Giorgia Meloni apre al confronto sulle proposte in materia di energia avanzate dal segretario del Partito Democratico Elly Schlein, ma rivendica il lavoro già portato avanti dall’esecutivo e chiede un approccio senza contrapposizioni ideologiche. La presidente del Consiglio, intervenuta a Oslo dopo l’incontro con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, ha spiegato di non aver ancora approfondito nel dettaglio la lettera ricevuta, assicurando però disponibilità a valutare eventuali contributi concreti.
Meloni: “nessun pregiudizio sulle proposte sensate”
Il premier ha parlato della lettera di Elly Schlein dedicata alle politiche energetiche, sottolineando la volontà di esaminare le proposte senza preclusioni. “Per quello che riguarda la lettera della segretaria Schlein” sulle proposte in materia di energia “non ho avuto il tempo di approfondirla ancora. Chiaramente intendo approfondirla senza pregiudizi. Non ho assolutamente pregiudizi quando si fanno delle proposte sensate. Sicuramente non ho i pregiudizi dell’opposizione italiana, che quasi quasi sta chiedendo di andare a pagare il bollo della macchina per contestare i provvedimenti del governo. Io non ho questo approccio. Se ci sono e ci saranno delle proposte utili, le prenderò assolutamente in considerazione”.
Le parole di Meloni arrivano dopo la lettera con cui Schlein ha avanzato alcune proposte sul tema dell’energia, in un momento segnato dal dibattito sui costi energetici, sulla competitività delle imprese e sulle misure per sostenere famiglie e sistema produttivo.
Meloni rivendica il lavoro del governo su energia e incentivi
In una seconda parte del suo intervento, la presidente del Consiglio ha sottolineato come alcune richieste contenute nella proposta del Pd rappresentino, a suo giudizio, un riconoscimento dell’efficacia di strumenti già introdotti dall’esecutivo.
“Da una lettura velocissima” della lettera di Schlein in materia di energia “posso dire che sono contenta vi sia un implicito riconoscimento del lavoro del governo. Perché, lo ricordo, quando il Partito Democratico diceva che il Piano Casa era fuffa, che non serviva a niente, che era vuoto… oggi si chiede di metterci più risorse. Conto Termico 3.0, ricorderete che è un provvedimento che è stato varato da questo governo: ci abbiamo messo 900 milioni l’anno. Ci si chiede di mettere più risorse, vuol dire che è uno strumento che funziona e funziona bene. Quindi mi accontento per ora dell’impronta del lavoro che abbiamo fatto fin qui, ma sicuramente approfondirò e, se ci sono cose interessanti e buone, non ho problemi a portarle avanti”.


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