Reggio Calabria, il direttore del Museo Fabrizio Sudano a StrettoWeb dopo il riconoscimento di Heba Hagrass: “fieri e orgogliosi, così abbiamo rinnovato il MArRC” | INTERVISTA

Il direttore Fabrizio Sudano racconta a StrettoWeb l’incontro con la massima autorità mondiale sui diritti delle persone con disabilità: “abbiamo riprogettato il Museo pensando a tutti, senza esclusione”

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    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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Una visita istituzionale dal forte valore simbolico e un riconoscimento importante per il percorso intrapreso dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria sul tema dell’accessibilità. La Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, Heba Hagrass, ha visitato il MArRC durante la sua permanenza ufficiale a Reggio Calabria, incontrando una realtà museale che negli ultimi anni ha lavorato profondamente per abbattere non solo le barriere fisiche, ma anche quelle sensoriali, cognitive e culturali.

A raccontare ai microfoni di StrettoWeb il significato di questa visita è stato il direttore del Museo, Fabrizio Sudano, che ha spiegato l’emozione e il valore di avere ospite una figura di riferimento internazionale proprio nei luoghi che hanno visto concretizzarsi un lungo percorso di trasformazione.  La visita di Heba Hagrass a Reggio Calabria è avvenuta nell’ambito del programma istituzionale della sua presenza in città, dopo l’invito del sindaco Francesco Cannizzaro e dell’europarlamentare calabrese Giusi Princi, componente dell’Intergruppo del Parlamento europeo sui diritti delle persone con disabilità.

La Relatrice Onu al Museo Archeologico di Reggio Calabria: “abbiamo visto il nostro lavoro attraverso gli occhi di una grande esperta”

“Siamo stati molto colpiti della visita ma anche dalla voglia di visitare il Museo da parte della Relatrice dell’Onu”, ha raccontato  il direttore Fabrizio Sudano. L’arrivo di Heba Hagrass al MArRC ha rappresentato per il museo un momento particolarmente significativo, soprattutto per il ruolo ricoperto dalla Relatrice delle Nazioni Unite, impegnata a livello internazionale nella promozione dei diritti delle persone con disabilità e nell’analisi delle criticità legate all’accessibilità degli spazi pubblici.

“Per la prima volta a Reggio Calabria ha voluto, grazie anche all’invito dell’On. Princi, venire a visitare le sale del Museo – ha spiegato Sudano – ma è stata un’occasione per noi di conferma del lavoro buono che stiamo facendo”. Secondo il direttore del MArRC, la visita ha avuto un valore particolare proprio perché la Relatrice Onu ha potuto osservare direttamente il percorso realizzato dal museo, verificando sul campo gli interventi messi in atto negli ultimi mesi.

“Essendo anche la Relatrice legata ai problemi di accessibilità e alla risoluzione delle criticità internazionali e mondiali sull’accessibilità di accesso a tutti i pubblici, per noi è stato grande motivo di interesse vedere come si sia mossa nelle nostre sale”.

Un Museo senza barriere: il percorso del MArRC grazie ai fondi Pnrr

Il tema centrale della visita è stato quello dell’accessibilità museale, un ambito sul quale il Museo Archeologico di Reggio Calabria ha investito attraverso un percorso strutturato e sviluppato anche grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). “Per un Museo moderno come quello di Reggio Calabria, l’accessibilità è fondamentale”, ha sottolineato il direttore Sudano, spiegando come il progetto abbia seguito le linee guida indicate dal Ministero della Cultura per il superamento delle barriere.

L’obiettivo non era soltanto rendere più semplici gli spostamenti all’interno dell’edificio, ma creare un museo realmente aperto a tutti. “Abbiamo seguito le linee guida che il Ministero si è dato con i fondi Pnrr, ovvero proprio quelli di abbattimento delle barriere non solo fisiche ma anche cognitive e sensoriali”. Un lavoro iniziato da tempo e che ha coinvolto diverse professionalità interne al museo, con un ruolo centrale dell’ufficio tecnico e del personale del MArRC. “Ringrazio tutto il personale del Museo, soprattutto l’ufficio tecnico che si è da subito interessato alla vicenda e ha coinvolto con grandissima prospettiva tutto l’associazionismo e tutte le realtà che operano sul territorio di Reggio”.

Dal piano per eliminare le barriere al nuovo allestimento: così cambia il Museo dei Bronzi di Riace

Uno dei passaggi fondamentali del percorso è stato rappresentato dalla redazione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), considerato dal direttore Sudano uno strumento essenziale per progettare un museo realmente inclusivo. “La redazione del piano di eliminazione delle barriere architettoniche è proprio quello fondamentale per far sì che tutti quanti possano accedere senza nessun tipo di barriera al Museo”. Da questa fase progettuale è nato un intervento più ampio che ha riguardato anche il riallestimento del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Il concetto di riallestimento, ha spiegato Sudano, non ha riguardato soltanto l’aspetto estetico, ma soprattutto la possibilità di rendere i contenuti più comprensibili e fruibili. “Dopo aver abbattuto le barriere fisiche, ci siamo poi dedicati all’abbattimento delle barriere sensoriali, cognitive e anche culturali”.

Nuovi pannelli, mappe tattili e percorsi per ciechi e ipovedenti: il museo ripensato per tutti

Uno degli aspetti più importanti del progetto riguarda gli strumenti messi a disposizione dei visitatori con diverse esigenze. Il Museo Archeologico di Reggio Calabria ha infatti realizzato nuovi pannelli informativi con un linguaggio più semplice e immediato, nuove grafiche e sistemi pensati per migliorare l’esperienza di visita. “Abbiamo rifatto tutti i pannelli, con un linguaggio più semplice e adatto a tutti, abbiamo rifatto le grafiche con il nostro nuovo logo, con colori accattivanti”, ha spiegato il direttore. Particolare attenzione è stata dedicata alle persone cieche e ipovedenti, attraverso la realizzazione di strumenti specifici. “Abbiamo dotato tutto il Museo di percorsi adatti per ciechi e ipovedenti, mappe tattili e soprattutto tutto un sistema multimediale che aiuta il visitatore ad immergersi dentro il Museo”. Una trasformazione che punta a superare l’idea tradizionale del museo come semplice luogo di esposizione, per diventare uno spazio interattivo dove ogni visitatore può costruire il proprio percorso.

Il visitatore protagonista: “ognuno può scegliere il proprio modo di vivere il Museo”

Uno degli elementi più innovativi del nuovo approccio del MArRC è la libertà lasciata al visitatore. Il museo non propone più soltanto un percorso rigido e predefinito, ma offre strumenti diversi che permettono a ciascuno di scegliere come vivere l’esperienza. “Abbiamo riprogettato il Museo pensando a tutti senza esclusione”, ha affermato Sudano. “Il visitatore non entra con un percorso stabilito ma è libero di muoversi, di farsi la sua visita, di scegliere tranquillamente i piani, le soste, i video, le didascalie, le mappe tattiche”. Una nuova filosofia che mette al centro la persona e le sue esigenze, valorizzando il rapporto diretto con le opere custodite nel museo. “Ha tantissimi modi di visitare il Museo che prima non c’erano”, ha aggiunto il direttore.

L’accessibilità come nuova frontiera della cultura: il riconoscimento internazionale per Reggio Calabria

La visita della Relatrice Speciale Onu Heba Hagrass rappresenta quindi un momento di particolare importanza per il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, perché ha consentito di sottoporre il lavoro svolto al confronto con una figura di massimo livello internazionale. “È un grande attestato di riconoscimento, non è un premio ma di più”, ha dichiarato Fabrizio Sudano. Un riconoscimento che arriva dopo mesi di lavoro e che conferma la direzione intrapresa dal museo: costruire un luogo culturale sempre più accessibile, inclusivo e aperto a ogni tipo di pubblico. Il percorso, però, non si ferma qui. Come ha sottolineato il direttore, l’accessibilità è un processo continuo che necessita di aggiornamenti e miglioramenti costanti. Il MArRC, la casa dei Bronzi di Riace, punta così a diventare non solo un simbolo della storia della Magna Grecia, ma anche un modello di museo contemporaneo capace di mettere davvero tutti i visitatori nelle condizioni di vivere pienamente la cultura.

Il Museo dei Bronzi di Riace certificato come modello di accessibilità: il riconoscimento internazionale dell’Onu

La visita di Heba Hagrass, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, assume un valore ancora più importante perché arriva come una vera e propria certificazione internazionale del percorso di accessibilità intrapreso dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. La presenza della massima autorità mondiale sul tema dei diritti delle persone con disabilità ha rappresentato un momento di verifica concreta del lavoro svolto dal MArRC, che negli ultimi anni ha trasformato il proprio modello di fruizione puntando a un museo realmente aperto a tutti. Un riconoscimento che va oltre il semplice apprezzamento istituzionale e che conferma il ruolo del museo reggino come esempio virtuoso nel panorama culturale italiano.

Durante la visita, Heba Hagrass ha potuto osservare direttamente gli interventi realizzati per superare le diverse forme di barriera, non soltanto quelle architettoniche, ma anche quelle sensoriali, cognitive e comunicative. Un percorso che ha portato il Museo dei Bronzi di Riace a dotarsi di strumenti innovativi per consentire a ogni visitatore di vivere pienamente l’esperienza museale. Il valore della visita è stato sottolineato anche dal direttore Fabrizio Sudano, che ha definito l’incontro “un grande attestato di riconoscimento”, spiegando come il confronto con una figura internazionale impegnata proprio sul tema dell’accessibilità abbia permesso di misurare concretamente la qualità del lavoro svolto. La visita della Relatrice ONU rappresenta quindi un passaggio storico per Reggio Calabria e per il suo museo simbolo: il MArRC non viene valorizzato soltanto per il patrimonio archeologico custodito, a partire dai celebri Bronzi di Riace, ma anche per la capacità di abbattere gli ostacoli e costruire un nuovo modello di cultura inclusiva, dove il diritto alla conoscenza e alla bellezza sia garantito a tutti.

L’intervista completa sul Canale YouTube di StrettoWeb: