Gli eventi estivi a Messina finiscono al centro del dibattito politico dopo la tragedia di Pistunina, con un confronto acceso durante il Consiglio comunale odierno. Al centro della discussione è la decisione dell’amministrazione di proseguire alcune manifestazioni programmate, tra cui l’Atarashi, mentre la città era attraversata dal dolore e dal cordoglio per quanto accaduto. A sollevare la questione sono stati sette consiglieri di opposizione, che lo scorso 3 agosto hanno presentato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere chiarimenti sulle scelte adottate dal Comune in relazione agli appuntamenti estivi previsti sul territorio cittadino. Primo firmatario dell’atto è il consigliere Marcello Scurria, che in aula ha illustrato le motivazioni della richiesta di chiarimento, concentrando l’attenzione soprattutto sulla manifestazione Atarashi, non sospesa né rinviata rispetto ad altri eventi.
Il caso Atarashi al centro del confronto in Consiglio comunale
Il punto principale dell’interrogazione riguarda il festival Atarashi, indicato dai consiglieri come un caso particolare rispetto ad altre iniziative che invece erano state sospese o rinviate. Nel corso del dibattito in aula, il consigliere Marcello Scurria ha chiesto di conoscere le motivazioni che hanno portato alla decisione di non interrompere o modificare lo svolgimento della manifestazione. La richiesta di chiarimento ha riguardato sia gli aspetti amministrativi sia quelli politici, con particolare attenzione alle eventuali prescrizioni o misure che il Comune avrebbe potuto imporre agli organizzatori dell’evento.
La replica dell’assessore Finocchiaro: “era un evento privato, in caso di sospensione si rischiavano problemi legali”
A rispondere ai quesiti dell’opposizione è stato l’assessore Massimo Finocchiaro, intervenuto in rappresentanza dell’amministrazione comunale durante la seduta del Consiglio comunale di Messina.
L’assessore ha spiegato che una risposta all’interrogazione era già stata fornita in forma scritta il 10 agosto, soffermandosi poi in aula sulla vicenda relativa all’Atarashi: “avevamo risposto all’interrogazione a forma scritta già il 10 agosto. Il festival era un evento privato, in caso di sospensione si rischiavano problemi legali. Riunioni? Con gli organizzatori c’erano stati circa 10 incontri”. Secondo quanto riferito dall’amministrazione, dunque, la scelta di non sospendere la manifestazione sarebbe stata legata anche alla natura privata dell’iniziativa e alle possibili conseguenze giuridiche derivanti da un eventuale annullamento.


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