Messina Social City, altra frenata a Palazzo Zanca: le opposizioni accusano la maggioranza

I gruppi di minoranza contro la gestione del contratto di servizio: “la città non può aspettare ancora”. Nel mirino i tempi dell’iter e la mancata approvazione dell’accordo con la società partecipata

È ancora alta la tensione a Palazzo Zanca sulla vicenda della Messina Social City. Dopo la nuova seduta del Consiglio comunale di Messina conclusa senza l’esame della proposta sul contratto di servizio, i gruppi di opposizione attaccano duramente la maggioranza e parlano di una vera e propria battuta d’arresto dell’amministrazione. In una nota congiunta, i gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Lega, Popolari e Autonomisti, Grande Sicilia e Scurria Sindaco hanno commentato quanto accaduto in Aula, sostenendo che la decisione di chiudere la seduta rappresenti una conferma delle criticità sollevate nei giorni precedenti.

Seduta chiusa senza dibattito: la minoranza parla di “resa della maggioranza”

Secondo quanto ricostruito dai gruppi di opposizione, dopo la lettura della nota del Segretario generale del Comune, il presidente del Consiglio comunale avrebbe deciso di interrompere i lavori senza avviare il confronto politico e senza arrivare alla votazione della proposta. “Le opposizioni prendono atto con soddisfazione della resa della maggioranza. Oggi, subito dopo la lettura della nota del Segretario Generale, il Presidente ha chiuso la seduta senza aprire alcun dibattito e senza procedere alla votazione. La delibera è ritirata. Si ricomincia da capo”, si legge nella nota. Per la minoranza, il rinvio sarebbe la conseguenza delle osservazioni avanzate nei giorni scorsi sulla proposta relativa al contratto di servizio della Messina Social City, un atto considerato strategico per la gestione dei servizi sociali cittadini.

“Se fosse stata redatta correttamente sarebbe già stata approvata”

Nel documento diffuso dai gruppi di opposizione viene contestato il metodo seguito dall’amministrazione nella predisposizione dell’atto. Secondo la minoranza, le criticità evidenziate avrebbero impedito alla proposta di superare l’esame del Consiglio comunale. “Non era difficile prevederlo. Se la proposta fosse stata redatta correttamente, senza errori e senza le criticità che le opposizioni hanno denunciato sin dall’inizio, sarebbe già stata discussa e approvata. Invece siamo qui, a settimane di distanza, a fare i conti con un atto che non reggeva all’esame”, affermano i gruppi consiliari. Le opposizioni definiscono la decisione di fermare l’iter non come un’apertura al confronto, ma come una conseguenza delle difficoltà emerse durante il percorso amministrativo. “La marcia indietro di oggi non è un gesto di buona volontà: è la conseguenza inevitabile di un metodo di governo approssimativo e arrogante”, sostengono.

Il nodo dei servizi sociali: “Messina senza contratto con Social City da tredici mesi”

Il punto centrale della contestazione riguarda la situazione dei servizi sociali gestiti attraverso Messina Social City, società partecipata del Comune. Secondo i gruppi di opposizione, il mancato completamento dell’iter per il nuovo contratto di servizio rappresenterebbe un problema particolarmente grave perché riguarda prestazioni rivolte alle fasce più fragili della popolazione. “Il caso più emblematico è quello dei servizi sociali: dopo quattro mesi dall’avvio di questa consiliatura, il Comune di Messina non ha ancora un contratto di servizio con Social City. Tredici mesi dalla scadenza (agosto 2025).” La minoranza attribuisce quindi alla maggioranza la responsabilità politica della situazione. “La maggioranza se ne assuma la responsabilità, senza alibi e senza scuse. Non si tratta di un ritardo tecnico: è il segno plastico di un’amministrazione allo sbando, incapace di garantire continuità ai servizi essenziali per le fasce più fragili della popolazione”, affermano i consiglieri.

L’opposizione rivendica il ruolo di controllo: “abbiamo fatto il nostro dovere”

Nel comunicato, i gruppi di minoranza rivendicano il lavoro svolto in Consiglio comunale, sottolineando il ruolo di controllo e verifica svolto durante l’iter. “Le opposizioni hanno fatto il loro dovere: hanno vigilato, hanno segnalato, hanno resistito alle forzature. Lo rifaranno”, si legge nella nota. Secondo la minoranza, il tema non riguarda soltanto una questione procedurale, ma la necessità di garantire tempi certi per un servizio considerato essenziale per la comunità. “Ma Messina non può permettersi di aspettare ancora mentre chi governa è impegnato a rimettere insieme una delibera che l’amministrazione non avrebbe mai dovuto far arrivare in aula in quelle condizioni”, prosegue il documento.

La richiesta per la prossima convocazione: “Nessuna scorciatoia”

Guardando alla prossima seduta del Consiglio comunale, le opposizioni chiedono che il nuovo atto venga predisposto nel rispetto delle procedure e con una documentazione completa. “Quando la nuova convocazione sarà fissata, le opposizioni pretenderanno un atto costruito nel rispetto delle regole, istruito correttamente e presentato nei tempi dovuti nell’interesse esclusivo dell’utenza e dei lavoratori”, affermano. La minoranza annuncia quindi una linea di vigilanza anche nella prossima fase dell’iter. “Non saranno accettate altre scorciatoie. La città lo esige”, conclude la nota firmata dai gruppi di opposizione. La vicenda della Messina Social City resta dunque uno dei principali fronti di confronto politico a Messina, con il contratto di servizio ancora al centro del dibattito tra maggioranza e opposizione.