Heba Hagrass a Reggio Calabria, Princi: “nella nostra città, per la prima volta al mondo, l’ONU misura i diritti sul territorio”

Giusi Princi plaude alla visita di Heba Hagrass a Reggio Calabria: una prima volta storica per l'ONU che non si confronta con un governo centrale, ma direttamente con un territorio

“Le Nazioni Unite scelgono la Calabria. Reggio ha accolto Heba Hagrass, Relatrice Speciale ONU per i diritti delle persone con disabilità, la massima autorità mondiale sul tema. Con Orizzonte 2031 abbiamo una missione chiara: una città senza barriere e persone senza confini, dove l’accessibilità sia libertà, l’inclusione sia normalità e il diritto sia per tutti. L’avevo conosciuta a New York, rappresentando l’Europa all’ONU. L’abbiamo invitata con il Sindaco Francesco Cannizzaro perché con la sua Amministrazione ha scelto che la Convenzione ONU diventi la Convenzione Cittadina per i prossimi 5 anni, la bussola di ogni scelta politica, urbanistica, sociale e culturale. Reggio e la sua Città Metropolitana vogliono diventare il primo laboratorio al mondo in cui l’ONU misura i diritti non dalle capitali, ma da un territorio reale“. È il messaggio scritto sui social da Giusi Princi, in occasione della visita di Heba Hagrass a Reggio Calabria.

“Nel mio ruolo di componente dell’Intergruppo europeo sulla disabilità e relatrice della Strategia europea sui diritti delle persone con disabilità, sarà un onore accompagnare la mia terra in questo percorso. Perché l’Europa dei diritti vive proprio lì: nei territori che quei diritti li applicano ogni giorno.

Due giorni intensi, dieci appuntamenti, un unico filo: cosa vuol dire applicare davvero la Convenzione. Non basta intervenire quando c’è una barriera. L’accessibilità deve nascere prima, quando si progetta una scuola, un marciapiede, uno spazio culturale. Nei tempi di presa in carico della persona con disabilità. Nella vita di una famiglia che, alla sera, resta sola a gestire la sofferenza dei propri cari.

Reggio ha risposto con le voci più belle: le persone, le famiglie, le associazioni che hanno raccontato bisogni che troppo spesso restano inascoltati. Il messaggio è chiaro: bisogna partire dalla persona, non dalle categorie. I due giorni con la Relatrice sono finiti. Ora inizia la parte più importante: trasformare l’ascolto in scelte. Perché un diritto che resta sulla carta non serve a nessuno. La disabilità non è nella persona. È nella distanza che mettiamo tra la persona e la sua città. Ed è quella distanza che, insieme, vogliamo finalmente cancellare“, ha concluso Princi.