È scontro politico a Messina sul futuro di Messina Social City, la società in house che gestisce i servizi sociali comunali. Al centro del confronto c’è la recente vicenda della proposta di delibera relativa al contratto di servizio, ritirata dopo il dibattito in Consiglio comunale, e il tema della tutela dei lavoratori, con particolare riferimento all’applicazione del contratto di lavoro. A dare il via al botta e risposta è stato il gruppo consiliare “Scurria Sindaco”, che ha replicato alle dichiarazioni dell’assessore alle Politiche sociali Alessandra Calafiore, accusandola di aver spostato l’attenzione sulle responsabilità del passato invece di rispondere alle criticità emerse in aula. L’assessore Calafiore ha successivamente risposto difendendo il percorso compiuto dall’amministrazione, rivendicando la scelta di superare il precedente modello delle cooperative e sottolineando i risultati ottenuti con la nascita di Messina Social City.
Il gruppo Scurria: “la domanda non è più dov’eravate voi, ma cosa avete fatto voi”
Nel comunicato diffuso dal gruppo consiliare “Scurria Sindaco”, il tema centrale è rappresentato dalla gestione dei servizi sociali e dalla necessità, secondo i consiglieri, di affrontare le problematiche attuali senza richiamare esclusivamente il passato. La polemica nasce dalla domanda posta dall’assessore Calafiore: “Dov’eravamo quando c’erano le cooperative?” Secondo il gruppo consiliare, quella domanda rischierebbe di trasformarsi in un boomerang politico. “La gestione dei servizi sociali affidata alle cooperative non è nata ieri: è durata decenni e ha attraversato diverse consiliature e amministrazioni. E alla domanda “dov’eravamo?” l’assessora dovrebbe essere la prima a ricordare che, anche se allora non ricopriva l’attuale ruolo, quel mondo politico e amministrativo non le era affatto estraneo”. Il gruppo sostiene quindi che il confronto debba concentrarsi soprattutto sulle scelte dell’attuale amministrazione e sulle criticità ancora aperte. “Ma oggi la questione è un’altra“, sottolineano i consiglieri, evidenziando come la vicenda della delibera sul contratto di servizio con Messina Social City avrebbe richiesto risposte precise dopo il ritiro dell’atto.
Contratto di servizio Messina Social City: il nodo al centro dello scontro
Il ritiro della proposta di delibera relativa al contratto di servizio rappresenta il punto principale della contrapposizione politica. Secondo il gruppo Scurria Sindaco, il Consiglio comunale avrebbe evidenziato “rilevanti criticità”, rendendo necessario un approfondimento dell’atto. “Un fatto che avrebbe richiesto risposte puntuali, documentate e soprattutto nel merito”, affermano i consiglieri. La questione riguarda il rapporto tra il Comune e la società partecipata che gestisce numerosi servizi rivolti alle fasce più fragili della popolazione messinese. Proprio per questo motivo, secondo il gruppo di opposizione, sarebbe necessario chiarire tempi, modalità e contenuti del nuovo contratto.
Il tema dei lavoratori: contratto applicato e garanzie occupazionali
Un altro elemento centrale della polemica riguarda la situazione dei dipendenti di Messina Social City. Il gruppo consiliare chiede all’amministrazione quali siano le iniziative concrete intraprese per garantire ai lavoratori il riconoscimento del contratto di lavoro applicabile. “Che cosa ha fatto, e che cosa sta facendo concretamente l’amministrazione per garantire loro il riconoscimento del contratto di lavoro applicabile? Perché, a quanto risulta, continuano ancora oggi a percepire una retribuzione collegata al precedente contratto delle cooperative”.
Secondo i consiglieri, si tratterebbe di una questione che riguarda direttamente il lavoro e la dignità delle persone e che non può essere rinviata. “Una questione concreta, che riguarda il lavoro e la dignità delle persone e che non può essere rinviata”. Il gruppo contesta quindi la scelta, a suo giudizio, di riportare il dibattito sulle responsabilità delle precedenti amministrazioni invece di affrontare le problematiche ancora presenti.
La richiesta di dimissioni: “dopo otto anni il tempo dei richiami al passato dovrebbe essere finito”
Nel comunicato il gruppo Scurria Sindaco punta poi direttamente sulla responsabilità politica dell’assessore Calafiore, ricordando la durata dell’incarico amministrativo. “Ma dopo oltre otto anni di incarico assessoriale, il tempo dei richiami al passato dovrebbe essere finito”. Secondo i consiglieri, chi amministra deve rispondere delle proprie decisioni e degli atti sottoposti al Consiglio comunale. “L’assessore dovrebbe quindi spiegare cosa non ha funzionato, chiedere scusa al Consiglio per averlo impegnato su un atto rivelatosi così problematico e indicare con chiarezza come intende affrontare le questioni ancora aperte, a partire da quella dei lavoratori”. La conclusione del gruppo è un attacco politico diretto: “perché dopo otto anni, la domanda non è più dov’eravate voi?. La domanda è: che cosa avete fatto voi, cosa state facendo oggi e quale soluzione intendete dare ai problemi che sono ancora sul tavolo? Se non si è più in grado di dare queste risposte, la conseguenza politicamente più coerente è una sola: dimettersi”.
La replica di Calafiore: “necessario riportare il dibattito sui fatti concreti”
L’assessore alle Politiche sociali Alessandra Calafiore ha risposto alle accuse del gruppo consiliare difendendo il percorso seguito dall’amministrazione comunale. Nel suo intervento, Calafiore ha sottolineato la necessità di evitare strumentalizzazioni politiche e di concentrarsi sui risultati raggiunti. “In merito al comunicato diffuso dal gruppo consiliare “Scurria Sindaco”, si avverte la necessità di fare chiarezza ed eliminare ogni strumentalizzazione politica, riportando il dibattito sui fatti concreti e sul lavoro svolto in questi anni per la comunità e per la tutela dei lavoratori”. Secondo l’assessore, il richiamo alla precedente gestione attraverso le cooperative non sarebbe una polemica, ma una ricostruzione del percorso amministrativo. “Ricordare “dove eravamo” non è un esercizio di retorica, ma la doverosa ricostruzione di una scelta politica ben precisa”.
Messina Social City, Calafiore difende la scelta della società in house
Uno dei punti principali della replica riguarda proprio la nascita di Messina Social City. Calafiore rivendica la scelta dell’amministrazione di superare il precedente sistema delle cooperative accreditate e di puntare su una gestione pubblica attraverso una società in house. “L’Amministrazione ha avuto il coraggio di superare definitivamente il modello delle cooperative accreditate e del precariato storico, creando una società in house come Messina Social City per internalizzare e stabilizzare i servizi sociali, garantendo continuità assistenziale ed efficienza”. Secondo l’assessore, negli anni sarebbero stati raggiunti risultati significativi sul fronte della tutela dei lavoratori e della qualità dei servizi. “In questi anni sono stati compiuti numerosi passi avanti e ottenuti significativi riconoscimenti a favore dei lavoratori, a testimonianza di un’attenzione costante alla dignità del lavoro”.
Il contratto dei lavoratori: aperto il confronto con i sindacati
Sul tema del contratto applicabile ai dipendenti, Calafiore sottolinea il ruolo del confronto sindacale. “La garanzia migliore per l’applicazione di un contratto equo e solido risiede nell’interlocuzione continua e nel confronto costruttivo con le organizzazioni sindacali: un tavolo aperto e tuttora in corso, per definire le soluzioni più adeguate nel pieno rispetto della normativa vigente”. L’assessore ribadisce quindi che il percorso è ancora in corso e che le decisioni saranno assunte attraverso il confronto con le parti coinvolte.
Il ritiro della delibera: per Calafiore “massimo rispetto verso il Consiglio”
Altro punto contestato dal gruppo Scurria riguarda il ritiro della proposta di delibera sul contratto di servizio. Secondo Calafiore, però, la decisione non rappresenterebbe un passo indietro, ma un atto di responsabilità istituzionale. “Il ritiro della delibera sul contratto di servizio non rappresenta una “fuga”, ma la dimostrazione del massimo rispetto verso il dibattito consiliare”. E aggiunge: “quando emergono osservazioni o elementi da approfondire, è dovere di un’amministrazione seria integrare gli atti e perfezionarli nell’esclusivo interesse pubblico”.
“Otto anni di risultati, non di slogan”: la difesa dell’amministrazione
La replica dell’assessore si chiude con una difesa complessiva dell’operato della Giunta. “Otto anni di risultati, non di slogan”. Secondo Calafiore, le richieste di dimissioni avanzate dall’opposizione rappresenterebbero una dinamica politica priva di alternative concrete. “Le richieste di dimissioni e i continui attacchi personali rappresentano la solita scorciatoia politica di chi non ha proposte alternative da offrire”. L’assessore rivendica quindi il lavoro svolto nel settore dei servizi sociali, sostenendo che la gestione sia stata profondamente riorganizzata. “In questi anni di mandato la gestione dei servizi sociali è stata completamente riorganizzata, aumentando le prestazioni ai cittadini e garantendo diritti che per decenni erano stati negati”.
Il confronto resta aperto sul futuro dei servizi sociali a Messina
Lo scontro politico su Messina Social City resta dunque aperto. Da una parte il gruppo Scurria Sindaco chiede chiarimenti sulle criticità emerse in Consiglio comunale, sul contratto dei lavoratori e sulle responsabilità dell’amministrazione. Dall’altra l’assessore Alessandra Calafiore difende il percorso compiuto, rivendicando la scelta della società in house e annunciando la volontà di riportare in aula un atto aggiornato. “L’Amministrazione e l’Assessorato proseguono il proprio lavoro con serenità e trasparenza, pronti a riportare in aula un atto ancora più solido e a completare il percorso di valorizzazione del personale dell’azienda Messina Social City”. Il prossimo passaggio sarà quindi legato al nuovo confronto in Consiglio comunale e alla definizione del futuro assetto del servizio, con il tema del contratto e delle garanzie per i lavoratori destinato a rimanere al centro del dibattito politico cittadino.


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