Era difficile immaginare un avvio così complicato. Eppure il Catania, a pochi giorni dall’inizio di settembre, si ritrova già dentro una crisi di risultati e di identità. Dopo le due sconfitte nelle prime giornate di campionato, una pesantissima al Massimino e una in trasferta, arriva anche il terzo ko consecutivo: questa volta in Coppa Italia Serie C, ancora davanti al proprio pubblico. A sbancare lo stadio rossazzurro è il Savoia, formazione neopromossa, capace di imporsi con un clamoroso 0-3 e di far precipitare ulteriormente il clima attorno alla squadra allenata da Longo. Una sconfitta che pesa non soltanto per il risultato, ma soprattutto per il modo in cui è maturata: il Catania è apparso una squadra smarrita, priva di soluzioni e incapace di reagire.
La partita prende una piega drammatica già nella prima parte del match. Il Savoia colpisce due volte nei primi venti minuti con Tumbarello e Nepi, approfittando di una fase difensiva del Catania apparsa fragile e disorganizzata. La reazione dei padroni di casa non arriva. I rossazzurri faticano a costruire gioco, non trovano ritmo e sembrano incapaci di mettere pressione a un avversario che, al contrario, gioca con ordine, personalità e grande determinazione. Nella ripresa arriva anche il colpo del definitivo ko: ancora Nepi firma la sua doppietta personale e porta il risultato sullo 0-3, trasformando il finale in una lunga contestazione da parte del pubblico del Massimino.
Fischi già nel primo tempo, contestazione assordante al triplice fischio
Il segnale più preoccupante arriva dagli spalti. I fischi iniziano già durante il primo tempo, quando la prestazione della squadra appare lontana dalle aspettative di una piazza che in estate aveva immaginato tutt’altro scenario. Al termine della gara, però, la protesta diventa ancora più forte. Il pubblico del Massimino manifesta tutta la propria delusione per un avvio di stagione che ha completamente ribaltato le aspettative costruite nei mesi precedenti (nella ripresa anche i cori ironici “Pelligra facci un gol…” e “Vincenzo Grella segna per noi…”.). Soltanto poche settimane fa il Catania sembrava pronto ad affrontare una stagione ambiziosa, con una società intenzionata a costruire una squadra competitiva e una campagna acquisti capace di alimentare entusiasmo. Oggi, invece, il clima è già quello della contestazione.
La domanda inevitabile riguarda le cause di questo crollo. Perché una squadra costruita per competere si presenta così fragile e confusa? Il problema sembra andare oltre il semplice aspetto tattico. Il Catania appare infatti una squadra senza riferimenti, poco sicura nei momenti difficili e incapace di reagire agli episodi negativi. Una condizione che potrebbe avere anche una componente psicologica, considerando la forte pressione vissuta nelle settimane precedenti dopo le contestazioni legate alla vicenda fideiussione. La società e il gruppo squadra hanno subito una vera e propria scossa ambientale e ora il campo sta raccontando una realtà preoccupante: poca serenità, poche certezze e una squadra che sembra aver perso rapidamente convinzione.
Attribuire tutto a un problema tecnico sarebbe però riduttivo. La rosa costruita dal presidente Ross Pelligra è considerata una delle più importanti della categoria e negli ultimi giorni di mercato è stata ulteriormente rinforzata con innesti di assoluto valore. Gli arrivi di giocatori come Massimo Coda, Roberto Insigne e Caligara, oltre agli altri acquisti effettuati, rappresentano sulla carta un salto di qualità significativo per una squadra chiamata a recitare un ruolo da protagonista. Ovviamente il loro impiego totale non sarà immediato, ma il Catania spera possa servire da antidoto a una situazione già molto “antipatica”.


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