L’on. Cateno De Luca, in ordine a quanto diffuso da diversi quotidiani, che hanno riportato la notizia del riconoscimento di un risarcimento in sede civile per una presunta diffamazione avvenuta nel corso di un comizio tenuto dallo stesso da ex sindaco del Comune di Fiumedinisi, “dimessosi a seguito dell’arresto, poi rivelatosi immotivato ed annullato dalla Cassazione, anche per vicende riferite alla Polizia giudiziaria dai signori Giardina Ricca, a Fiumedinisi il 4 marzo 2012, in piena campagna elettorale per la rielezione del Sindaco”, comunica e precisa quanto segue: “la sentenza della Corte d’Appello di Messina non è definitiva. La stessa non è passata in giudicato e l’On. De Luca ha già conferito mandato ai propri legali per proporre ricorso per Cassazione avverso la suddetta sentenza. La Corte d’Appello di Messina ha applicato in modo errato i criteri normativi della scriminante ex art. 51 c.p. nel legittimo esercizio del proprio diritto di critica su una questione di pubblico rilievo, peraltro ritenendola differente rispetto alle altre frasi oggetto di contenzioso ritenute di valenza denigratoria e diffamatoria”.
L’On. De Luca confida nel fatto che, “in tutte le vicende giudiziarie che lo hanno riguardato, la Suprema Corte abbia sempre riconosciuto la legittimità e la correttezza del suo operato, superando le dinamiche maturate in ambito messinese e confermando, nei diversi casi, la fondatezza delle tesi da lui sostenute”.


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