Sicilia, Cateno De Luca verso il centrodestra? Sud chiama Nord al centro del risiko delle alleanze tra Regionali e Politiche

Il leader di Sud chiama Nord osserva gli scenari in vista delle Regionali siciliane e delle Politiche: i rapporti con esponenti del centrodestra e la strategia per il futuro del movimento

La partita delle alleanze politiche in Sicilia entra in una fase sempre più complessa e Cateno De Luca è sempre più al centro del dibattito. Il leader di Sud chiama Nord sembra muoversi su più tavoli, mantenendo aperti canali di dialogo sia con il centrodestra sia con il campo largo del centrosinistra, in uno scenario nel quale gli equilibri regionali e nazionali rischiano di intrecciarsi. Da mesi De Luca guarda con attenzione all’area di centrodestra, anche grazie a rapporti personali e politici consolidati con alcuni esponenti di spicco (Arianna Meloni, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, incontrato di recente in un evento in Sicilia). Allo stesso tempo, le sue recenti dichiarazioni pubbliche hanno lasciato uno spiraglio aperto anche verso il centrosinistra, alimentando il confronto sulle possibili future alleanze.

Il rapporto con Galvagno e il dialogo con il centrodestra nazionale

Uno degli elementi che alimentano le ipotesi di un possibile accordo di Cateno De Luca al centrodestra riguarda il rapporto con Gaetano Galvagno, attuale presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana. Tra i due, è risaputo, esiste un rapporto politico e personale molto solido. Un’intesa costruita sul confronto su diversi temi amministrativi e istituzionali che potrebbe rappresentare uno degli elementi dello scenario futuro. Il leader di Sud chiama Nord, infatti, da tempo dialoga con esponenti dell’area di governo nazionale e regionale, mantenendo un canale aperto con il mondo del centrodestra per le elezioni regionali siciliane e le prossime elezioni politiche nazionali.

Le “sedute spiritiche” a Roma e il risiko tra Regionali e Politiche

Negli ultimi mesi De Luca ha incontrato diversi esponenti politici a Roma, sia del centrodestra sia del centrosinistra, in una fase di interlocuzione in cui vede la coalizione di Giorgia Meloni in “vantaggio”. Accordo fatto? I dialoghi proseguono anche se ancora non è stato messo nero su bianco i dettagli dell’unione. E’ utile sottolineare che, con De Luca, infatti, gli scenari possono cambiare rapidamente e il leader di Sud chiama Nord ha più volte cambiato idea in base ai “momenti storici politici”. Il precedente delle elezioni regionali è significativo. De Luca aveva dialogato con il centrodestra in diverse regioni, tra cui Calabria, Campania e Puglia, con accordi di coalizione poi modificate nel tempo anche a causa dei rapporti deteriorati con alcuni esponenti di spicco della coalizione (vedi i litigi con il sottosegretario Siracusano e non solo).Questo elemento rende ancora più difficile prevedere la direzione definitiva che prenderà il movimento siciliano.

Schifani verso la ricandidatura e il nodo della presidenza della Regione

Uno dei temi centrali dello scenario siciliano riguarda la candidatura alla presidenza della Regione. Renato Schifani ha infatti sostanzialmente ufficializzato la propria disponibilità a una nuova candidatura alla guida della Sicilia, elemento che inevitabilmente incide sugli equilibri interni al centrodestra. La questione della presidenza regionale rappresenta il vero nodo delle trattative. Ogni eventuale accordo politico, infatti, passa dalla definizione della leadership e dal ruolo che le diverse forze potranno avere nella costruzione della coalizione. Anche nel campo largo siciliano la partita resta aperta anche se ci sono ostacoli (insormontabili?) legati ai veti posti da alcune componenti, in particolare Controcorrente e Alleanza Verdi e Sinistra, mentre il confronto resta concentrato sulla possibilità di individuare una candidatura condivisa e sull’eventuale ricorso alle primarie.

Dal campo largo arrivano aperture: Faraone e Crisafulli tra gli interlocutori

Nonostante le difficoltà interne, dal fronte progressista sono arrivati segnali di apertura verso un confronto con De Luca. Tra gli elementi da registrare ci sono gli endorsement arrivati da esponenti del campo largo, tra cui Davide Faraone ed il sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, che hanno mostrato attenzione verso un possibile dialogo con il movimento guidato dal sindaco di Taormina. Lo stesso De Luca, attraverso alcune dichiarazioni diffuse sui social nelle ultime ore, non ha chiuso completamente la porta al centrosinistra, lasciando una possibilità, seppur considerata complessa, di confronto.

Trischitta: “Sud chiama Nord diventerà il primo vero partito del Sud”

A intervenire sul futuro del movimento è stato anche Pippo Trischitta, esponente di Sud chiama Nord, già capogruppo in Consiglio comunale a Messina e presidente della Commissione Ponte sullo Stretto. Ai microfoni di StrettoWeb, Trischitta ha sottolineato il ruolo strategico di Messina e del progetto politico di De Luca in caso di accordo con il centrodestra: “Messina con Basile e De Luca senatore o ministro del Sud saranno la base che farà crescere i consensi di Sud chiama Nord che diventerà un forza nazionale, sarà il primo vero partito del Sud”. Parole che delineano l’ambizione del movimento: trasformarsi da realtà territoriale siciliana a soggetto politico con una dimensione nazionale, puntando sul radicamento meridionale.