Starmer si dimette, il sondaggio: italiani divisi ma prevale il giudizio critico

Secondo la rilevazione di Termometro Politico, realizzata con metodo CAWI su 2.500 interviste raccolte tra il 23 e il 26 giugno 2026, la quota più alta degli intervistati giudica inevitabili le dimissioni del primo ministro inglese Starmer

Le dimissioni del primo ministro inglese Starmer dividono gli intervistati nel nuovo sondaggio di Termometro Politico, ma con una tendenza prevalente: la quota più ampia del campione considera l’uscita di scena del premier britannico come un passaggio inevitabile. Alla domanda “Cosa pensa delle dimissioni del primo ministro inglese Starmer?”, il 31,4% sceglie la risposta più dura: “È stato inevitabile, Starmer ha governato contro il popolo, favorendo l’immigrazione di massa e mettendo in carcere inglesi solo per le loro opinioni”. È il dato più alto tra le opzioni proposte e rappresenta il giudizio più severo nei confronti dell’ex premier. La rilevazione fotografa un’opinione pubblica italiana fortemente critica verso Starmer, ma non in modo uniforme. Accanto alla bocciatura netta, infatti, emerge anche un blocco rilevante di intervistati che legge le dimissioni soprattutto attraverso il tema della stabilità politica del Regno Unito.

Il 31,4% giudica inevitabili le dimissioni del premier britannico

Il risultato principale del sondaggio è il 31,4% attribuito alla risposta secondo cui le dimissioni sarebbero state inevitabili. È la percentuale più alta dell’intera rilevazione e segnala una valutazione fortemente negativa dell’esperienza di governo di Starmer. Nel dettaglio, l’opzione scelta dal 31,4% degli intervistati recita: “È stato inevitabile, Starmer ha governato contro il popolo, favorendo l’immigrazione di massa e mettendo in carcere inglesi solo per le loro opinioni”. Questa risposta concentra alcuni dei temi più polarizzanti del dibattito politico: immigrazione, libertà di opinione, rapporto tra governo e cittadini. Il fatto che sia l’opzione più votata indica che una parte consistente degli intervistati interpreta le dimissioni non come un semplice evento istituzionale, ma come la conseguenza di una linea di governo giudicata profondamente sbagliata.

Il 23,1% teme l’instabilità e spera in un Regno Unito più stabile

La seconda risposta più scelta, con il 23,1%, non celebra direttamente le dimissioni, ma mette al centro il rischio di instabilità. Secondo questa quota di intervistati, “L’instabilità è sempre negativa, speriamo che il nuovo primo ministro sia più popolare e sappia rendere più stabile il Regno Unito”. È un dato significativo perché sposta il focus dal giudizio personale su Starmer alla tenuta complessiva del sistema politico britannico. Per quasi un intervistato su quattro, il problema principale non è soltanto la fine del governo, ma ciò che potrebbe accadere dopo. In questa lettura, le dimissioni di Starmer vengono viste come un passaggio delicato, capace di aprire una fase di incertezza. L’auspicio è che il nuovo primo ministro riesca a garantire maggiore consenso e maggiore stabilità al Regno Unito.

Il 21,3% vede le dimissioni come una notizia positiva

Un’altra quota rilevante, pari al 21,3%, considera le dimissioni una notizia positiva. La motivazione proposta dal sondaggio è molto critica: “È una notizia positiva, Starmer, anche se laburista, ha fatto politiche di destra e si è reso complice dei massacri di Israele”. Questa risposta esprime una bocciatura diversa rispetto a quella del 31,4%. In questo caso, il giudizio negativo non arriva da una critica legata all’immigrazione o alla libertà di opinione, ma da una contestazione della collocazione politica e delle scelte internazionali attribuite a Starmer. Il dato mostra quindi che l’opposizione al premier uscente non è omogenea. Una parte degli intervistati lo critica da una prospettiva più orientata a destra, un’altra lo contesta per aver portato avanti politiche considerate incompatibili con una leadership laburista.

Solo il 10,5% giudica le dimissioni una notizia molto negativa

La percentuale più bassa tra le risposte di merito è quella di chi considera le dimissioni una notizia molto negativa. Questa opzione raccoglie il 10,5% degli intervistati e recita: “È una notizia molto negativa, Starmer ha governato in modo equilibrato, ma ormai gli elettori sono sempre più volubili, populisti e influenzabili dai social”. Si tratta della risposta più favorevole a Starmer, perché attribuisce al premier uscente una gestione equilibrata e interpreta la sua caduta come il prodotto di un clima politico dominato da volatilità, populismo e influenza dei social. Il dato resta però minoritario. Poco più di un intervistato su dieci condivide questa lettura, segno che nel campione prevalgono valutazioni critiche o preoccupate rispetto alla fase politica aperta dalle dimissioni.

Il 13,7% non sa o non intende rispondere

Nel sondaggio di Termometro Politico, il 13,7% degli intervistati sceglie l’opzione “Non so/non intendo rispondere”. È una quota non marginale, superiore alla percentuale di chi giudica le dimissioni una notizia molto negativa. Questo dato può indicare una minore conoscenza della politica britannica da parte di una parte del campione, oppure una volontà di non esprimere un giudizio su una vicenda estera complessa. In ogni caso, il livello di non risposta conferma che il tema delle dimissioni del primo ministro inglese Starmer non produce soltanto posizioni nette, ma anche incertezza o distanza.

Critiche da fronti diversi: il caso Starmer divide gli intervistati

La lettura complessiva del sondaggio mostra che le critiche a Starmer arrivano da direzioni diverse. Il 31,4% lo boccia per una linea percepita come contraria al popolo, mentre il 21,3% giudica positivamente le dimissioni perché ritiene che il premier, pur laburista, abbia fatto politiche di destra. Sommando queste due risposte, emerge che oltre la metà degli intervistati esprime un giudizio chiaramente favorevole alle dimissioni, seppur per ragioni differenti. È un elemento politicamente rilevante, perché indica una debolezza trasversale dell’immagine di Starmer nel campione italiano analizzato da Termometro Politico. A questa area critica si aggiunge il 23,1% di chi non entra direttamente nel merito della bontà delle dimissioni, ma teme l’instabilità e guarda al futuro del Regno Unito. La quota di difesa esplicita del premier uscente resta invece limitata al 10,5%.

Il metodo del sondaggio: 2.500 interviste CAWI tra il 23 e il 26 giugno 2026

La rilevazione è stata realizzata da Termometro Politico con metodo CAWI, cioè tramite interviste online. Il campione indicato è di 2.500 interviste, raccolte tra il 23 e il 26 giugno 2026. Il sondaggio non rappresenta un voto né un giudizio definitivo, ma una fotografia dell’opinione degli intervistati in quella finestra temporale. I dati vanno quindi letti come un indicatore del clima politico e della percezione pubblica italiana rispetto alle dimissioni di Starmer e alla situazione del Regno Unito.

Termometro Politico su Starmer