La candidatura di Frank Benedetto alle elezioni suppletive della Camera nel collegio di Reggio Calabria continua a generare discussioni e malumori anche all’interno del campo largo che sostiene il candidato. A intervenire questa volta è Giulio Sorace, membro del direttivo del Partito Democratico di Caulonia e dell’assemblea regionale dei Giovani Democratici Calabria, che annuncia pubblicamente il proprio sostegno al candidato unitario del centrosinistra, ma allo stesso tempo solleva una critica molto precisa sul metodo seguito per arrivare alla sua scelta.
Il punto centrale della riflessione di Sorace è infatti il mancato coinvolgimento dei circoli del Partito Democratico. Una contestazione che assume particolare rilievo perché arriva da un dirigente del partito che, pur dichiarandosi pronto a sostenere Benedetto, racconta di aver appreso della candidatura attraverso gli organi di informazione. È un elemento che si inserisce nel clima di malcontento già emerso nei giorni scorsi attorno alla candidatura e che, di fatto, conferma le tensioni interne al campo largo evidenziate da StrettoWeb nei giorni scorsi.
“A seguito della convocazione delle elezioni suppletive nel territorio reggino, vorrei porre all’attenzione di tutti alcune riflessioni in merito alle candidature poste in essere dalle forze politiche del nostro territorio. Premetto che, da giovane dirigente del Partito Democratico, sosterrò a pieno titolo la candidatura di Frank Benedetto – pur non avendo l’onore di conoscerlo personalmente – per senso di responsabilità politica. Ritengo, altresì, che la sua figura sia di certo migliore rispetto ai poltronisti e agli estremisti che concorrono insieme a lui alla medesima carica”.
“I circoli del nostro partito non sono stati minimamente ascoltati”
È nella parte successiva della sua riflessione che Sorace concentra però le critiche più dure. Il dirigente dem precisa di non voler mettere in discussione le candidature degli altri schieramenti, riconoscendo ai rispettivi partiti la legittimità delle proprie scelte. La sua contestazione riguarda esclusivamente il percorso seguito dal Partito Democratico per individuare il candidato alla Camera. Secondo Sorace, infatti, i circoli territoriali non sarebbero stati coinvolti nel processo decisionale. Non soltanto non ci sarebbe stato un confronto aperto con la base, ma la candidatura di Benedetto sarebbe stata appresa direttamente attraverso la stampa. È proprio questo passaggio a rendere particolarmente significativa la presa di posizione, perché arriva mentre il Pd cerca di compattarsi intorno al candidato scelto per le suppletive.
“Ma in questa riflessione non ho intenzione di parlare degli altri candidati, che i loro partiti hanno legittimamente scelto; vorrei invece porre delle considerazioni in merito al modo in cui il NOSTRO candidato è stato scelto. I circoli del NOSTRO partito non sono stati minimamente ascoltati in questa scelta. Abbiamo infatti appreso questa candidatura a mezzo stampa, il che per me rappresenta già di per sé una vergogna. Stiamo parlando di elezioni per il NOSTRO seggio e del candidato che NOI andremo a votare: così facendo, non accetteremo più “paracadutisti” calati dall’alto solo per accontentare qualcuno.
Non accettiamo più questo modo di operare, altrimenti i nostri circoli non avrebbero più senso di esistere. Penso che questi ultimi siano il cuore pulsante di un partito e il pieno centro del potere decisionale. Se effettivamente vogliamo continuare ad incarnare i veri valori della sinistra, dobbiamo ricominciare ad ascoltare la gente e a parlare con le persone, per capire chi pensino li possa rappresentare al meglio. Purtroppo, ci troviamo ancora una volta qui a fare l’ennesima riflessione, esattamente come avvenuto in occasione delle elezioni a Reggio, alla Regione e in tutte le consultazioni degli ultimi cinque anni.
La candidatura di Benedetto e le tensioni nel campo largo
Le parole di Sorace si inseriscono in un quadro politico già segnato da malcontento e divisioni sulla candidatura di Benedetto. Il suo sostegno pubblico al candidato non equivale dunque a una piena condivisione del percorso politico che ha portato alla sua individuazione. Al contrario, la sua presa di posizione conferma che, anche dentro il Pd, la scelta non è stata accompagnata da quel confronto con i territori che alcuni esponenti del partito avrebbero auspicato.
La questione era già emersa nel dibattito politico dei giorni scorsi, con perplessità manifestate anche all’interno del campo largo. Nel Movimento 5 Stelle, in particolare, la candidatura di Benedetto si è intrecciata con le posizioni assunte negli anni dal partito sulla sua precedente esperienza alla guida della sanità reggina e con le denunce politiche relative a presunte irregolarità che sarebbero state commesse durante quel periodo. Parallelamente, nel Pd, diversi amministratori locali e provinciali avrebbero manifestato l’intenzione di lasciare il partito proprio in relazione alle modalità della scelta.
In questo contesto, le parole di Sorace rappresentano quindi un’ulteriore conferma di un malcontento che attraversa il campo largo, pur senza mettere in discussione, almeno da parte sua, il sostegno elettorale a Benedetto. Il dirigente dem, infatti, distingue chiaramente tra la persona e il metodo utilizzato per arrivare alla candidatura.
Il nodo della Locride e l’ipotesi Vittorio Zito
Sorace introduce poi una seconda questione, questa volta di natura strategica. A suo giudizio, considerata la pesante sconfitta ottenuta dal centrosinistra a Reggio Calabria, sarebbe stato opportuno valutare una candidatura espressione della Locride, così da concentrare il consenso dell’area su una figura conosciuta e radicata nel territorio. Il nome al quale fa riferimento è quello di Vittorio Zito, sindaco di Roccella Jonica e componente dell’assemblea nazionale del Pd. Sorace racconta di aver letto su diverse testate che Zito sarebbe stato individuato come possibile candidato, prima che la scelta virasse altrove.
“Vorrei inoltre aggiungere un punto di vista strategico su questa candidatura: non sarebbe stato forse meglio pensare a una candidatura nella Locride, vista la pesante sconfitta che tutto il centrosinistra ha ottenuto a Reggio Calabria, per cercare di concentrare tutti i voti locridei su un volto noto al territorio? Ho letto su varie testate giornalistiche che un nome era stato individuato: Vittorio Zito, Sindaco di Roccella Jonica, una città rinomata in tutta la Calabria, nonché componente dell’assemblea nazionale del NOSTRO partito. Con un battito di ciglia, però, il mio entusiasmo per una candidatura locridea alla Camera è stato spento dall’ennesimo paracadute lanciato da questo aeroplano impazzito guidato sempre da pochi.
“Il nostro partito ha bisogno di una vera revisione interna”
La conclusione della riflessione di Sorace assume quindi i contorni di un appello a una revisione interna del Partito Democratico. Il dirigente chiede un cambio di metodo e una maggiore centralità delle realtà territoriali, sostenendo la necessità di riportare militanti e amministratori del centrosinistra al centro dei processi decisionali e della costruzione delle candidature. “Alla luce di tutto ciò, penso proprio che il nostro partito abbia bisogno di una vera revisione interna, che possa riportare Donne e Uomini di sinistra al governo dei nostri paesi, delle nostre province, della nostra regione e della nostra nazione. Continuando così, ahimè, proseguiremo a perdere consensi o a farci votare ( per chi ancora lo fa)solo da chi si recherà alle urne per scegliere il meno peggio”.
La posizione di Sorace lascia dunque emergere un paradosso politico: il sostegno alla candidatura di Frank Benedetto resta confermato, ma il percorso che ha portato alla sua scelta viene contestato apertamente. Il tema del coinvolgimento dei circoli, del rapporto tra vertici e territori e della rappresentanza della Locride torna così al centro del dibattito in vista delle suppletive di Reggio Calabria.


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