Lotito rompe il silenzio dopo l’inchiesta: “ho subito minacce anche a Natale. Scuse ai tifosi? Solo se ho fatto degli errori, ma ho sempre agito per il bene della Lazio”

Il presidente della Lazio e nuovo patron della Reggina interviene al Corriere della Sera dopo l’indagine che ipotizza il reato di aggiotaggio: "Ho rinunciato all’immunità per far acquisire i miei tabulati telefonici dalla Procura di Roma"

Claudio Lotito, presidente della Lazio e da poco anche nuovo patron della Reggina, torna a parlare pubblicamente dopo l’inchiesta emersa nei giorni scorsi che ipotizza il reato di aggiotaggio e presunte pressioni nei confronti del numero uno biancoceleste per la cessione del club. In un’intervista al Corriere della Sera, Lotito ha ricostruito la propria posizione, spiegando di non aver mai indicato direttamente nomi e cognomi agli inquirenti e chiarendo che i nominativi emersi nell’indagine sarebbero frutto dell’attività investigativa.

Il presidente biancoceleste ha respinto l’idea di aver presentato denunce contro persone specifiche, spiegando di aver invece denunciato quanto avrebbe vissuto negli ultimi anni. “Io non ho mai fatto nomi e cognomi agli inquirenti. Bisignani, Masi, Maiolini? Io ho presentato denunce contro ignoti, quei nomi sono venuti fuori dalle indagini. E se poi, come ho letto, questi signori vorranno adire le vie legali sono liberissimi di farlo. Io non ho denunciato nessuno. Ho denunciato, però, tutto quello che ho subìto in questi tre anni e sofferto in silenzio, roba che neanche vi immaginate”.

“Nessuna rivincita, voglio solo continuare a fare bene il mio lavoro”

Lotito ha poi parlato del periodo vissuto negli ultimi anni, negando l’idea di una rivincita personale o di un regolamento di conti. Il presidente della Lazio ha spiegato di voler guardare avanti, rivendicando anche alcune scelte personali legate alla vicenda giudiziaria. “Rivincita? Non ci sono rivincite da prendere e nessun regolamento di conti con nessuno, io vorrei solo continuare a fare bene il mio lavoro. È stato un continuo, di giorno e di notte, anche a Natale, a Capodanno, alla Befana, la mia scorta lo sa bene perché tante volte sono stati loro ad ascoltare le chiamate. Rivendico con orgoglio, da senatore, di aver rinunciato all’immunità per far acquisire i miei tabulati telefonici dalla Procura di Roma. Nella storia di Palazzo Madama non siamo in tantissimi. Come rivendico pure di essere il presidente più longevo nella storia della Lazio”.

Nel corso dell’intervista Lotito ha raccontato anche un episodio recente che lo ha particolarmente colpito: l’incontro con Sergio Cragnotti, presidente del secondo scudetto della Lazio, allo stadio Olimpico in occasione della sfida contro il Milan. “Volete sapere qual è la cosa che mi ha fatto più piacere ultimamente? Sono state le parole di Sergio Cragnotti, il presidente del secondo scudetto, sabato sera allo stadio Olimpico durante Lazio-Milan. Eravamo seduti quasi vicini e mi ha fatto i complimenti per la squadra allenata da Rino Gattuso”.

Lotito e il rapporto con i tifosi: “Ogni scelta è orientata al bene della Lazio”

Infine, il presidente biancoceleste ha affrontato anche il rapporto con la tifoseria, riconoscendo alcuni errori commessi in passato e ribadendo la volontà di migliorare alcuni aspetti della comunicazione. “Io chiedo scusa per una cosa di cui mi sento responsabile, per degli errori commessi, per esempio alcune scelte tecniche da me avallate in passato, non chiedetemi quali. Ai tifosi scrissi una lettera aperta e può accadere che alcune mie dichiarazioni siano state interpretate in modo diverso. Continuerò a lavorare anche per migliorare quest’aspetto. Ma sappiano tutti che ogni scelta che compio è sempre orientata esclusivamente al bene della Lazio”.