L’Italia non avrebbe mancato l’obiettivo sui conti pubblici, ma sarebbe arrivata a un passo dal risultato atteso. È quanto sostiene l’eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR Denis Nesci, intervenendo dopo i dati diffusi dall’Istat sulla revisione dei conti economici nazionali. “L’Italia non ha fallito l’obiettivo sui conti pubblici: ha provato ad anticipare di un anno l’uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo ed è arrivata a un solo decimale dal risultato. Il 3,1% certificato dall’Istat non cambia la sostanza di un percorso che vede i conti italiani in deciso miglioramento, grazie al duro lavoro messo in campo da questo governo”, dichiara Nesci.
Secondo l’eurodeputato, i principali indicatori confermerebbero una tendenza al miglioramento dei conti pubblici italiani. “Il deficit è sceso dal 3,4% al 3,1%, il saldo primario è migliorato fino allo 0,8% del Pil e la crescita 2025 è stata rivista al rialzo allo 0,6%. L’obiettivo era accelerare ulteriormente il risanamento e portare l’Italia fuori dalla procedura già quest’anno. Non ci siamo riusciti per appena lo 0,1%, ma la direzione resta chiara”. Nesci sottolinea inoltre il ruolo della stabilità politica e delle misure economiche adottate dal Governo. “La stabilità del Governo sta consentendo all’Italia di imprimere una sterzata importante ai conti pubblici, mantenendo allo stesso tempo il sostegno all’economia reale. Il risanamento procede insieme agli incentivi per investimenti e occupazione, a Transizione 4.0 e 5.0, alla ZES Unica e alle misure di riduzione del prelievo sui redditi da lavoro”.
Gli effetti delle misure precedenti e il contesto internazionale
L’eurodeputato richiama anche alcuni fattori che, a suo giudizio, continuano a incidere sui conti pubblici italiani, citando in particolare gli effetti delle misure adottate negli anni precedenti. “Sui conti – aggiunge – continuano inoltre a pesare gli effetti differiti di scelte adottate negli anni precedenti, a partire dai crediti d’imposta legati alle ristrutturazioni edilizie. È un elemento che va considerato quando si valuta la situazione della finanza pubblica italiana. A questo si aggiunge la difficile congiuntura economica: stiamo per raggiungere un obiettivo storico, inseguito da anni, nel pieno di una crisi energetica e nel bel mezzo di conflitti mondiali che non aiutano nessuno”.
Nel suo intervento conclusivo, Nesci ribadisce che il mancato raggiungimento dell’uscita anticipata dalla procedura europea non rappresenterebbe, secondo la sua valutazione, un cambio di direzione. “La traiettoria resta quella giusta: deficit in discesa, saldo primario in miglioramento, investimenti e sostegno alla competitività. L’uscita anticipata è slittata, non è venuto meno il percorso. E le previsioni che indicano il deficit sotto il 3% confermano che il lavoro portato avanti dal Governo, grazie alla sua forza ed alla sua stabilità, sta producendo risultati concreti”, conclude Nesci.


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