Sapevamo che della Reggina erano rimaste solo le macerie. Pensavamo si trattasse solo di una metafora, ma la situazione è, invece, parecchio letterale. Su StrettoWeb abbiamo svelato, nelle scorse ore, i dettagli di un clamoroso saccheggio messo in atto al Centro Sportivo Sant’Agata che ha riguardato il furto di palloni, indumenti del magazzino utili alla squadra, utensili della foresteria, macchinari della palestra, dello store e della stessa foresteria. Una notizia che ha sorpreso la nuova proprietà targata Claudio Lotito ed è rimbalzata fino a Roma.
“Radio Laziale” ha intervistato Peppe Caridi, direttore di StrettoWeb, per fare luce su quanto sta accadendo in città negli ultimi giorni, con un focus particolare sui fatti del Sant’Agata, ma anche sulle questioni più calde legate all’arrivo di Claudio Lotito a Reggio Calabria.
I furti al Sant’Agata
“L’abbiamo scoperto tutti ieri, quando c’è stato il primo sopralluogo con Armando Calveri e altri dirigenti vicini a Claudio Lotito – ha spiegato Caridi – Calveri è tornato a Reggio la sua città e insieme al sindaco Cannizzaro e a un ristrettissimo gruppo di altri dirigenti ha fatto un sopralluogo allo stadio Granillo e al centro sportivo Sant’Agata che sono delle strutture di proprietà comunale, quindi sono dei beni pubblici a tutti gli effetti. Con grande sgomento e grande sorpresa si sono accorti che al centro sportivo era stato saccheggiato tutto non non c’era più nulla“.
All’appello mancano parecchi beni di proprietà della Reggina: “le prime indiscrezioni erano legate soltanto a beni della squadra dei del magazzino sportivo: abiti degli allenamenti, calzettoni, palloni, tutto ciò che serve per gli allenamenti anche della scuola calcio e del settore giovanile. Invece, sono scomparsi tutti gli attrezzi della palestra gli attrezzi medici, gli attrezzi del potenziamento muscolare, le panche, i pesi, tutto ciò che c’era in foresteria. Il centro sportivo Sant’Agata è uno dei più importanti del Sud con tanti posti letto, con una grande mensa, una palestra molto importante, è scomparso tutto. Adesso c’è questa curiosità rispetto a ciò che è accaduto, capire se c’è stato un furto, chi è stato, probabilmente sarà la Procura della Repubblica a occuparsene perché è qualcosa di molto grave“.
Resta il dubbio su come sia stato possibile portare via tutta questa roba. Il direttore di StrettoWeb spiega agli intervistatori: “sono stati impiegati almeno dei furgoni. Non è un vandalo, un ragazzino che entra la notte e scavalca, tra l’altro cosa impossibile al Sant’Agata, e riempie un sacco. Parliamo di una manovra che non si poteva fare senza qualcuno che avesse le chiavi della struttura, del cancello, della foresteria, della palestra, quindi sono certo che non sarà una storia che finisce qui ma ci saranno degli sviluppi per accertare realmente quello che è accaduto“.
L’ipotesi è che la Lazio possa dare una mano alla Reggina con la fornitura del materiale. “Siamo al primo luglio, la Serie D non è la Serie A, quindi non ci sono dei tempi così impellenti“, spiega Caridi, sottolineando però che trovare tutto il materiale in poche settimane non sarà un’impresa facile: “credo anche che per una società come la Lazio, in Serie A, dare qualche maglietta a un’altra qualsiasi squadra, anche da un punto di vista economico, non penso che sia particolarmente gravoso. Al momento ci sembra l’unica soluzione per poter vedere 20 ragazzi che scendono in campo e che non si debbono vestire da casa“.
Inoltre, non è stato ancora stabilito nulla sul ritiro estivo: “non si potrà fare al centro sportivo, storicamente la Reggina non ha mai fatto la preparazione al centro sportivo perché è in città, in riva al mare e ci sono temperature proibitive, però negli ultimi anni in Serie D si era sempre optato per questa per questa soluzione, con grande amarezza da parte dei calciatori perché c’erano delle società molto deboli da un punto di vista finanziario, lì era più comodo, non bisognava pagare alberghi, andare in montagna. Molto probabilmente, quest’anno si andrà in montagna”.
La multiproprietà
In merito alla multiproprietà, il diretto Caridi spiega: “l’idea che abbiamo un po’ tutti è che Lotito abbia qualcosa già in mente, non essendo una persona sprovveduta o un neofita del mondo del calcio, andare a prendere la regina stare un anno, o peggio ancora, per tenerla in Serie D, è qualcosa di fuori dall’immaginazione. L’idea che abbiamo è che comunque lui con il suo peso in Federazione, con Malagò che storicamente non è mai stato contrario alla multiproprietà, magari abbia già una soluzione nel corso di questo anno per risolvere questo problema, oppure che non ci sia anche un altro un altro disegno, ma questo è fantacalcio, che lui possa vendere la Lazio e rimanere alla Reggina. Ma, ripeto, questa non è una notizia: quando qualcuno, nei giorni, scorsi l’ha ribadita e sostenuta qui a Reggio, io mi sono affrettato a dire: ‘guardate che al momento non è così’. Le mie fonti dicono che lui voglia rimanere anche alla Lazio, però visto che in questo momento non gode di grande entusiasmo da parte della piazza, ci sono delle difficoltà di relazione col pubblico, una tifoseria distaccata che non so adesso com’è la situazione in vista degli abbonamenti dello stadio del prossimo anno.
In un club glorioso e importante come la Lazio, una situazione in cui la gente non va allo stadio, la società rimane abbandonata da sola, senza grandi sponsor, senza tifosi, c’è una situazione molto brutta che alla lunga si deve risolvere o in un modo o nell’altro, c’è una sorta di riconciliazione, magari si vince un trofeo c’è la Supercoppa a dicembre, si va bene in campionato e quindi la gente torna, non dico a simpatizzare e a sostenere Lotito che mi sembra impossibile, ma comunque a essere vicino alla squadra e di conseguenza anche alla società; oppure può essere Lotito a prendere atto di questa situazione, a individuare delle soluzioni per farsi da parte: in quel in quel caso, il problema della multiproprietà non si porrebbe. Anzi, qualcuno legge questa cosa proprio come una exit strategy“.
Lotito potrebbe considerare finita la sua esperienza alla Lazio e dedicarsi a un progetto per cui si è “davvero entusiasmato negli ultimi mesi, perché è da molti mesi che lavora a questa a questa acquisizione, addirittura un anno fa ha iniziato ad occuparsene, nell’autunno del 2025, quindi è qualcosa che lo ha appassionato, coinvolto, entusiasmato. Ovviamente parliamo della Reggina, ha avuto anche un passato importante in Serie A, però non è un club paragonabile alla Lazio e a quello che significa per Lotito, la squadra della sua città, con oltre 20 anni di di gestione“.
Calveri e l’organigramma della nuova Reggina
“Calveri è una persona molto seria. A Reggio lo conosciamo bene perché è una di quelle eccellenze, figli illustri di questa città che è andato fuori a lavorare ottenendo dei risultati molto importanti e positivi nel corso della sua carriera da dirigente sportivo. Lui è stato molto chiaro: in un momento di transizione, da reggino, da persona che conosce questa città, c’è nato e cresciuto, è arrivato a Reggio in una fase in cui bisognava prendere contezza, bisogna iniziare ad allestire una società, un organigramma, credo anche a Salerno fosse accaduto qualcosa qualcosa di simile. Non posso confermare ipotesi strampalate sul fatto che sia lui si occupa della Reggina, che verrà a Reggio. Dalle notizie che ho, non credo sia qualcuno che arrivi dall’organigramma laziale, saranno figure nuove. Anche perchè la Serie D è qualcosa di molto diverso dal calcio professionistico, non non solo della Serie A ma anche della Serie B: mandare in Serie D gente di Serie A, dai vertici dirigenziali, sino a squadr, team manager, allenatori, non significa vincere più facilmente, paradossalmente significa esporsi a un fallimento sportivo perché ci sono logiche completamente diverse da un punto di vista dirigenziale, da un punto di vista tecnico, da un punto di vista organizzativo“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?