Il caso del contratto di servizio della Messina Social City approda alla Corte dei Conti e all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac). È quanto annunciato da Marcello Scurria, insieme ai consiglieri di opposizione intervenuti alla conferenza stampa, dopo il lungo confronto in Consiglio comunale che ha portato al rinvio del voto previsto sulla delibera da 53 milioni di euro. La discussione, iniziata tra martedì e mercoledì, non si sarebbe conclusa soltanto con il rinvio della votazione a lunedì per la mancanza di alcuni allegati ritenuti necessari, tra cui il piano economico, ma ha aperto un nuovo fronte sul piano amministrativo e contabile. Secondo quanto riferito da Scurria, la documentazione è stata trasmessa alla magistratura contabile, alla Sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione Siciliana e ad altri organismi competenti, affinché vengano effettuate le opportune verifiche. Alla conferenza stampa erano presenti anche i consiglieri di opposizione Cosimo Oteri e Amalia Centofanti della Lega, Giuseppe Capurro e Simona Contestabile del gruppo “Scurria sindaco” e Mariella Perrone del Partito Democratico.
Scurria: “con la Social City si è iniziato a svuotare il vaso di Pandora”
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Marcello Scurria ha criticato il percorso seguito per arrivare al voto sul nuovo contratto di servizio della Social City, sostenendo che sarebbero emerse diverse criticità procedurali e sostanziali. “Non si può votare una delibera da 53 milioni di euro a tappe forzate e a colpi di maggioranza e per di più senza il parere dei Revisori dei Conti che quelli della maggioranza dicono sia facoltativo ma si riferiscono ai vecchi contratti, oggi discutiamo di quelli nuovi”, evidenzia. Secondo Scurria, il nodo principale riguarderebbe la completezza della documentazione necessaria per consentire al Consiglio comunale una valutazione pienamente consapevole dell’atto. “Noi non abbiamo nulla contro la Social City, vorremmo anche votare e se il caso approvare gli atti ma che questi atti siano legittimi e che ci siano; ecco perché ho già consegnato la documentazione alla magistratura contabile e all’Anac e proseguiremo in futuro così, fermeremo l’andazzo di questi anni”, rimarca Scurria.
Il contratto da 53 milioni e il nodo degli allegati mancanti
Al centro della vicenda c’è il nuovo contratto di servizio della Messina Social City, società partecipata che gestisce numerosi servizi sociali per il Comune di Messina. Il provvedimento sottoposto al Consiglio comunale prevede un valore economico complessivo di 53 milioni di euro. Durante l’esame dell’atto, secondo quanto denunciato dall’opposizione, sarebbe emersa la mancanza di alcuni documenti allegati ritenuti fondamentali, tra cui il piano economico. La conseguenza è stata il rinvio della votazione, con il ritorno della delibera in aula nella prossima seduta. La minoranza sostiene che prima dell’approvazione siano necessarie ulteriori verifiche sulla correttezza dell’iter amministrativo e sulla presenza di tutti gli elementi utili alla valutazione dell’accordo.


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