprie convinzioni e la propria storia politica. “E certe esternazioni gratuite che creano profonde divisioni andrebbero evitate, anche per non dare l’alibi alle frange più estremiste di potersi sentire discriminate così da trovare adepti nel propagandare odio anti Occidente. Io resto convintamente un uomo di destra, con le mie idee, la mia storia e le mie convinzioni. Proprio per questo ritengo doveroso essere coerente e non seguire un progetto nel quale non mi riconosco più.”
Bellotti conclude chiedendo che il proprio nome non venga più associato politicamente a Futuro Nazionale, soprattutto dopo la visibilità pubblica ottenuta al momento della sua adesione. “Da oggi chiedo che il mio nome non venga più associato politicamente al tuo movimento, soprattutto dopo la rilevanza pubblica data alla mia adesione”. La decisione, ribadisce l’ex parlamentare, nasce dunque dalla volontà di restare fedele alla propria idea politica: “La mia decisione non nasce dal desiderio di lasciare la destra, ma dalla volontà di restare fedele a quella destra nella quale ho sempre creduto e alla quale ho cercato di dare il mio contributo.”



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