Il confronto attorno al Pride di Palermo si arricchisce di un nuovo capitolo politico dopo le dichiarazioni del senatore di Fratelli d’Italia, Raoul Russo, coordinatore provinciale del partito. Al centro della polemica, la natura della manifestazione, il ruolo dei comitati organizzatori e la decisione del Comune di Palermo di concedere il patrocinio pubblico all’evento. Le parole del parlamentare intervengono in un contesto già segnato da un acceso dibattito pubblico sulle forme della manifestazione e sul rapporto tra iniziative civiche e istituzioni, con particolare attenzione anche al tema della maternità surrogata e alle recenti norme che la riguardano.
Il Pride di Palermo tra rivendicazione dei diritti e scontro politico
Secondo Russo, il significato originario delle manifestazioni di piazza sarebbe stato progressivamente modificato nel caso del Pride Palermo, assumendo una connotazione sempre più politica. Il senatore sottolinea inoltre la necessità di distinguere tra la libertà di espressione e l’utilizzo delle piazze come piattaforma di confronto istituzionale.
Nel suo intervento, Russo afferma testualmente: “Tutti, nessuno escluso, hanno il diritto di manifestare liberamente e di rivendicare le proprie istanze. Tuttavia, il Pride di Palermo si è ormai trasformato in una manifestazione prevalentemente politica, ben lontana da una semplice rivendicazione di diritti. Non credo che immagini di persone in perizoma e parrucca rappresentino il modo migliore per rivendicare qualcosa. Spiace constatare come i comitati promotori del Pride Palermo, apertamente schierati a sinistra, continuino a non accettare leggi dello Stato democraticamente approvate. Devono però farsene una ragione: le leggi vanno rispettate anche quando non le si condivide”.
La questione del patrocinio pubblico del Comune di Palermo
Un altro punto centrale dell’intervento riguarda la concessione del patrocinio pubblico da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Lagalla. Per Russo, tale scelta avrebbe contribuito a legittimare una manifestazione che, a suo avviso, avrebbe assunto caratteristiche non coerenti con il ruolo istituzionale del sostegno pubblico.
Il senatore prosegue infatti: “È necessario – prosegue – distinguere tra una manifestazione che rivendica i propri diritti e una che pretende il patrocinio pubblico per poi trasformarsi in una piattaforma di attacco alle istituzioni e agli esponenti politici che rappresentano una parte significativa del Paese. Continuo a ritenere che il sindaco Lagalla non avrebbe dovuto concedere il patrocinio. In ogni caso, è bene che i promotori se ne facciano una ragione: la legge che ha introdotto il reato universale di maternità surrogata non sarà cancellata dal nostro ordinamento”.


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