“Le ultime dichiarazioni del sindaco Pietro Violi rappresentano l’ennesimo, disperato tentativo di ribaltare la realtà e scaricare sulle opposizioni le colpe di un fallimento tutto suo. Parlare di “dimissioni sorprendenti” dell’ex vicesindaco, smentite nei fatti dalle motivazioni chiare e inequivocabili contenute nella lettera protocollata già l’11 agosto, e paventare lo spauracchio del commissariamento è solo sterile vittimismo per coprire una verità amara: questa è stata l’amministrazione più fallimentare della storia di Sant’Eufemia d’Aspromonte“. È quanto dichiarato dai Capigruppo Consiliari Giuseppe Polimeni e Caterina Martino.
“Anziché puntare il dito contro i consiglieri di opposizione, che hanno sempre operato con coerenza, svolgendo con rigore il proprio compito di vigilanza, controllo e proposta laddove necessario, e anziché usare i fondi PNRR come arma di ricatto morale, il sindaco risponda a una domanda semplice: cosa ha fatto in questi quattro anni? La risposta è sotto gli occhi di tutti.
Per quattro anni ha dormito sonni tranquilli sorretto da una maggioranza striminzita a 7, vissuta costantemente sul filo del rasoio, che un giorno c’era e l’altro no. Oggi, improvvisamente, si risveglia e paventa il rischio di perdere i finanziamenti ministeriali per opere che lui stesso non è stato in grado di portare a termine. Perché non racconta, piuttosto, dei tanti finanziamenti ereditati dalle precedenti gestioni commissariali e amministrative che la sua giunta ha colpevolmente lasciato andare perduti? Per non parlare dei disservizi con cui la nostra comunità deve fare i conti quotidianamente, a partire dalla grave e irrisolta emergenza idrica.
Dov’era la programmazione quando la sua maggioranza era ancora in piedi? Non si può imputare all’opposizione l’incapacità di una squadra che si è sgretolata da sola dall’interno: il potere decisionale e la responsabilità sui tempi di realizzazione e rendicontazione delle opere pubbliche spettano alla Giunta, non certo ai consiglieri di minoranza.
Il sindaco dovrebbe avere il coraggio politico di prendere atto della realtà, ammettere il proprio fallimento e rassegnare le dimissioni, anziché manipolare l’opinione pubblica. È trascorso ormai un mese dalle dimissioni del vicesindaco e, invece di convocare con urgenza il Consiglio Comunale, il primo cittadino ha preferito rilasciare interviste senza mai chiarire come stanno davvero le cose.
Continuare a dipingere l’arrivo di un Commissario Straordinario come una sciagura è soltanto una strategia per spaventare i cittadini. Il Commissario non è un nemico, ma un organo dello Stato previsto dalla legge per tutelare gli enti locali, avrà il compito di mettere ordine al caos e ai danni enormi causati da questa amministrazione, accompagnando la comunità verso nuove elezioni affinché i cittadini possano finalmente scegliere, attraverso il voto democratico, da chi farsi rappresentare.
La smetta, il sindaco, di cercare colpevoli all’esterno o di offrire poltrone a destra e a manca pur di restare a galla. Si concentri piuttosto sul poco tempo che gli rimane per cercare di mettere una pezza, per quello che gli è ancora possibile, ai disastri compiuti in questi quattro anni. Sant’Eufemia non ha bisogno di ricatti, ha bisogno di dignità, verità e democrazia“.


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