Ora un PalaCalafiore da mal di testa! Domenica la Viola si gioca la promozione in Gara-3: serve TUTTA Reggio Calabria

Dopo aver sbancato il PalaDelMauro di Avellino, inviolato da oltre 1 anno, la Viola è a una partita dalla promozione: domenica sera, al PalaCalafiore si decide l'intera stagione e serve tutta Reggio Calabria

Una guida pratica per domenica: comprare il biglietto in anticipo; portare quante più persone possibili; munirsi di sciarpe, maglie e trombette; uscire spettinati, senza voce e creare un mal di testa generale. Saranno lacrime, di gioia o di dolore. Lo sapremo al termine dei 40 minuti più lunghi e intensi della stagione. Domenica 14 maggio, ore 19:00, dovrà esserci il PalaCalafiore più bello della stagione, anzi degli ultimi anni. Modello Serie A. E sì, ci si gioca la B d’Eccellenza, la vecchia B1, ma non è una questione di categoria, è una questione di identità, orgoglio e riscatto. Serve TUTTA Reggio Calabria, quella che vuole risorgere e rialzarsi: lo ha fatto in cabina elettorale, lo ha già fatto nel volley con la Domotek, cerca il tris nel basket. E per il calcio ci stiamo lavorando, finalmente, nella giusta direzione.

L’impresa di Gara-2: 1 anno di imbattibilità distrutto in 40 minuti

Nella tana dei Lupi, la Viola sembrava dover essere l’agnello sacrificale. Donda, il centro di Avellino, lo aveva detto prima di vincere Gara-1 (in maniera clamorosa): vogliamo chiuderla in due gare, a casa nostra. Sbancando il PalaCalafiore con una tripla sulla sirena, gli irpini avevano il primo match point, davanti al proprio pubblico, nello storico PalaDelMauro che ha visto anni e anni di Serie A. Tifo caldissimo anche senza il sold out, tutto apparecchiato per la festa, con gli avellinesi forti di oltre 1 anno di imbattibilità casalinga esattamente dal 15 maggio 2025, Gara-2 dei quarti di finale contro Angri (66-74).

Festa rovinata. La Viola ha messo le mani sulla torta, ha fatto scappare gli invitati, fatto piangere la festeggiata. E se l’è goduta. Una partita tutt’altro che bella, vinta con le unghie e con i denti, con un super Clark da 19 punti, l’ottimo apporto dalla panchina in una serata complicata per il quintetto titolare. Una prova corale, di alto livello in difesa, migliorabile in attacco ma, complice un blackout (anche forzato) di Avellino, comunque efficace ai fini del 66-69 finale. E vitale ci aveva riprovato: tripla in buzzer beater, da ex, come Duranti in Gara-1. Ma questa volta i punti di distacco erano irrecuperabili con un tiro solo.

In Gara-3 serve tutta Reggio Calabria: la Viola parte da favorita

Ora serve una vittoria in Gara-3 per completare l’opera e trasformarla in un capolavoro. La Viola gioca con il fattore campo del PalaCalafiore, aspetto da non sottovalutare. Erano oltre 5000 in Gara-1, è lecito aspettarsene almeno 6000 e perchè no i 7000 della Domotek. Reggio Calabria ha fame di emozioni sportive, di gioia, di trionfi. Vuole fare festa tutta la notte. Davanti a un DelMauro pieno ma non pienissimo, Reggio Calabria deve rispondere con un PalaCalafiore il più vicino possibile al sold out, rumoroso, da mal di testa.

Questa categoria sta strettissima a entrambe, ma la Viola ha il match point in mano. Le due squadre sono le più forti dei rispettivi gironi, roster profondi e talentuosi. Avellino, probabilmente, partiva un pelino avanti. Eppure Gara-1, pur essendo stata sempre avanti, a 4 secondi dalla fine l’aveva persa, finendo per vincerla con una tripla folle di Duranti sulla sirena, una preghiera accolta dagli dei del basket.

Gara-2 Avellino l’ha persa malamente: disordinata, ansiosa, frettolosa, imprecisa. A tratti anche impaurita. La Viola ha risposto con un termine usato spesso dai telecronisti di casa: cazzimma. Con la voglia, la grinta, gli attributi. Grande apporto dalla panchina che sarà fondamentale in Gara-3, così come sarà fondamentale recuperare un Marco Laganà a una percentuale più vicina possibile al 100%. Servono le triple e la difesa di Marini e Maresca. Serve la lucidità di capitan Fernandez, l’abilità di fare le piccole cose e di farle bene. Serve la grinta di Fiusco e Zampa. Il lavoro sporco e qualche punto extra da Marangon e Agbortabi sotto le place. Serve che Laquintana si metta le mani in testa a ripetizione. Serve coach Cadeo in campo. Serve una città dietro una squadra per far avverare il sogno promozione.