Un evento di portata storica a Reggio Calabria. È arrivata in città Heba Hagrass, Relatore Speciale delle Nazioni Unite, massima autorità al mondo sui diritti delle persone con disabilità. Per la sua prima volta in Italia, Heba Hagrass ha scelto Reggio Calabria. Ed è una “prima volta nella prima volta“, perchè non era mai accaduto che il relatore ONU si confrontasse con un territorio, anzichè con uno Stato come era sempre accaduto fin qui. L’iniziativa è stata portata a termine sull’asse composto dal sindaco Francesco Cannizzaro e dall’Europarlamentare Giusi Princi, componente dell’Intergruppo del Parlamento europeo sui diritti delle persone con disabilità.
In programma incontri con Comune, Città Metropolitana, Regione Calabria, mondo scolastico e universitario, associazioni e caregiver, e una visita al Museo Archeologico Nazionale dedicata all’accessibilità del patrimonio culturale. Quest’oggi l’incontro a Palazzo San Giorgio con la presentazione ufficiale alla presenza dei media.
Cannizzaro: “Heba Hagrass, per la sua prima volta in Italia, ha scelto Reggio Calabria”
Cannizzaro: “Heba Hagrass è la donna più influente e importante per quanto concerne i diritti delle persone disabili nel mondo. Lei è il garante mondiale dei punti cardine della Convenzione dell’ONU che comprende 193 Paesi. Sono privilegiato ed emozionato, la città, la Calabria e tutto il Paese deve sapere che la presenza della dottoressa Heba Hagrass avviene per la prima volta in Italia qui a Reggio Calabria e per noi è motivo di grande orgoglio. A nome mio, di tutta l’Amministrazione Comunale, della Città Metropolitana e di tutti i cittadini, do il benvenuto alla dottoressa Heba Hagrass. Voglio ringraziarla per aver accolto il nostro invito, non era scontata la sua presenza qui, Heba Hagrass è solita presenziare nelle città più importanti al mondo, lei si confronta con i governi e indirizza la linea politica e istituzionale per i diritti delle persone con disabilità“.
Rispondendo a una domanda sull’attenzione nella sua visione della città sul tema della disabilità, Cannizzaro ha dichiarato: “nel programma elettorale della mia amministrazione tra i punti cardine c’è proprio il mondo della disabilità. Eccoci qua, non mi pare che si poteva partire ad un livello superiore perché qui siamo al primo livello mondiale. Oggi mettere al centro la nostra città e la nostra regione con la massima espressione del mondo della disabilità credo voglia rappresentare di fatto non un arrivo, ma un punto di partenza dove questa città immagina una direzione che sarà anche strategica. Perché ci candidiamo da oggi, e lo faremo formalmente dinanzi alla dottoressa Heba Hagrass, ad essere un modello nazionale.
Partiamo da zero: questa è una città che anche strutturalmente non è nelle condizioni di potersi ritenere adeguata ai bisogni delle persone disabili. Parliamo, evidentemente, di un’attività sulle politiche sociali dove anche le associazioni e le realtà della nostra città non godono di quei diritti e di quei supporti necessari affinché le persone con disabilità possano avere una vita agiata come le persone non disabili.
Allora abbiamo voluto alzare l’asticella con la presenza della massima autorità che incontrerà tutte le realtà del nostro territorio. Attraverso poi queste sessioni acquisiremo quelle che sono le istanze e i bisogni, e chiaramente annuncerò tra pochi minuti l’avvio di un tavolo permanente che affronterà settimanalmente, assieme all’assessore Lucia Fio, tutte quelle che sono le difficoltà da superare e che supereremo.
Ma soprattutto alzando l’asticella, perché se ci candidiamo ad essere un modello non possiamo limitarci a fornire alla platea delle persone con disabilità soltanto un servizio che è obbligatorio per legge o un servizio che è necessario per le loro condizioni, ma vorremmo possibilmente anche andare oltre diventando un modello.
Questo a dimostrazione di quanto noi abbiamo annunciato durante le nostre campagne elettorali e oggi siamo qui per iniziare questo percorso“.
Heba Hagrass: “Reggio Calabria deve diventare esempio per l’Italia in tema di disabilità”
La dottoressa Heba Hagrass ha dichiarato: “l’onore di essere qui è tutto mio. Ho accettato l’invito proprio perché sono la relatrice speciale ONU per quanto riguarda i diritti delle persone con disabilità. È importante per me questo incontro e spero che sia fondamentale per cercare di portare quelli che sono i diritti delle persone negli ambiti locali, nelle piccole città, ma soprattutto in ambienti ancora più piccoli tipo la famiglia, tipo i piccoli centri, e fare in modo che ci sia l’equità per persone con disabilità e quindi cercare di dare i diritti che loro meritano di avere.
È ovvio che in questi due giorni non voglio cercare di pressare troppo su quelli che sono i diritti delle persone con disabilità, ma bisogna cercare di indirizzare le giuste ragioni per ognuno di loro e portarle avanti.
Ovviamente il punto fondamentale è quello dell’inclusione: l’inclusione per quanto riguarda l’educazione, l’inclusione per quanto riguarda il poter assumere determinate persone, quindi l’accesso al lavoro. Tutto questo nasce da quelle che sono ovviamente le disponibilità che diamo noi a loro, quindi cercare di migliorare anche quello che è l’accesso per queste persone.
È ovvio che questo appuntamento deve essere importante, ma soprattutto deve essere un punto fondamentale: la città di Reggio Calabria deve diventare un esempio non soltanto per la Calabria e per l’Italia, ma anche andare oltre, perché queste persone vanno ad affrontare quelle che sono le vere problematiche per quanto riguarda la loro condizione. È importante dare loro l’accesso giusto per poter essere persone che fanno parte della società“.
Rispondendo a una domanda sulla volontà di separare gli alunni con disabilità nelle classi, la dottoressa Hagrass ha dichiarato: “lo studio è un diritto costituzionale, però ancora oggi e per molti anni è stato un servizio fornito in una maniera molto molto povera. Ci sono alcuni bambini che hanno delle disabilità che non hanno avuto un accesso proprio all’educazione e questo ha fatto sì che questi bambini non riescano ancora oggi a saper scrivere neanche il loro nome. Ovviamente è importante cercare di creare l’inclusione, cioè queste persone con disabilità dovrebbero avere accesso a quelle che sono le classi normali con persone normali. Mettiamo il mio caso: io sono stata in delle classi dove c’è inclusione.
Perché noi siamo persone normali, dobbiamo avere gli stessi diritti di tutti quanti gli altri. Questo significa che potremmo avere cittadini più attivi, potremmo avere persone che fanno parte della cittadinanza senza creare differenze. Questo è proprio il motivo per cui sono qui, e nello stesso tempo è cercare di creare equità, che non è una cosa scontata. Dobbiamo cercare di creare le possibilità e le disponibilità per essere persone inclusive, perché loro non sono diversi da noi.
Cercando di avere le persone nelle classi normali, possiamo avere persone tranquillamente attive nella cittadinanza. Ad esempio, una cosa molto importante è quella di creare dei docenti e degli insegnanti che siano preparati a fare questo tipo di lavoro, e proprio per questo si ha equità ed inclusione“.


















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