Il Consiglio comunale di Messina, presieduto dal vicepresidente vicario Nello Pergolizzi, ha approvato a maggioranza la proposta relativa all’adozione del Piano economico-finanziario 2026-2029 e all’approvazione delle tariffe Tari 2026. Dai documenti emerge un aumento significativo del costo complessivo del servizio di gestione dei rifiuti, che passa dai 63 milioni di euro del 2025 ai 69 milioni di euro del 2026. Una crescita di 6 milioni di euro destinata ad avere effetti diretti sulle bollette dei contribuenti messinesi, con un incremento medio stimato del 9% per le famiglie. La seduta consiliare si è svolta in un clima particolarmente dimesso a causa del grave fatto di cronaca avvenuto a Pistunina. Il Consiglio stava anche per essere rinviato, ma successivamente si è deciso di proseguire i lavori, mantenendo comunque un tono molto sottotono per rispetto del dramma.
Tari Messina 2026, il costo del servizio sale a 69 milioni di euro
Il dato più rilevante contenuto nel nuovo Piano economico-finanziario riguarda l’aumento del costo complessivo del servizio di gestione dei rifiuti. Nel 2025 la spesa ammontava a 63 milioni di euro, mentre nel 2026 raggiungerà i 69 milioni di euro. L’incremento complessivo è quindi pari a 6 milioni di euro. La crescita dei costi avrà ripercussioni sulle tariffe Tari a Messina, chiamate a garantire la copertura delle spese previste per la raccolta, il trasporto e la gestione dei rifiuti. Per le utenze domestiche, l’aumento medio stimato è del 9% rispetto al 2025. Il rincaro, tuttavia, non dovrebbe pesare nello stesso modo su tutti i contribuenti, grazie alla presenza di agevolazioni nazionali e comunali destinate alle famiglie economicamente più fragili.
Perché aumenta la Tari a Messina nel 2026
Alla base dell’aumento della Tari 2026 a Messina ci sono diversi fattori economici. Il primo riguarda la crescita dei costi del personale, una delle principali componenti della spesa legata al servizio di igiene urbana. A incidere è anche l’aumento del prezzo del carburante, necessario per il funzionamento dei mezzi impiegati nella raccolta, nel trasporto e nel trasferimento dei rifiuti. Un ulteriore elemento è rappresentato dalla fine dei contributi erogati dalla Regione Siciliana. Negli ultimi tre anni, la Regione ha sostenuto il Comune di Messina con complessivi 6 milioni di euro, destinati a coprire gli extra costi derivanti dal trasferimento dei rifiuti lontano dalla Sicilia. Con il venir meno di questo sostegno economico, il Comune dovrà affrontare direttamente una quota maggiore delle spese. La conseguenza sarà un aumento del costo complessivo del servizio e, quindi, delle tariffe applicate ai contribuenti.
Aumento medio del 9% per le famiglie messinesi
Per le famiglie, il nuovo Piano economico-finanziario prevede un incremento medio della Tari del 9%. Il rincaro è legato alla necessità di coprire la crescita dei costi del servizio, passati in un solo anno da 63 a 69 milioni di euro. L’aumento non avrà però lo stesso impatto su tutti i nuclei familiari. Per i contribuenti in condizioni di maggiore fragilità economica sono previste infatti agevolazioni sia a livello nazionale sia comunale. Il sistema di riduzioni ed esenzioni dovrebbe quindi attenuare, o in alcuni casi neutralizzare, l’aumento per le famiglie con redditi più bassi.
Bonus sociale Tari, sconto del 25% per i redditi bassi
A contenere gli effetti dei rincari contribuirà il bonus sociale Tari previsto dal Governo, che consentirà una riduzione del 25% della tassa sui rifiuti ai contribuenti in possesso dei requisiti stabiliti dalla normativa nazionale. L’agevolazione è destinata alle famiglie che si trovano in condizioni di disagio economico e che rientrano nei parametri previsti dalla legge. Grazie a questo strumento, una parte dei nuclei familiari più vulnerabili potrà beneficiare di uno sconto significativo sulla Tari, attenuando o neutralizzando l’effetto dell’aumento medio previsto per il 2026. Il bonus sociale nazionale avrà quindi un ruolo centrale nel sistema di protezione predisposto per evitare che il rincaro pesi in maniera eccessiva sui contribuenti con redditi più bassi.
Il Comune stanzia 550 mila euro per esenzioni e riduzioni
Alle agevolazioni previste dallo Stato si aggiunge l’intervento del Comune di Messina, che ha stanziato 550.000 euro per sostenere le famiglie in difficoltà economica. Le risorse saranno utilizzate per finanziare esenzioni e riduzioni della Tari, che si affiancheranno in maniera complementare al bonus sociale nazionale. Il sostegno comunale non sostituirà quindi l’agevolazione statale, ma contribuirà ad ampliare la platea dei beneficiari e a rafforzare le misure di tutela. L’obiettivo è evitare che l’incremento delle tariffe produca effetti particolarmente pesanti sui nuclei familiari con minore capacità economica.
Sconto del 15% per le attività economiche
Per le attività economiche entrerà invece in vigore uno sconto del 15% voluto dal Comune di Messina. La misura è destinata a ridurre il peso della Tari sulle utenze non domestiche e ad attenuare l’impatto dei nuovi costi del servizio di gestione dei rifiuti. Il bonus si inserisce nel quadro delle misure comunali pensate per accompagnare l’entrata in vigore delle nuove tariffe Tari 2026. Anche per le imprese, quindi, il nuovo Piano economico-finanziario sarà affiancato da un meccanismo di riduzione destinato a contenere gli effetti economici dell’aumento.


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