Commissioni consiliari, una cittadina entusiasta: “Consiglieri finalmente in presenza. Prima gente collegata in giro e al bar”

Una cittadina di Reggio Calabria entusiasta della presenza dei consiglieri al primo Consiglio Comunale svoltosi a Palazzo San Giorgio, il secondo dell'era Cannizzaro dopo quello di presentazione all'Arena

Tutti in presenza a svolgere il loro dovere, ripagando la fiducia posta nei loro confronti dai cittadini in cabina elettorale. Il secondo punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di Reggio Calabria – “Modifica del regolamento per l’organizzazione e il funzionamento delle commissioni consiliari approvato con delibera C.C. n.119/2025” –, svoltosi in data odierna, il primo a Palazzo San Giorgio, è stato approvato. Le Commissioni tornano ufficialmente in presenza: basta consiglieri collegati dal bar, dal bagno di casa, in macchina.

Una novità che fa piacere anche ai cittadini che, in questi anni, si sono chiesti come facessero i Consiglieri a prestare attenzione mentre le loro priorità erano ben altre, non trovandosi a Palazzo San Giorgio. Lo spiega Maria Stella Grassetti, cittadina di Reggio Calabria che alla redazione di StrettoWeb scrive quanto segue: “accolgo con entusiasmo il ritorno in presenza delle commissioni consiliare che ridà finalmente dignità e rispetto a un lavoro al servizio dei cittadini che per 12 anni è stato solo un modo per accumulare gettoni di presenza e stipendio a fine mese. Non di rado in questi 12 anni si vedevano consiglieri comunali in giro per la città collegati da tablet e telefonini totalmente, passatemi il termine, scollegati dai lavori tra un caffè al bar e un parcheggio. Mi sono sempre chiesta quale contributo potessero apportate ai lavori delle Commissioni se talvolta manco l’ordine del giorno delle sedute conoscevano.

Auspichiamo che da oggi si possano sedere attorno a un tavolo, leggere le delibere e le proposte, magari lasciando i loro cellulari all’ingresso dell’aula delle commissioni. Ritengo doveroso richiamare l’attenzione dell’opposizione ricordando loro che lo smart working ha regole ben precise e abusarne in maniera superficiale non dà l’immagine di consiglieri comunali seri, al servizio della città e dei cittadini che li hanno votati. Probabilmente quando il troppo è troppo il buon padre di famiglia deve proporre misure rieducative che ridiano una immagine di serietà al contesto. Buon lavoro a tutti“.