Emergono nuovi e inquietanti dettagli sul saccheggio del Centro Sportivo Sant’Agata adoperato da ignoti nei giorni scorsi, di cui abbiamo già scritto nella serata di ieri su StrettoWeb. La situazione appare ancora più grave rispetto a quanto diffuso in precedenza: non sono scomparsi soltanto i palloni, gli indumenti del magazzino utili alle attività della squadra e gli utensili della foresteria, ma sono stati letteralmente depredati persino i macchinari della palestra, dello store e della stessa foresteria. L’assenza di panche, pesi, strumenti di riabilitazione medica e potenziamento muscolare, non lascia dubbi rispetto all’entità del saccheggio: se non è servito un camion, quantomeno si tratta di uno o più furgoni.
Chi è stato a depredare il Sant’Agata di beni di proprietà della Reggina Calcio? E’ un interrogativo che nei prossimi giorni potrebbe arrivare alla Procura della Repubblica: la nuova proprietà di Claudio Lotito, infatti, vuole fare chiarezza. Chi aveva le chiavi del Centro Sportivo e quando è stato effettuato un così importante saccheggio, che necessita il coinvolgimento di più uomini e mezzi? Dov’è finito tutto il materiale della Reggina? Potrebbero essere utilizzate le telecamere di sorveglianza della zona, per fare luce su quello che è un vero e proprio crimine. Di certo non sarà questo a fermare la nuova Reggina, che finalmente ha una proprietà così forte e solida da non doversi preoccupare di questi contrattempi. Al tempo stesso, però, è giusto che anche tifosi e città abbiano chiaro cos’è successo e chi sono i responsabili che hanno rubato non solo beni di un’azienda privata, ma di uno storico club che rappresenta la città nello sport. Sarà anche chiaro perchè la nuova squadra molto probabilmente dovrà iniziare la preparazione con materiali forniti dalla Lazio, in attesa di ottenere le nuove forniture amaranto.
Che si sarebbe dovuto ripartire da zero, dalle macerie, era già noto. Ma non proprio così letteralmente.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?