Messina: Scurria ed i partiti di centrodestra ai ferri corti, l’ex candidato sindaco isolato in consiglio comunale

Marcello Scurria, l’ex candidato sindaco non viene riconosciuto come leader dell’opposizione. Distanze anche con Grande Sicilia con cui, l'ex commissario al Risanamento, è candidato alla Città Metropolitana

Un elemento politico evidente emerso ieri in Consiglio comunale a Messina è il crescente isolamento di Marcello Scurria e del gruppo che fa riferimento all’ex candidato sindaco del centrodestra. Una distanza che, nonostante alcune avvisaglie già registrate nelle scorse settimane, appare oggi più marcata nei rapporti con le altre forze della coalizione di centrodestra. Il gruppo politico vicino a Scurria è composto dal capogruppo Pippo Capurro e da Simona Contestabile: la loro posizione, tuttavia, non sembra trovare una reale convergenza con gli altri partiti del centrodestra messinese, chiamati a costruire un’opposizione credibile nei confronti dell’amministrazione guidata dal sindaco Federico Basile e di Sud chiama Nord.

Marcello Scurria non riconosciuto come leader dell’opposizione

Il dato politico più rilevante riguarda il mancato riconoscimento di Marcello Scurria come guida dell’opposizione. Una circostanza significativa, considerando che Scurria era stato il candidato sindaco del centrodestra fino a circa un mese e mezzo fa. Proprio in virtù di quella candidatura, l’ex subcommissario al Risanamento avrebbe potuto rivendicare un ruolo centrale nella riorganizzazione della coalizione e nella definizione della linea politica da seguire in Consiglio comunale. Al momento, però, nessuno degli altri partiti sembra riconoscergli formalmente o politicamente questa funzione.

Le tensioni nel centrodestra dopo la sconfitta elettorale

La situazione attuale sembra confermare le difficoltà che avevano accompagnato la candidatura di Scurria già durante la fase elettorale. Al netto delle smentite, emerge infatti l’impressione che quella scelta sia stata mal sopportata da alcuni partiti del centrodestra e, forse, non adeguatamente supportata. Il risultato finale delle elezioni, concluso con una netta sconfitta, ha reso ancora più evidenti le fragilità della coalizione. La mancata unità registrata durante la competizione elettorale sembra oggi riproporsi all’interno del Consiglio comunale di Messina, dove le diverse forze politiche procedono senza una leadership condivisa. La difficoltà nel riconoscere un portavoce unitario rischia così di indebolire ulteriormente l’azione politica dell’opposizione, soprattutto nel confronto con un’amministrazione sostenuta da una struttura politica organizzata come quella di Sud chiama Nord.

Il paradosso della candidatura con Grande Sicilia

Un ulteriore elemento di contraddizione riguarda il rapporto tra Scurria e Grande Sicilia. L’ex subcommissario al Risanamento è infatti candidato nella lista del movimento che fa capo a Genovese per il Consiglio metropolitano di Messina. Nonostante questa candidatura, in Consiglio comunale i due esponenti eletti riconducibili a Grande Sicilia, Vaccarino e Sorbello, non hanno sostenuto le proposte avanzate dal gruppo di Scurria.

Le convergenze tra Scurria e il gruppo del Partito democratico

A fronte delle distanze con il centrodestra, in aula è emersa invece una certa “affinità” con il gruppo del Partito Democratico. In più occasioni Antonella Russo si è detta d’accordo con le analisi di Scurria in merito alla delibera sulle commissioni. Una convergenza che, pur riferita a uno specifico provvedimento, assume un significato politico nel contesto delle divisioni interne alla coalizione di centrodestra.