Due giorni fa, a Roma, si è svolta la riunione del Dipartimento Interregionale LND con i dirigenti delle società neopromosse in Serie D e dei club retrocessi dalla Serie C. La stagione si è infatti conclusa e, come sempre, tanti sono i cambiamenti tra chi è retrocesso e chi è stato promosso. Per quanto riguarda il girone più a sud (girone I), quello con la massima rappresentanza di compagini calabresi e siciliane, la situazione è definita, ma solo per ciò che concerne le aventi diritto. Al netto di un organico praticamente già delineato, infatti, ci sono tante questioni ancora da limare, tra big in difficoltà, a rischio iscrizione, in vendita o pronte a cambiare proprietà. In tutto ciò, poi, c’è chi spera, come le società retrocesse pronte a sfruttare la possibilità di un ripescaggio.
Ma partiamo dalla fine, partiamo dalle date: quelle per presentare la domanda di iscrizione vanno dal 3 al 10 luglio per le aventi diritto e dal 3 all’8 luglio per le domande di ammissione. Dunque, le certezze di organico definitivo si avranno solo dopo l’elenco delle squadre che presenteranno domanda e solo dopo i controlli degli organi federali. In caso di mancata iscrizione di qualcuna, o di domanda respinta, tra le 162 aventi diritto, scatterebbero i meccanismi di ripescaggio, ma con tempi ancora più lunghi, con esiti a cavallo tra luglio e agosto.
Il ripescaggio tiene conto del principio dell’alternanza: squadra che ha perso la finale playoff per la promozione in Serie D e squadra che ha perso il playout per non retrocedere in Eccellenza. Poi entrerebbero in gioco fattori come: bacino d’utenza, meriti sportivi, anzianità di affiliazione, attività giovanile, infrastrutture, meriti disciplinari. Da questo punto di vista, è chiaro come l’ACR Messina guardi con particolare attenzione alla vicenda, ma è ancora presto.
Le squadre che hanno diritto al prossimo girone I di Serie D
Fatte queste precisazioni, e prima di passare ad analisi più approfondite, pubblichiamo di seguito l’elenco delle aventi diritto al prossimo girone I di Serie D, con l’aggiunta di retrocesse e neopromosse:
- Avola (neopromosso)
- Athletic Palermo
- Castrumfavara
- Digiesse PraiaTortora (neopromossa)
- Enna
- Gela
- Igea Virtus
- Licata (neopromosso)
- Milazzo
- Modica (neopromosso)
- Nissa
- Ragusa
- Reggina
- Sambiase
- Siracusa (retrocesso)
- Trapani (retrocesso)
- Vibonese
- Vigor Lamezia
Da quanto si evince, l’elenco è composto da 18 squadre, 13 siciliane e 5 calabresi. Cosa significa? Che se questo elenco fosse confermato, non ci sarebbe la presenza di squadre “straniere” da gironi lucani o campani, come invece accaduto in questi anni. Ed è la grande novità di questa stagione. Quindi la Gelbison (dal momento che il Savoia è stato promosso) tornerebbe “a casa”. Ma ci sono delle incognite, e non di poco conto, a partire dalle due retrocesse, per cammino recente, blasone e importanza potenzialmente tra le favorite. Ma, e non è un mistero, Siracusa e Trapani non vivono momenti grandiosi.
Le squadre del girone I di Serie D in difficoltà o pronte a cambiare proprietà
Il Siracusa è a serio rischio iscrizione, anche se nelle ultime ore il Presidente Ricci – che era in silenzio da tempo – ha assicurato che la squadra verrà iscritta e che eventualmente solo dopo potrebbero esserci novità societarie, con cessioni o allargamenti in seno al club. Il Sindaco, con un po’ di preoccupazione, segue la vicenda, ma è certo che – agli eventuali ranghi di partenza – la compagine aretusea partirà con 7 punti di penalizzazione, per via dei fatti dello scorso anno. Molto più sicuro di sé il Presidente del Trapani, Valerio Antonini, che già da tempo si è mosso sul mercato con conferme e movimenti in entrata. Ma anche i granata partiranno con la penalizzazione (5 punti) e soprattutto – molto probabilmente – non giocheranno tra le mura amiche le gare interne, anzi non giocheranno proprio a Trapani, in città. Il Libero Consorzio non ha dato l’ok al “Provinciale”, mandando su tutte le furie Antonini, che ha minacciato denuncia, dicendosi pronto ad accettare altra destinazione su campi di città fuori da Trapani.
Poi ci sono da definire le questioni Gela, Enna e Milazzo, tra le altre Non sono un mistero i problemi a Gela sul finire della scorsa stagione, ma negli ultimi giorni sembra essere arrivata la svolta societaria, con un nuovo gruppo di imprenditori e un futuro garantito. Idem a Milazzo, dove Versaci lascerà per far spazio ad altri soggetti. E si è fatto il nome, in tal senso, anche di Pietro Lo Monaco. A Enna, invece, il Presidente Stumpo ha parlato chiaramente, nei giorni scorsi: la società è in vendita ma nessuna trattativa è ancora entrata nel vivo. Il maggiore azionista vuole lasciare il club in mani sicure, evitando che il titolo possa essere trasferito ad altro territorio, ipotesi circolata negli ultimi tempi. Sarà una corsa contro il tempo, soprattutto a Enna e Siracusa, ma il tempo ancora c’è.
Discorso a parte merita la Reggina, che non ha difficoltà economiche, ma è comunque pronta a passare di mano dopo la fine dell’infausto ciclo Ballarino: è attesa a brevissimo la firma di Claudio Lotito, che rilancerà il club con orizzonti ben più lontani della conquista della Serie C. Alla finestra, ribadiamo, c’è l’ACR Messina: il Presidente Davis ha ribadito di aver già presentato domanda di iscrizione e ripescaggio: il 3 luglio andrà a Roma per consegnare la documentazione personalmente. Il club rientra tra i parametri previsti: ha perso il playout, ha un gran bacino d’utenza, ha le strutture e anche importanti. Non le resta che sperare e i ben informati si dicono addirittura certi di un ripescaggio sicuro.
Serie D, il focus sulle favorite del girone I: Reggina davanti a tutte, ma poi…
Approfondite tutte le questioni più spinose, non resta ora che parlare di campo. Con un quadro così completo, quali squadre possono considerarsi favorite alla vittoria del campionato? Al primo posto, questa volta sì, non c’è dubbio ci sia la Reggina, assolutamente in prima fila. In attesa del closing, ci sono già le idee chiare sulle figure dirigenziali e tecniche, ma anche sui calciatori. Qualche nome è già emerso, almeno sul campo delle idee, ma è l’indicazione sui profili a svelare ambizioni e obiettivi: la nuova proprietà non vuole vincere, ma stravincere.
Considerando cosa abbia detto il campo nella scorsa stagione, e considerando le ambizioni e le risorse della proprietà, non si possono nascondere le volontà della Nissa. Giovannone ha investito tanto, lo scorso anno, ma evidentemente non nel modo corretto. Quest’anno avrà una Reggina decisamente più forte di quella dello scorso anno. La logica dovrebbe imporre poi Trapani e Siracusa, tre anni fa grandi protagoniste del girone, ma questa volta la situazione è diversa. Se gli aretusei devono innanzitutto pensare all’iscrizione, che non è certa, i granata hanno a che fare con la grana stadio, con tifoseria e politica invise al Presidente Antonini e con ben 5 punti di penalizzazione.
Tra le outsider, vanno considerate quelle che hanno fatto bene negli ultimi anni, dal Sambiase all’Athletic Palermo passando per l’Igea Virtus, squadre che lotteranno ancora per i playoff. Nota a margine, ma per ovvi motivi, ce l’ha il Messina. Qualora dovesse essere ripescata, siamo sicuri che possa quantomeno provare a giocarsela, anche se la programmazione potrebbe partire in ritardo (la risposta sul ripescaggio, come scritto su, arriverà probabilmente a luglio inoltrato, se non a cavallo con agosto). Forse difficile che possa insidiare la Reggina e le sue ambizioni, ma potrebbe almeno provarci. Lanciando un duello che, chissà, seppur in una categoria infima come questa, potrebbe infiammare lo Stretto, in attesa di tempi migliori.


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