“Prima le suppletive non dovevano esserci, oggi scopriamo che erano addirittura una raffinata strategia. Prima bisognava restare in Parlamento fino all’ultimo giorno utile per difendere Reggio, oggi Cannizzaro racconta di avere scelto personalmente di dimettersi in anticipo proprio per mandare i reggini alle urne. Adesso scopriamo persino che Fabio Roscioli non sarebbe stato imposto da Roma, ma che sarebbe stato Cannizzaro a imporlo a Roma. A questo punto aspettiamo soltanto la prossima versione per vedere se il limite sia stato raggiunto o meno”. È quanto afferma la Federazione metropolitana del Partito Democratico di Reggio Calabria, intervenendo nel dibattito politico che accompagna le elezioni suppletive e replicando alle dichiarazioni del parlamentare reggino sulla scelta del candidato del centrodestra.
Nel mirino dei dem finisce soprattutto la situazione interna alla coalizione di centrodestra, segnata nelle ultime settimane dalla rottura tra Forza Italia e Domenico Giannetta, già capogruppo azzurro in Consiglio regionale e oggi candidato con Futuro Nazionale, il movimento legato a Roberto Vannacci. “C’è però un dato politico che nessuna ricostruzione può cancellare: il centrodestra si presenta alle suppletive con un candidato romano e con una frattura interna clamorosa. La candidatura di Roscioli ha accompagnato una crisi che ha portato Domenico Giannetta, fino a pochi giorni fa capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, ad abbandonare il partito e a candidarsi con Futuro Nazionale di Vannacci. Una rottura che ha investito direttamente anche la maggioranza regionale”.
La Federazione metropolitana del Pd interviene anche sulle parole utilizzate dal centrodestra nei confronti della scelta di Giannetta, richiamando il tema dei cambi di schieramento politico e delle alleanze. “Fa sorridere, poi, sentir parlare Cannizzaro di “tradimento” e di “voltagabbana”. Evidentemente esistono cambi di casacca buoni e cambi di casacca cattivi a seconda della convenienza del momento. Una severità che sarebbe stata interessante vedere applicata con la stessa coerenza quando, in occasione delle ultime elezioni comunali, il centrodestra ha accolto a braccia aperte esponenti provenienti dal centrosinistra”.
La nota del Partito democratico si chiude con un nuovo attacco alla gestione della vicenda politica legata alle suppletive, contestando al centrodestra la possibilità di modificare la propria narrazione dopo le scelte compiute nelle ultime settimane. “Cannizzaro può naturalmente cambiare strategia, candidato e racconto tutte le volte che ritiene. Quello che non può fare è pensare che i reggini siano così sprovveduti e smemorati da non ricordare ciò che è stato detto appena poche settimane prima”.


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