Pilota accoltellato sul volo FlyDubai, Israele indaga per terrorismo: cosa accadrebbe se l’Iran fosse coinvolto?

I vertici di IDF, Shin Bet e Mossad valutano la pista dell'attentato. Danni alla coda dell'aereo, passeggeri destinati a essere interrogati al rientro in Israele. Non si esclude il sospetto della regia occulta dell'Iran

La drammatica emergenza che ha coinvolto il volo FlyDubai diretto da Dubai a Tel Aviv assume contorni sempre più delicati. Dopo le prime informazioni circolate sull’alterco verificatosi nella cabina di pilotaggio, le autorità di sicurezza israeliane stanno approfondendo una pista decisamente più grave: quella di un possibile attacco terroristico. I vertici delle Forze di Difesa Israeliane, dello Shin Bet e del Mossad hanno condotto una valutazione congiunta dell’accaduto, mentre il Boeing 737 Max, costretto a deviare dalla rotta originaria, si trova in Arabia Saudita, dove è atterrato all’aeroporto di Tabuk.

Secondo quanto riportato da Ynet, nelle strutture di sicurezza israeliane starebbe prendendo corpo l’ipotesi che quanto accaduto a bordo non sia stato semplicemente il risultato di una lite o di un episodio isolato. Il sito israeliano riferisce che, dopo la valutazione condotta ai massimi livelli, “si sta diffondendo la convinzione che l’incidente aereo della FlyDubai sia stato un attacco terroristico”.

Si tratta, allo stato attuale, di una pista investigativa e non di una conclusione definitiva. Proprio per chiarire origine, dinamica e possibile movente dell’accaduto, Israele ha deciso di affidare l’indagine alla propria principale agenzia di intelligence estera.

Il Mossad guiderà le indagini sull’emergenza Flydubai

La guida dell’inchiesta sarebbe stata affidata al Mossad, mentre lo Shin Bet collaborerà agli accertamenti. La scelta evidenzia il livello di attenzione con cui Israele sta trattando un episodio che inizialmente era apparso come una gravissima emergenza aerea provocata da una situazione di violenza nella cabina di pilotaggio. Uno dei passaggi fondamentali dell’indagine riguarderà le testimonianze delle persone presenti sul Boeing. Secondo Ynet, infatti, i passeggeri saranno interrogati una volta arrivati in Israele, così da ricostruire minuto per minuto ciò che è accaduto durante il volo e verificare eventuali elementi utili a stabilire se dietro l’emergenza vi fosse un progetto deliberato.

Le autorità israeliane starebbero contemporaneamente lavorando per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie all’invio di un aereo dell’aeronautica israeliana in Arabia Saudita, con l’obiettivo di riportare in patria i passeggeri.

Un’operazione diplomaticamente e logisticamente delicata, considerando che Israele e Arabia Saudita non intrattengono relazioni diplomatiche formali. L’ufficio del primo ministro israeliano ha intanto riferito che la situazione è sotto controllo e che sono in corso le operazioni necessarie per consentire il rientro in sicurezza dei cittadini israeliani coinvolti nell’episodio.

Il Boeing precipita da circa 9mila a 5mila metri in meno di un minuto

Uno degli elementi più impressionanti della vicenda riguarda la traiettoria seguita dal Boeing 737 Max di Flydubai durante l’emergenza. Nel pieno del caos verificatosi a bordo, l’aereo avrebbe subito una rapidissima perdita di quota, passando da circa 9mila metri a 5mila metri in meno di un minuto. Una manovra estremamente violenta, che potrebbe spiegare almeno una parte dei danni osservati successivamente sul velivolo.

Le immagini diffuse dopo l’atterraggio a Tabuk mostrano infatti evidenti danni nella zona della coda, con una porzione apparentemente mancante o fortemente compromessa. La dinamica è ora uno degli elementi centrali degli accertamenti, perché sarà necessario stabilire se il danno sia stato conseguenza delle fortissime sollecitazioni aerodinamiche affrontate dall’aereo durante la discesa oppure se vi sia stata un’altra causa.

Danni alla coda del Flydubai, l’ipotesi dell’ex responsabile della sicurezza Shin Bet

Secondo Arik Zer, ex responsabile della sicurezza dei voli dello Shin Bet, citato da Channel 12, il danno osservato sulla coda dell’aereo sarebbe compatibile proprio con la rapidissima discesa effettuata dal Boeing durante l’emergenza. In base a questa ricostruzione, dunque, non sarebbe necessario ipotizzare l’impatto del velivolo contro un oggetto esterno per spiegare le condizioni della parte posteriore dell’aereo.

La brusca variazione di quota e le conseguenti sollecitazioni esercitate sulla struttura potrebbero avere avuto un ruolo determinante. L’esatta origine dei danni dovrà comunque essere verificata attraverso le analisi tecniche sull’aeromobile e l’esame dei dati di volo, insieme alle registrazioni della cabina di pilotaggio e alle testimonianze di equipaggio e passeggeri.

Dall’alterco nella cabina alla pista dell’attacco terroristico

Nelle prime ore successive all’emergenza, l’attenzione si era concentrata soprattutto su un violento episodio verificatosi nella cabina di pilotaggio. Le ricostruzioni circolate indicavano inizialmente un alterco tra pilota e copilota. Le informazioni successivamente pubblicate da Ynet hanno però descritto una situazione ancora più grave, riferendo di violenza nella cabina e della necessità di neutralizzare uno dei protagonisti dell’episodio.

Il Boeing, con 174 persone a bordo secondo Ynet, è riuscito comunque a raggiungere l’Arabia Saudita e ad atterrare a Tabuk. Le autorità israeliane, tuttavia, vogliono adesso capire soprattutto quale fosse l’effettivo movente dietro quanto accaduto e se la condotta tenuta a bordo avesse come obiettivo quello di mettere deliberatamente in pericolo l’aereo e i suoi occupanti.

La pista Iran e lo scenario di una nuova escalation

Al momento non risultano elementi pubblicamente confermati che attribuiscano l’episodio all’Iran. Qualunque eventuale collegamento con Teheran dovrà pertanto emergere dalle indagini e non può essere considerato accertato. La questione assume però un’importanza enorme nel contesto delle tensioni regionali. Qualora gli investigatori dovessero trovare prove di un coinvolgimento iraniano nell’eventuale tentativo di attentato, il caso assumerebbe immediatamente una dimensione geopolitica molto più ampia e potrebbe provocare una nuova e pericolosa escalation tra Israele e Iran.

Per questo le prossime ore saranno decisive soprattutto sul fronte investigativo. Il Mossad, con il supporto dello Shin Bet, dovrà ricostruire i contatti e i movimenti delle persone coinvolte, verificare eventuali collegamenti esterni e chiarire se l’episodio sia nato da un gesto individuale oppure da un’azione pianificata.