Claudio Lotito parlerà poco. Che i tifosi della Reggina se ne facciano una ragione

Ci sembra assurdo che ancora qualcuno non sappia - o faccia finta di non sapere - che Claudio Lotito è questo. Ieri lo abbiamo definito semplicemente "normale". Una persona che dice le cose normali, in modo normale. Che la piazza si abitui a questo. Conta il campo, i risultati. Perché alla fine è stato sempre così

Lo abbiamo scritto. Una prima volta (il 3 luglio) e poi una seconda. Evidentemente, però, tocca ribadirlo. Nonostante ieri la realtà si sia scontrata con la fantasia social, evidenziando il distacco netto tra ciò che accade davvero e ciò che qualcuno (vero o fake) pensa di raccontare, c’è ancora chi tenta di interpretare una realtà distorta rispetto a quanto accaduto ieri, nel corso della conferenza stampa di Claudio Lotito per presentare il progetto della Reggina. C’è chi afferma, ma è sempre un rumore social molto (e solo) apparente e poco concreto, che Lotito non abbia fatto piena chiarezza su alcuni temi, che non abbia fatto grandi annunci, che non abbia sciolto alcuni dubbi.

A parte il fatto che non è vero, però ci sembra assurdo che ancora qualcuno non sappia – o faccia finta di non sapere – che Claudio Lotito è questo. Ieri lo abbiamo definito semplicemente “normale”. Una persona che dice le cose normali, in modo normale. Che non parla molto, che non regala titoloni sui giornali. E’ un uomo di calcio, prima che politico. Sa come parlare, sa quando farlo e conosce i contesti. Non è uno da facili promesse, non da annunci roboanti. Preferisce agire in silenzio.

I tifosi della Reggina se ne dovranno fare una ragione. Lo ribadiamo. Si dovranno abituare al fatto che non vivrà a Reggio Calabria, non sarà giorno e notte in città e non lo sarà neanche per giorni o settimane. Farà una capatina sullo Stretto ogni tanto, una manciata di volte l’anno, facendo affidamento alle persone a cui ha assegnato il compito di occuparsi di Reggina, dalle parti amministrative a quelle tecniche. Non verrà a parlare ogni mese e anche se dovesse essere in città non lo farà per parlare pubblicamente, per presenziare a conferenza continue. Si muoverà in silenzio, farà parlare il campo. Non ci sarebbe bisogno di ricordarlo, considerando la sua storia nel calcio. Lo ha sempre fatto. Che la piazza si abitui a questo. Conta il campo, i risultati. Perché alla fine è stato sempre così.