Scossone interno a Futuro nazionale a Reggio Calabria, il movimento politico vicino al generale Roberto Vannacci. Francesco D’Aleo, tra i primi sostenitori del progetto sul territorio reggino e promotore del primo comitato locale, ha annunciato la decisione di lasciare il partito restituendo la propria tessera e quella di altri 70 iscritti. Una scelta motivata, secondo D’Aleo, da una profonda distanza rispetto alla linea politica assunta dal movimento e dal mancato riconoscimento delle istanze della base. L’ex dirigente territoriale rivendica il ruolo avuto nella fase iniziale della costruzione di Futuro nazionale a Reggio Calabria, ma spiega di non riconoscersi più nel progetto attuale.
“Come molti sapranno, o ricorderanno, sin da marzo sono stato tra i primi sostenitori di Futuro Nazionale, partito che ho avuto il merito di fare radicare sul territorio reggino. Io infatti, assieme ad altri che hanno scelto di aderire al progetto e che oggi scelgono come me di uscirne, sono stato il promotore del primo comitato il 297 e quello attualmente con il maggior numero di iscritti. Oggi, 25 agosto, scelgo di fare un passo indietro, rimetto la mia tessera e quella di altri 70 iscritti e scegliamo di scendere da questa barca che ha perso la ‘trebisonda’ (usando l’espressione molto cara al Gen. Vannacci). Il progetto iniziale, che si richiamava alla destra storica, sociale, plurale, liberale non esiste di fatto più, svanito in maniera nebulosa tra le righe di un farinoso programma. Il testo proposto dal partito è di fatto, per moltissimi di noi che ne costituiamo la base, irricevibile”.
Le critiche al programma: “Misure liberticide e limiti morali superati”
Nel lungo intervento con cui annuncia l’addio, D’Aleo contesta alcuni contenuti programmatici del movimento, sostenendo che alcune posizioni non sarebbero più compatibili con la sua idea di destra e con i principi che avevano caratterizzato la fase iniziale del progetto politico. “Sono impensabili ed improponibili molte delle misure, liberticide, che vengono proposte, oggi nel 2026. Chiunque sia un uomo o una donna di Destra autentica non può che provare un forte sdegno di fronte ad alcune affermazioni, e mai vorrebbe un Italia come viene prospettata da alcuni.
Ho creduto nel progetto, ci ho investito, con altri iscritti ci siamo fatti carico di portarlo in piazza (cinque punti informativi), di farlo conoscere attraverso operazioni stampa, abbiamo raccolto firme, operazioni culturali, abbiamo partecipato ad eventi in Sicilia e Calabria, tutto evidentemente inutile di fronte alla totale assenza di considerazione che i vertici partitici hanno della base, inascoltata in merito -e non solo- al progetto programmatico. Non vedere più rappresentate le proprie idee all’interno di un progetto politico non rappresenta un insulto a qualcuno, ma una presa netta di coscienza. Ci sono, per ognuno di noi, dei limiti morali invalicabili, delle linee rosse e queste sono state, per la mia visione etica, ampiamente superate”.
“Scelgo di fare un passo indietro”
D’Aleo sottolinea di aver compiuto una scelta personale e politica, rivendicando il rispetto anche per chi invece decide di proseguire il percorso all’interno di Futuro nazionale. Nella sua nota richiama anche una frase attribuita a un esponente del movimento per spiegare la propria decisione. “Scelgo di fare un passo indietro come molti scelgono, oggi, di imbarcarsi in quest’avventura. Entrambi meritiamo lo stesso rispetto, perché come disse proprio un On. di Futuro Nazionale ‘…se un partito cambia la propria idea politica è giusto per un iscritto non rivedersi più ed andarsene’. Ecco, faccio proprio questo e chiedo, evidentemente scusa a quanti sono stati da me coinvolti”.
Nella parte finale della nota, D’Aleo chiarisce di non voler entrare nel merito delle scelte politiche legate al territorio reggino e alle prossime elezioni suppletive della Camera, lasciando agli elettori il compito di esprimersi. Tuttavia, aggiunge una riflessione sul ruolo della città e sulla gestione della campagna elettorale. “In merito alle scelte politiche per il territorio di Reggio, non entro in merito, perché non è compito mio farlo, saranno gli elettori reggini ad esprimersi; ma una riflessione, che in questi giorni è maturata, mi sento di lasciarla: Reggio, ancora una volta, è preda politica di quanti vedono meramente un’opportunità, una terra di conquista perché tutto in fin dei conti è possibile anche che il responsabile organizzativo della campagna elettorale sia un lametino. Evidentemente Reggio non aveva persone all’altezza per svolgere un, seppur semplice, ruolo“.
L’uscita di D’Aleo rappresenta un nuovo elemento di tensione all’interno di Futuro nazionale, in una fase già caratterizzata dal confronto politico sulla candidatura alle suppletive di Reggio Calabria e dalle ripercussioni che il nuovo movimento sta generando negli equilibri del centrodestra calabrese.


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