Sono passate da poco le ore 16:00 e il quartiere di Santa Caterina è ancora nel pieno dell’emergenza. A distanza di oltre quattro ore dal primo allarme, scattato intorno a mezzogiorno, la situazione della palazzina in fiamme di fronte alla scuola Falcomatà-Archi resta estremamente complicata. L’incendio, nonostante gli sforzi ininterrotti, non è ancora stato domato. Le squadre dei Vigili del Fuoco, intervenute tempestivamente, sono ancora massicciamente sul posto e stanno lavorando senza sosta per cercare di avere la meglio sul rogo.
Le fiamme stanno letteralmente divorando l’edificio, accanendosi in particolar modo contro le quattro-cinque abitazioni collocate ai piani più alti. Si tratta degli appartamenti più vicini al tetto, il punto da cui sarebbe scoppiato l’inferno. Sulle cause esatte, al momento, vige la massima prudenza: in base alle prime e sommarie informazioni, ancora da confermare e al vaglio delle autorità competenti, sembrerebbe che a innescare il rogo possano essere stati dei lavori di impermeabilizzazione in corso questa mattina.
Sul fronte logistico, tutte le strade intorno al perimetro della palazzina andata a fuoco rimangono rigorosamente chiuse per ragioni di sicurezza e per consentire le complesse manovre dei mezzi di soccorso. Inevitabili e pesanti i disagi al traffico in tutta la zona nord, ma di fronte a una sciagura di tali proporzioni, il caos viario passa inevitabilmente in secondo piano.
Il vero dramma si sta consumando sotto gli occhi di tutti: ci troviamo di fronte a una tragedia umana profonda. In strada ci sono le famiglie evacuate, persone disperate e in lacrime che in poche ore hanno visto i sacrifici di una vita intera ridotti in cenere. Tuttavia, in mezzo a questa immensa devastazione materiale, l’elemento più importante e straordinario da sottolineare è che non ci sono né morti né feriti. Un autentico, grande miracolo.
Quando è scoppiato il devastante incendio, infatti, all’interno di quelle abitazioni – ormai divorate dal fuoco – c’erano regolarmente le persone, e probabilmente c’erano anche degli operai sul tetto. La rapidità e la violenza con cui si sono propagate le fiamme avrebbero potuto trasformare quegli appartamenti in una trappola mortale, e chi era all’interno ha rischiato seriamente di morire carbonizzato.
Per fortuna, in quegli attimi di puro terrore, gli inquilini sono riusciti ad accorgersi in tempo del pericolo e a fuggire precipitosamente in strada. Hanno dovuto abbandonare la loro casa, i loro ricordi, i loro effetti personali. Hanno perso tutto, ma quantomeno, per fortuna, non hanno perso la vita. E oggi, mentre il fumo continua ad alzarsi sulla città, questa è l’unica, preziosa notizia a cui aggrapparsi.






















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