Dietro il defibrillatore utilizzato dai poliziotti a Catania per soccorrere un turista di 55 anni colto da un improvviso malore nel centro storico c’è anche un importante progetto promosso dal Rotary Club Catania Sud, insieme ad altre realtà rotariane e con il coinvolgimento delle istituzioni e della cittadinanza etnea. A precisarlo alla redazione di StrettoWeb è Marco Lombardo, Past President del Rotary Club Catania Sud, che ha ricostruito la nascita e la realizzazione di “DOB – Defibrillator on Board”, iniziativa attraverso la quale sono stati acquistati 19 defibrillatori DAE destinati a diverse autovetture in forza ai corpi di polizia di Catania.
La precisazione arriva dopo la notizia del soccorso avvenuto nei giorni scorsi nel cuore della città, quando il turista si è improvvisamente accasciato mentre visitava il centro storico. Gli agenti della Squadra Volanti hanno immediatamente iniziato il massaggio cardiaco e successivamente utilizzato il DAE presente a bordo della pattuglia, proseguendo le manovre in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.
Il progetto “DOB – Defibrillator on Board” del Rotary Club Catania Sud
Marco Lombardo ha presieduto il Rotary Club Catania Sud da luglio 2024 a giugno 2025, periodo nel quale il Club, in qualità di capofila, ha portato avanti il progetto “DOB – Defibrillator on Board”. All’iniziativa hanno aderito anche il Distretto Rotary 2110, il Rotary Club Passport Mediterranee, il Rotary Club Bellini e i ragazzi del Rotaract Catania Sud.
L’obiettivo era fin dall’inizio estremamente concreto: mettere strumenti salvavita direttamente sulle vetture operative che quotidianamente percorrono le strade della città, aumentando così le possibilità di un intervento tempestivo in caso di arresto cardiaco o altre gravi emergenze.
“L’obiettivo del progetto ‘DOB – Defibrillator on Board’ era salvare vite umane, e nel leggere questa notizia abbiamo avuto la conferma, con grande soddisfazione, di aver centrato pienamente questo obiettivo”, ha spiegato Lombardo nella comunicazione inviata alla nostra redazione.
Acquistati 19 defibrillatori per le forze di polizia di Catania
Il progetto ha richiesto un lungo lavoro organizzativo ed economico. Complessivamente sono stati acquistati 19 DAE, destinati a diverse autovetture appartenenti a differenti corpi di polizia operanti sul territorio di Catania. Il Rotary si è inoltre fatto carico di garantire la manutenzione dei dispositivi per cinque anni, elemento essenziale affinché gli strumenti possano rimanere pienamente efficienti e pronti all’utilizzo in caso di necessità. “Il progetto ‘DOB – Defibrillator on Board’ ci ha impegnati a lungo: abbiamo acquistato 19 DAE, con i quali abbiamo dotato diverse autovetture in forza a differenti corpi di polizia di Catania, garantendone inoltre la manutenzione per cinque anni”, ha ricordato il Past President del Rotary Club Catania Sud.
Un investimento che oggi assume un significato ancora più evidente proprio alla luce dell’intervento effettuato dagli agenti sul turista di 55 anni, durante il quale la disponibilità immediata del defibrillatore sulla Volante ha consentito di integrare le manovre di rianimazione già avviate dai poliziotti. Nell’episodio raccontato da StrettoWeb, infatti, gli agenti hanno prima praticato il massaggio cardiaco e poi utilizzato il dispositivo in dotazione alla pattuglia.
Il Protocollo d’Intesa e la collaborazione con la Questura di Catania
Per trasformare l’idea in un progetto operativo è stato necessario un articolato lavoro di interlocuzione con le amministrazioni competenti, culminato nella formalizzazione di un Protocollo d’Intesa. Lombardo sottolinea in particolare il contributo dell’avvocato Giancarlo Modena e del dottor Fabrizio Vanaria della Polizia di Stato, oltre al ruolo del Questore di Catania, Dirigente Generale della Polizia di Stato dottor Giuseppe Bellassai.
“Ci siamo interfacciati con le amministrazioni competenti e abbiamo formalizzato un Protocollo d’Intesa grazie al prezioso contributo dell’Avv. Giancarlo Modena e del Dott. Fabrizio Vanaria della Polizia di Stato, e soprattutto grazie alla lungimiranza del Questore di Catania, Dirigente Generale della Polizia di Stato Dott. Giuseppe Bellassai, che ne ha reso possibile la realizzazione”, ha spiegato Lombardo.
La presenza dei DAE sulle pattuglie assume particolare rilevanza perché le Volanti della Polizia di Stato, per la natura del servizio svolto sul territorio, possono trovarsi tra i primi mezzi a raggiungere il luogo di un’emergenza. Proprio per questo la disponibilità di strumenti salvavita e la formazione degli operatori possono diventare decisive nei minuti che precedono l’arrivo dei sanitari.
La raccolta fondi e la formazione degli agenti all’utilizzo dei DAE
Il progetto non si è limitato all’acquisto dei dispositivi. Il Rotary Club Catania Sud ha organizzato diversi eventi di raccolta fondi con l’obiettivo di reperire le risorse necessarie e ha seguito anche un altro passaggio fondamentale: la formazione degli agenti chiamati a utilizzare i defibrillatori. “Abbiamo inoltre organizzato numerosi eventi di raccolta fondi per reperire le risorse economiche necessarie e curato, come Rotary Club Catania Sud e grazie al Dott. Giuseppe Scaccianoce, la formazione degli agenti”, precisa Lombardo.
Un aspetto che trova un riscontro concreto proprio nell’episodio verificatosi nel centro storico. Gli agenti intervenuti sono riusciti infatti a mettere immediatamente in pratica le procedure di primo soccorso, prima attraverso il massaggio cardiaco e poi con l’utilizzo del DAE, senza attendere passivamente l’arrivo dell’ambulanza.
Lombardo: “Pieno apprezzamento agli agenti, ma è giusto ricordare l’impegno del Rotary e dei cittadini”
Nella comunicazione inviata alla redazione, Marco Lombardo tiene a sottolineare come la precisazione sul progetto non voglia in alcun modo ridimensionare il valore dell’intervento compiuto dai poliziotti, ai quali viene invece riconosciuto pienamente il merito di avere agito con rapidità e competenza. “Pur riconoscendo pienamente la bravura, la tempestività e la sensibilità degli agenti intervenuti, ai quali va il nostro sincero apprezzamento, riteniamo doveroso ricordare anche l’impegno che, come Rotary Club, abbiamo profuso nel progetto ‘DOB – Defibrillator on Board’ — un impegno che non è stato solo nostro, ma di tutta la cittadinanza catanese, che ha generosamente partecipato ai nostri eventi di raccolta fondi contribuendo a rendere possibile tutto questo”.
Il progetto ha avuto infatti una forte componente collettiva. Le risorse necessarie all’acquisto dei dispositivi sono state raccolte anche attraverso la partecipazione della cittadinanza catanese agli eventi promossi dal Rotary, trasformando l’iniziativa in un esempio concreto di collaborazione tra associazionismo, istituzioni, forze dell’ordine e comunità locale.
Dal progetto alla strada: il defibrillatore diventa concretamente uno strumento salvavita
L’intervento sul turista rappresenta dunque la dimostrazione pratica della finalità per la quale era nato “DOB – Defibrillator on Board”: rendere un dispositivo salvavita disponibile direttamente a bordo dei mezzi che operano quotidianamente sul territorio. L’episodio avvenuto a Catania evidenzia quanto possa essere importante ridurre al minimo i tempi di intervento nelle emergenze cardiache. In quella circostanza, la tempestività e la preparazione degli agenti hanno potuto contare anche sulla presenza materiale del DAE a bordo della Volante, consentendo di intervenire già nei minuti precedenti all’arrivo dei sanitari.
“Ci scusiamo per questa precisazione, che riteniamo tuttavia doverosa e che può esservi utile per una corretta informazione”, conclude Marco Lombardo, Past President del Rotary Club Catania Sud.
Una precisazione che permette così di ricostruire l’intera filiera che ha portato quel defibrillatore fino sulla pattuglia: dalla progettazione alla raccolta fondi, dall’acquisto dei 19 DAE alla manutenzione quinquennale, fino alla formazione degli agenti. Un percorso che, nel momento dell’emergenza, ha trovato la sua applicazione più concreta: mettere a disposizione di chi interviene per primo uno strumento capace di contribuire a salvare una vita.



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