Ce l’ha messa tutta. Ha giocato da infortunato, con un recupero lampo che gli ha permesso di scendere in campo a mezzo servizio con Avellino e appena recuperato per il triangolare promozione. Ha fatto la differenza nei momenti caldi, ma non è bastato. Marco Laganà e la Viola non hanno raggiunto al promozione. L’intero roster poteva fare di più, ma per talento e per ‘regginità’, il numero 9 neroarancio è stato bersagliato da forti critiche, anche per la scelta finale di fare autocanestro e provare a forzare l’overtime.
Il fratello Luca, attraverso i social, ha pubblicato un messaggio nel quale difende Marco Laganà dalle critiche delle ultime ore: “mi ero ripromesso di rimanere “spettatore”, di non intervenire in nessun caso ma, sinceramente, non riesco ad accettare ciò che sto leggendo.
Sei arrivato in corsa ed hai dato una scossa importante ad una squadra sopita, sei stato veicolo di entusiasmo di non poco conto (basta pensare quanti bambini e famiglie hai smosso per venire a vederti giocare) ma, soprattutto, sei stato un “figlio di Reggio” di quelli veri. Hai spremuto il tuo corpo superando un infortunio che avrebbe fermato chiunque, hai giocato con febbri e influenze, hai sempre dato tutto ciò che avevi, nonostante tutto ed è giusto che si sappia.
Il gesto finale dell’autocanestro, frutto di un regolamento sui cui potremmo discutere per tanto e tanto (e che aveva già fatto perdere a me una promozione in B1), è stato un gesto d’amore incredibile verso Reggio e la sua gente che pochi, probabilmente, pochissimi capiranno ma poco importa perchè, in fondo, l’importante è essere veri, sempre. Testa alta fratellino, non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta“.



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