Garantire ai cittadini calabresi affetti da emicrania percorsi di diagnosi e cura adeguati, tempestivi e in linea con i migliori standard assistenziali disponibili a livello nazionale: è questo l’obiettivo dell’XI Congresso Regionale della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) – Sezione Calabria – in programma sabato 19 settembre al T-Hotel di Lamezia Terme (Catanzaro), dal titolo “La gestione integrata delle cefalee: dalla fisiopatologia alle strategie terapeutiche personalizzate nella Rete Cefalee Calabria”. Responsabili scientifici del congresso sono il dottor Rosario Iannacchero, coordinatore del Centro cefalee di riferimento regionale di III livello SISC del P.O. Pugliese (AOU Renato Dulbecco Catanzaro) ed il dottor Michele Trimboli, coordinatore regionale SISC Calabria e responsabile dell’Ambulatorio cefalee di III livello SISC del P.O. Mater Domini (AOU Renato Dulbecco di Catanzaro).
La SISC, società scientifica italiana dedicata allo studio multidisciplinare delle cefalee e associata alla Società Italiana di Neurologia (SIN), riunirà a Lamezia Terme docenti di università nazionali – Pavia, Palermo, Milano (IRCSS Besta) e Catanzaro– e vedrà la presenza di neurologi, medici di medicina generale, specialisti territoriali e professionisti di diverse discipline calabresi, oltre alla partecipazione di Al.Ce. (Alleanza Cefalalgici) e al contributo diretto dei pazienti, che porteranno le proprie esperienze e testimonianze.
L’obiettivo è discutere un modello di presa in carico che accompagni il paziente dal primo riconoscimento della malattia fino ai livelli di maggiore complessità assistenziale
L’obiettivo è discutere un modello di presa in carico che accompagni il paziente dal primo riconoscimento della malattia fino ai livelli di maggiore complessità assistenziale, valorizzando anche il punto di vista e i bisogni di chi vive quotidianamente con la cefalea. Il programma scientifico del congresso parte proprio dalle barriere nell’accesso alle cure dei pazienti calabresi e dalla necessità di una presa in carico coordinata, facendo risaltare appropriatezza diagnostica, terapie personalizzate e continuità assistenziale. “La sfida per la Calabria è fare in modo che il luogo di residenza non determini la qualità delle cure ricevute – ha detto il dottor Michele Trimboli a pochi giorni dal Congresso – Oggi disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici che hanno cambiato profondamente la gestione dell’emicrania; renderli realmente accessibili attraverso percorsi chiari, una rete capillare e un collegamento efficace tra medicina generale, specialistica territoriale e Centri Cefalee significa offrire ai pazienti calabresi standard di cura adeguati e sostanzialmente sovrapponibili a quelli delle altre regioni italiane. La collaborazione assistenziale, la formazione e la ricerca tra le due realtà dell’AOU Renato Dulbecco dedicate alla diagnosi e alla cura delle cefalee – ha continuato il giovane dirigente medico – rappresentano una modalità virtuosa ed efficace di condivisione di competenze ed esperienze. Una collaborazione che rafforza la risposta assistenziale, favorisce percorsi comuni per le persone con cefalea cronica bisognose di cure appropriate e contribuisce a ridurre la migrazione sanitaria dalla nostra regione”.
“La Calabria – ha aggiunto da parte sua l’altro responsabile scientifico dottor Rosario Iannacchero – ha costruito negli anni una Rete Cefalee (Decreti del Commissario ad Acta 9/2016 e 316/2023) che rappresenta un patrimonio importante per la nostra Regione e anche per le altre Regioni italiane, che riconoscono tale traguardo. Ora è necessario rimodulare il modello, rendendolo sempre più strutturato e omogeneo sul territorio, valorizzando le competenze presenti nei diversi centri e assicurando continuità nella presa in carico. Una rete efficiente – ha precisato il socio fondatore (Determina D.G. 48/2006 AO Pugliese-Ciaccio) e responsabile del Centro Cefalee di riferimento regionale – deve essere in grado di rispondere ai differenti livelli di complessità della malattia e di accompagnare il paziente nel percorso diagnostico e terapeutico, garantendo equità di accesso e le migliori opportunità di cura oggi disponibili». Il programma del congresso sviluppa tematiche che vanno dalla diagnosi precoce, affidata anche al medico di medicina generale, alla gestione dell’attacco acuto e della prevenzione sul territorio; dal ruolo dei Centri Cefalee alle terapie di combinazione, alla tossina botulinica e ai nuovi approcci terapeutici; dalle cefalee in Pronto Soccorso ai disturbi della pressione liquorale, alle comorbidità internistiche e psichiatriche, all’età evolutiva e alla neuromodulazione, fino alla discussione di casi clinici”.
“Durante i lavori sarà ricordato il prof. Giuseppe Nappi, ordinario di Neurologia all’università di Pavia e successivamente all’università La Sapienza di Roma, fondatore del Centro cefalee di Pavia, figura di spicco nazionale e internazionale nella ricerca sulle cefalee e socio fondatore della SISC, che ci ha lasciato da pochi mesi. «Oggi non è più sufficiente parlare genericamente di cefalea – conclude Trimboli – ma è necessario riconoscere la complessità del singolo paziente e costruire per ciascuno il percorso diagnostico e terapeutico più appropriato”, conclude. Il Congresso sarà concluso dall’Assemblea dei soci SISC – Sezione Calabria.



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