L’economia italiana nel 2025 ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,6%, un dato rivisto al rialzo rispetto alla precedente stima diffusa nel marzo 2026. È quanto emerge dalla revisione ordinaria dei Conti economici nazionali effettuata dall’Istat, che ha aggiornato le stime relative agli anni 2024-2025 incorporando nuove informazioni, innovazioni metodologiche e fonti statistiche. Le nuove elaborazioni sono state realizzate anche per rispondere alle riserve espresse da Eurostat ai Paesi membri nella determinazione dei dati relativi al reddito nazionale lordo, utilizzato per il calcolo delle risorse proprie dell’Unione europea. Le serie storiche sono state ricostruite a partire dal 2010 e sono disponibili sulla banca dati IstatData.
Nel 2025 il Pil ai prezzi di mercato è risultato pari a 2.265.003 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 6.954 milioni di euro rispetto alla stima dello scorso marzo. Anche per il 2024 il livello del prodotto interno lordo è stato rivisto positivamente, con un aumento della stima pari a 8.564 milioni di euro. Sulla base dei nuovi dati, il Pil in volume nel 2024 è cresciuto dell’1,1%, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali rispetto alle precedenti valutazioni.
Investimenti, consumi ed esportazioni in crescita
Nel 2025 gli indicatori economici mostrano un andamento positivo per diverse componenti della domanda interna ed esterna. Gli investimenti fissi lordi sono aumentati in volume del 3,9%, i consumi finali nazionali dell’1,0%, le esportazioni di beni e servizi dell’1,7% e le importazioni del 4,2%. La crescita del valore aggiunto ha coinvolto tutti i principali comparti produttivi: l’agricoltura, silvicoltura e pesca hanno registrato un aumento dello 0,8%, l’industria in senso stretto dello 0,4%, le costruzioni del 2,6% e il terziario dello 0,3%. Nel 2025 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil si è attestato al -3,1%, rispetto al -3,4% registrato nel 2024. Il saldo primario, ovvero l’indebitamento netto al netto della spesa per interessi, è risultato positivo e pari allo 0,8% del Pil, in aumento rispetto allo 0,5% dell’anno precedente.
Il commento dell’Istat: crescita sostenuta dalla domanda interna
Secondo l’analisi dell’Istat, allo sviluppo economico del 2025 ha contribuito soprattutto la domanda nazionale al netto delle scorte, con un apporto positivo di 1,6 punti percentuali. La domanda estera netta ha invece fornito un contributo negativo pari a -0,7 punti percentuali, così come la variazione delle scorte, che ha inciso per -0,3 punti. Contestualmente, l’Istat evidenzia una crescita dell’input di lavoro e dei redditi da lavoro dipendente, insieme all’aumento del valore aggiunto in tutti i settori produttivi.
La revisione conferma anche l’evoluzione dei principali indicatori di finanza pubblica. La pressione fiscale nel 2025 si è attestata al 42,9% del Pil, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024. La spesa per interessi è cresciuta del 2,0%, con un ritmo di incremento più contenuto rispetto all’anno precedente. I nuovi dati dell’Istat delineano quindi un quadro aggiornato dell’economia italiana, con una crescita del prodotto interno lordo rivista positivamente, una dinamica favorevole degli investimenti e un miglioramento del saldo primario della finanza pubblica.


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