Alfio Torrisi ha salutato la Reggina. Lo ha fatto in un post sui social, ufficializzando un addio che in realtà era già certo, a maggior ragione dopo il cambio di proprietà. L’ex Trapani è stato cercato dall’ACR Messina, come confermato da lui stesso in un’intervista alla Gazzetta del Sud. Nel corso della stessa intervista, l’allenatore ha parlato anche dell’esperienza in amaranto, non facendo mancare qualche frecciata, pure abbastanza clamorosa: “a dicembre avevo fatto delle richieste, ma non sono stato accontentato e questo, alla lunga, ci ha impedito di vincere il campionato. Bastava davvero poco. Purtroppo, però, mi sa che non tutti volevano andare in Serie C. La volontà non era forse di tutti, perché qualcuno, nel momento in cui doveva dare una mano, non l’ha data”.
Parole clamorose, che confermano una linea comunicativa mantenuta per buona parte della sua esperienza nella panchina della squadra dello Stretto, dove ha esaltato i numeri sin dal suo arrivo, sottolineando l’apporto offerto da quando ha preso le redini della squadra: “quando sono arrivato la Reggina era in zona playout, prendeva due gol e mezzo a partita. Da quel momento siamo diventati la seconda migliore difesa d’Italia in Serie D, abbiamo viaggiato a una media di 2,24 punti a partita e nel girone di ritorno siamo stati primi in classifica. Questi sono numeri, non opinioni. Abbiamo creato una mentalità importante. Nei due anni precedenti la Reggina non aveva mai vinto uno scontro diretto in trasferta. Noi siamo andati a vincere su campi difficili come Caltanissetta, Barcellona e Palermo senza nemmeno subire gol”.
Dunque, Torrisi enfatizza i numeri sin dal suo arrivo, il suo lavoro, il suo impegno, il suo apporto, quello che ha consentito alla squadra di tirarsi fuori dalla pericolosa zona playout. A influire sul mancato risultato finale, però, secondo il tecnico, qualcuno che “non voleva andare in Serie C” e il mancato accoglimento sulle richieste fatte nel mercato invernale.


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