Vannacci premier? Il sondaggio: prevale il fronte del no. Tutti i DATI

Secondo il nuovo sondaggio Termometro Politico, alla domanda “Gradirebbe il generale Vannacci come Presidente del Consiglio?”, la risposta più scelta è nettamente negativa

Il nome del generale Roberto Vannacci continua a dividere l’opinione pubblica italiana. Secondo il nuovo sondaggio Termometro Politico, alla domanda “Gradirebbe il generale Vannacci come Presidente del Consiglio?”, la risposta più scelta è nettamente negativa: il 44,6% degli intervistati afferma “No, mai, ha idee di fatto fasciste, per me sarebbe inaccettabile”. Il dato rappresenta il cuore politico della rilevazione, perché mostra come una quota molto ampia del campione giudichi l’ipotesi di Vannacci premier non solo non gradita, ma apertamente inaccettabile. A questa percentuale si aggiunge un ulteriore 24,2% che risponde negativamente, sostenendo che il generale abbia “idee troppo radicali” e non abbia “la statura da premier”. Nel complesso, il fronte contrario all’eventuale ascesa di Roberto Vannacci a Presidente del Consiglio raggiunge quindi il 68,8%, una maggioranza ampia che fotografa un livello di diffidenza molto elevato nei confronti della sua figura politica.

Il 44,6% dice no: “sarebbe inaccettabile”

La risposta più netta del sondaggio è quella di chi esclude in modo assoluto l’ipotesi di Vannacci Presidente del Consiglio. Il 44,6% degli intervistati sceglie infatti l’opzione: “No, mai, ha idee di fatto fasciste, per me sarebbe inaccettabile”. Si tratta del dato più alto dell’intera rilevazione e indica una forte opposizione personale e politica nei confronti del generale. In questa fascia dell’opinione pubblica, il rifiuto non riguarda soltanto la sua eventuale adeguatezza al ruolo di premier, ma investe direttamente il giudizio sulle sue idee e sulla loro compatibilità con la guida del Governo. Il risultato segnala una polarizzazione molto marcata attorno alla figura di Vannacci, percepito da una parte consistente degli intervistati come un profilo troppo divisivo per ricoprire l’incarico di Presidente del Consiglio.

Il 24,2% lo giudica troppo radicale e non adeguato

Accanto al rifiuto più duro, il sondaggio registra un’altra area di contrarietà pari al 24,2%. In questo caso, gli intervistati rispondono: “No, ha idee troppo radicali e non è adeguato, non ha la statura da premier”. Questa posizione, pur meno drastica rispetto al 44,6%, conferma comunque una valutazione negativa sull’ipotesi di una leadership nazionale affidata a Roberto Vannacci. Il tema centrale è quello dell’adeguatezza politica e istituzionale: per questa parte del campione, il generale non avrebbe il profilo necessario per guidare il Paese. Sommando le due risposte negative, emerge un dato chiaro: quasi sette intervistati su dieci non gradirebbero Vannacci premier. È un’indicazione pesante, soprattutto perché riguarda non solo il suo posizionamento ideologico, ma anche la percezione della sua capacità di rappresentare una leadership di governo.

Il 9,1% lo considera oggi la persona più adatta

Sul fronte opposto, il sondaggio mostra una quota minoritaria ma significativa di sostegno pieno. Il 9,1% degli intervistati risponde: “Sì, oggi sarebbe la persona più adatta”. Questa percentuale rappresenta il nucleo più convinto dei favorevoli a Roberto Vannacci Presidente del Consiglio. Per questi intervistati, il generale non sarebbe soltanto un’opzione possibile, ma la figura più indicata nell’attuale fase politica. Il dato non è maggioritario, ma conferma l’esistenza di una base di consenso esplicita, pronta a riconoscere in Vannacci un profilo di leadership nazionale. In un quadro complessivamente dominato dalle risposte negative, questo 9,1% indica comunque una presenza politica riconoscibile nell’opinione pubblica.

Il 19,3% disponibile se Vannacci fosse il leader più forte nel centrodestra

Più ampia è invece la quota di chi non indica Vannacci come prima scelta, ma si dice disponibile ad accettarlo nel caso in cui diventasse il leader più forte del centrodestra. Questa posizione raccoglie il 19,3% delle risposte: “Non sarebbe la mia prima scelta, ma se fosse lui il leader più forte nel centrodestra mi andrebbe bene”. È un dato politicamente interessante, perché segnala un’area di consenso potenziale o condizionato. Non si tratta di un sostegno pienamente convinto, ma di una disponibilità legata agli equilibri interni della coalizione. In questa fascia, la valutazione non appare centrata solo sulla figura personale di Roberto Vannacci, ma anche sulla logica della leadership nel centrodestra. Sommando il 9,1% dei favorevoli convinti e il 19,3% dei favorevoli condizionati, l’area di gradimento o accettazione arriva al 28,4%. Un risultato inferiore al fronte contrario, ma sufficiente a mostrare che l’ipotesi Vannacci non è priva di spazio elettorale e politico.

Pochi indecisi: il 2,8% non risponde

La percentuale di chi non prende posizione è bassa. Solo il 2,8% degli intervistati sceglie l’opzione “Non so/non intendo rispondere”. Questo dato conferma che il tema suscita opinioni definite e difficilmente lascia indifferenti. La figura del generale Vannacci appare ormai associata a giudizi molto marcati, sia positivi sia negativi. La bassa quota di indecisi rafforza l’idea di una polarizzazione già consolidata attorno al suo nome. Il sondaggio Termometro Politico è stato realizzato con metodo CAWI su 2.500 interviste raccolte tra il 16 e il 18 giugno 2026.